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29 Settembre 2015

Tumori testa-collo: in Italia tempi lunghi tra diagnosi e inizio trattamento


In Europa migliora la sopravvivenza per i pazienti colpiti da tumori della testa e del collo ma sono ancora presenti rilevanti differenze geografiche di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi tra i diversi paesi europei.
Questi i principali dati emersi dal progetto europeo Eurocare, presentati oggi nell'ambito della conferenza stampa di lancio della terza settimana europea di sensibilizzazione sui tumori della testa e del collo, moderata dal professor Marco Benazzo, Direttore Unità Otorinolaringoiatria Università di Pavia, Fondazione Irccs Policlinico di Pavia.

Il progetto mette in luce che in tutta Europa migliora la sopravvivenza di quanti sono colpiti da neoplasie cervico-facciali per tutte le sedi, anche in quelle non correlate al Papilloma Virus (Hpv) come, ad esempio, l'orofaringe. La possibilità di sopravvivenza, poi, varia a seconda dello stadio della malattia al momento della diagnosi: dal 69% per le persone con tumore allo stadio "localizzato" (escludendo il rinofaringe), al 34% per quelle con tumore "localmente avanzato". Altri importanti dati sui tumori della testa e del collo nel nostro Paese emergono dallo studio RITA 2, realizzato dalla Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei Tumori in collaborazione con i Registri Tumori di popolazione dell'Airtum e il supporto del ministero della Salute italiano: circa 1 paziente su 2 si presenta alla diagnosi con una patologia allo stadio avanzato o metastatico, mentre per circa il 20% dei pazienti non è possibile risalire allo stadio del tumore a causa di mancanze relative alle procedure di stadiazione.

Inoltre, più del 40% dei pazienti viene sottoposto a trattamento (chirurgia o radioterapia) dopo più di un mese dalla diagnosi. Il dato è fortemente in contrasto con quello relativo al tumore della mammella per il quale questo ritardo si verifica solo nel 17% dei casi. Infine, solo il 35% dei referti patologici contiene contemporaneamente tutte le informazioni identificate dalla Royal College of Pathology come standard per il reporting, al contrario di quello che accade per il melanoma dove il 77,8% dei referti patologici è completo di tutti gli indicatori. Il progetto RITA 2 evidenzia dunque la necessità di migliorare la presa in carico dei pazienti con tumori della testa e del collo in tutte le regioni considerate.


 

 
 

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