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18 Febbraio 2024

I Disordini Temporomandibolari (DTM)

di Dino Re


La multidisciplinarietà in odontoiatria rappresenta in molte situazioni la chiave del successo per risolvere casi clinici particolarmente complessi. La gnatologia è una delle branche che meglio rappresenta questo concetto, non a caso per questo Clinical Arena sono stati scelti come ospiti un ortodontista ed un fisioterapista che attraverso la loro esperienza in team, ci mostreranno come poter affrontare al meglio una patologia da sempre ritenuta di difficile risoluzione come i disordini temporo-mandibolari.

I due ospiti che se la vedranno con le domande del prof. Dino Re sono la dott.ssa Paola Tessera, ortodonzista, ed il dott. Giacomo Asquini, fisioterapista, entrambi frequentatori dell’Istituto Stomatologico Italiano dove hanno intrapreso il loro percorso di collaborazione nel trattamento dei DTM.

Gli ospiti del prof. Re hanno illustrato come si articola il lavoro in team e le varie fasi del piano di trattamento, dalla diagnosi alla risoluzione del caso.

Inizialmente i DTM sono stati clinicamente approcciati attraverso un modello meccanicistico (strettamente morfo-funzionale), sebbene in letteratura da più di trent’anni tali disordini vengano interpretati nel modello biopsicosociale.   È fondamentale saper riconoscere gli aspetti psicologici e sociali che sostengono l’insorgenza del disordine e che contemporaneamente favoriscono la sua cronicizzazione, per poter impostare la terapia personalizzata più efficace, hanno ricordato gli ospiti.

Il dott. Asquini ha sottolineato come una delle armi terapeutiche più efficaci sia la terapia manuale che consente di ottenere risultati estremamente soddisfacenti in termini di riduzione/eliminazione del dolore e miglioramento della mobilità e della funzione per i pazienti con DTM.

La dott.ssa Tessera, che nella gestione di questi casi è solitamente la prima figura medica ad interfacciarsi con il paziente, sottolinea inoltre quanto sia importante individuare i pazienti che in anamnesi e all’esame clinico presentino i fattori predittivi di una risposta positiva alla terapia stessa.

Una diagnosi che non si limiti all’aspetto morfofunzionale ma che comprenda anche i tratti psico-sociali del paziente e la collaborazione sinergica tra diversi specialisti rappresentano quindi la strada maestra per gestire con successo i pazienti con DTM oggi.

Buona visione e fateci sapere, sulla nostra pagina Facebook cosa ne pensate. Se invece volete porre delle domande al prof. Re ed ai suoi ospiti, o suggerire temi di dibattiti, questa è la mail: redazione@odontoiatria33.it           




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