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24 Luglio 2024

La digitalizzazione dello studio anche per ottimizzare i costi. Scarica la guida

L’informatizzazione dello studio: un processo a 360° che ottimizza l’organizzazione e riduce i costi di gestione. Scopri come scaricando la guida gratuita


A meno che non si stia affrontando l’informatizzazione di uno studio dentistico tutto nuovo, o non la si stia riprogettando completamente da zero, di norma ogni soluzione tecnologica che entra nello studio stesso si affianca ad altre che sono state acquistate in precedenza. Magari anche anni prima, quando il concetto di digitalizzazione della professione medica era decisamente diverso per metodi, approcci e soluzioni. Nel caso più “sfortunato” (tra virgolette, perché legato agli studi che hanno invece cercato di essere sempre innovativi) uno studio dentistico può avere una stratificazione di soluzioni diverse e spesso non in grado di comunicare bene fra loro.  

L’acquisto di un gestionale moderno è quasi sempre il momento in cui si guarda ai sistemi che si sono man mano introdotti nello studio e ci si rende conto che di acqua ne è passata sotto i ponti. Soprattutto concettualmente: un gestionale ben progettato cerca di essere modulare e trasversale, intervenendo nella maggior parte possibile delle attività di medici e personale.  

Molte soluzioni di concezione più tradizionale, per non dire datata, sono invece mirate: fanno bene una cosa ma non dialogano con le altre, lasciando alla componente umana il compito (gravoso) di tirare le fila di tutto. Dovremmo essere agevolati nel lavoro che facciamo, in realtà il miglioramento che vediamo nelle singole operazioni si perde – magari non del tutto, ma in parte sì – nella mancanza di una integrazione tecnologica completa.  

La mancanza di integrazione tecnologica impedisce di avere una visione integrata di ciò che fa lo studio dentistico, aspetto che invece è l’obiettivo principale da porsi nell’introduzione di un gestionale. Pensiamo al flusso di visite, terapie, trattamenti e documenti che riguarda uno specifico paziente in un lasso di tempo anche breve. Nello studio dentistico “tipo” tutte queste informazioni possono anche essere in formato digitale ma sparse negli archivi dei software che controllano i sistemi diagnostici, in un vecchio gestionale, nelle cartelle dei documenti creati magari con applicativi alla Word o Excel. Questo significa avere personale che deve usare più piattaforme e che comunque deve mettere insieme i dati manualmente, dato che non esiste un sistema in grado di “vederli” tutti. Un gestionale al cosiddetto “stato dell’arte” si pone invece come nucleo centrale intorno al quale far orbitare tutte le altre soluzioni digitali che si hanno in studio. E dovrebbe anche essere il software che medici e personale usano in larga prevalenza, a parte ovviamente gli applicativi mirati per gli strumenti diagnostici. Questo diventa possibile quando il gestionale può dialogare direttamente con gli altri software e con dispositivi hardware (pensiamo ai lettori di codici a barre per il magazzino o quelli per smart card per ricavare i dati dei pazienti) per ricavarne le informazioni. Tutto ciò è più o meno realizzabile in funzione di vari elementi, ma in particolare delle competenze della software house produttrice del gestionale. È infatti questa che deve mettere il suo software in grado di dialogare con gli applicativi e dispositivi che ci servono e che già possediamo, come anche con quelli che man mano entreranno in studio. Qui entra in gioco il tema degli aggiornamenti previsti per il nostro nuovo software gestionale, aggiornamenti che devono essere tali da garantire sempre la massima trasversalità della soluzione su cui stiamo investendo. E quindi la visione integrata delle attività di studio che stiamo cercando.    

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