La prof.ssa Nardi ricorda l’importanza di utilizzare prodotti e protocolli specifici per neutralizzare i batteri come suggerito dalle linee guida istituzionali
Un recente fatto di cronaca della morte di due neonati per una possibile contaminazione delle tettarelle avvenuto a Bolzano, ha riportato all’attenzione pubblica un tema cruciale ma spesso sottovalutato: la corretta igienizzazione di biberon, tettarelle e succhietti.
Il batterio che avrebbe causato la morte è il Serratia marcescens, appartenente alla famiglia delle Enterobacteriaceae, un microrganismo opportunista pericoloso per i soggetti con patologie e/o sistema immunitario indebolito. Presenta una difficile gestione data la sua resistenza alle terapie antibiotiche. E’ presente nell’ambiente e spesso prolifera negli ambienti ospedalieri e sanitari ed ha come indice di rischio la formazione di focolai di infezioni.
Nel caso di Bolzano, il batterio avrebbe provocato la morte de 2 neonati, nati prematuri, assistiti nel reparto di terapia intensiva neonatale. Il batterio sarebbe stato rilevato nei beccucci e nel dispenser del sapone usato per lavare tettarelle e biberon.
Nei primi mesi di vita, il sistema immunitario del neonato è ancora immaturo e il latte, ricco di nutrienti, rappresenta un terreno ideale per la crescita di batteri potenzialmente pericolosi, come Cronobacter sakazakii o Salmonella.
Le linee guida internazionali — dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) alla Società Italiana di Neonatologia — sono chiare:
In questo contesto, prodotti innovativi come Ialozon Clean (GEMAVIP) uno spray a base di olio d’oliva ozonizzato con azione antibatterica, antivirale e antifungina — possono rappresentare un valido supporto aggiuntivo. Pur non sostituendo i metodi di sterilizzazione raccomandati, questi strumenti, assolutamente consigliati per spazzolini, allineatori protesi mobili, possono contribuire al controllo della carica microbica anche su superfici e giochi, riducendo ulteriormente il rischio di esposizione a patogeni.
Va comunque ricordato che l’impiego su oggetti destinati al contatto diretto con la bocca del neonato deve sempre rispettare le indicazioni del produttore e le regole di sicurezza.
Il messaggio che dobbiamo trarre dal caso di Bolzano è chiaro: la prevenzione passa da gesti semplici e quotidiani, come lavare e sterilizzare correttamente i biberon.
La tecnologia può offrirci strumenti utili come supporto, ma resta fondamentale seguire con rigore le linee guida ufficiali, con un obiettivo unico: proteggere la salute e la sicurezza dei più piccoli.
Nota: immagine generata con IA
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