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02 Aprile 2013

Il tessuto adiposo della guancia ha trovato un impiego

La bolla di Bichat riscoperta come sito donatore per le strutture vicine

di Cosma Capobianco


Finora considerata un semplice accessorio anatomico, il tessuto adiposo della guancia, compreso nella bolla di Bichat, sta conoscendo un'inaspettata riscoperta. Infatti, i chirurghi orali hanno incominciato a sfruttarla per sopperire ai deficit di sostanza delle strutture vicine come  palato, pavimento orale e creste alveolari. Situata tra i muscoli buccinatore e massetere, è una struttura che si riduce gradualmente con l'età e dà il caratteristico volume alle guance paffute dei bambini.
Un'interessante rassegna di casi trattati con questa tecnica è stata pubblicata da un gruppo giapponese sul numero di agosto 2012 di Int J Oral Maxillofac Surg (Toshihiro et coll. Applicability of buccal fat pad grafting for oral reconstruction). L'idea non è nuova, dato che la prima segnalazione in letteratura risale al 1977 e riguarda la chiusura di una comunicazione oro-sinusale che rimane ancora la sua principale applicazione.
La bolla di Bichat consiste normalmente di una parte principale, situata sul margine anteriore del massetere, e di quattro estensioni (vestibolare, pterigoidea, temporale superficiale e temporale profonda). La massa è in media di 9 grammi mentre il volume è solo di circa 9 ml (con una leggera differenza a favore del sesso maschile), il che impone di calcolare attentamente le necessità del sito ricevente. Orientativamente, si può tenere come limite un diametro massimo del sito di 4 cm. L'utilizzo di questa riserva di tessuto si  dimostra utile in molte altre situazioni post-chirurgiche, tipicamente nei difetti di sostanza conseguenti a resezione di neoplasie ma anche nelle necrosi da bifosfonati. La tecnica prevede un innesto peduncolato che, se ben eseguito e non soggetto a eccessiva trazione, si riepitelizza nel giro di un mese grazie alla sua ricca vascolarizzazione. Dal punto di vista istologico la guarigione avviene mediante trasformazione fibrotica del tessuto adiposo e copertura con epitelio squamoso stratificato paracheratosico. Grazie alla sua relativa facilità di mobilizzazione e alla scarsa incidenza di complicazioni, è un tipo di innesto ideale per quanto limitato volumetricamente. Per questo è necessario valutarlo preoperativamente mediante RM o TC. È curioso notare che qualche volta, invece, si ricorre all'eliminazione della bolla di Bichat, come negli interventi di "femminilizzazione facciale" eseguiti nei soggetti transessuali.

 
 

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