Un network di cliniche odontoiatriche che possa offrire cure di livello anche alle persone che non possono accedere alle cure negli studi odontoiatrici privati.
E' un po' questa la sintesi del progetto che il prof. Enrico Gherlone (nella foto) ha annunciato durante l'inaugurazione dei nuovi locali del reparto di odontoiatria del San Raffaele di Milano.
Un progetto, ci dice, che completa quanto ha cominciato a costruire dal 1993 quando è entrato al San Raffaele da volontario, abbandonando un "posto sicuro" di vice primario all'ospedale di Genova.
Lo abbiamo incontrato per capirne di più.
Prof. Gherlone , partiamo dall'inizio. Come è organizzato il gruppo San Donato soprattutto dal punto di vista dell'assistenza odontoiatrica.
Il Gruppo ospedaliero San Donato è formato da 18 centri ospedalieri tra cui il San Raffaele di Milano. In termini di fatturato è il primo gruppo italiano di ospedalità privata ed il terzo in Europa per fatturato.
Fino ad 8 mesi fa, per l'assistenza odontoiatrica, il Gruppo San Donanto affittava sette delle sue cliniche odontoiatriche ad un Service privato. Ora ha disdetto il contratto e deciso di internalizzare l'assistenza odontoiatrica, ampliandola e potenziandola con l'acquisizione del Gruppo Pentadent. Con questa acquisizione, l'assistenza odontoiatrica offerta dal Gruppo San Donato potrà contare su 14 cliniche dislocate tra Milano, Brescia e Bergamo più la clinica di OME diretta dal prof. Gastaldi che lavora sempre in regime SSN ed in solvenza. Cliniche che offriranno prestazioni a pazienti convenzionati con il Servizio Sanitario Regionale ed in solvenza.
Del Gruppo anche la clinica San Raffaele Turro dove attualmente curiamo con il SSN le special need, in particolare i pazienti affetti da HIV.
Poi, ovviamente, c'è il reparto di odontoiatria del San Raffaele dove i pazienti possono ottenere di una assistenza di eccellenza in solvenza diretta (o a tariffe calmierate per redditi ISEE inferiori ai 15.500 euro) se per tutte le branche dell'odontoiatria e per e quello di igiene dentale diretto dalla dott.ssa Elisabetta Polizzi.
Una sorta di network low-cost convenzionato con la Sanità pubblica?
Direi di no, l'obiettivo è quello di offrire prestazioni di qualità a chi rientra nell'assistenza pubblica e a quelle persone che non sono contemplate dai LEA ma non possono permettersi un dentista privato.
Ed in questo progetto dove si colloca il reparto di odontoiatria del San Raffaele?
Il San Raffaele rimane nella sua collocazione di centro di eccellenza per pazienti in solvenza diretta e centro di formazione dell'Università Vita e Salute, ma non solo. Se ha fatto un giro nei nostri nuovi locali il giorno dell'inaugurazione avrà visto non solo la qualità di attrezzature e tecnologie a disposizione dei nostri odontoiatri, e degli studenti, ma anche le potenzialità formative della Dental Clinic. Nel 2016 ospiteremo eventi di importanti Società scientifiche e corsi privati. All'interno del reparto di odontoiatria del San Raffaele c'è poi il reparto, totalmente autonomo, di igiene orale dove i cittadini si rivolgono per le cure e gli studenti del corso di laurea di Igiene Orale del San Raffaele si formano dal punto di vista pratico. Ora, anche nella Sede centrale del San Raffaele si e' deciso di attivare un percorso SSR ed uno in solvenza calmierata per persone con reddito ISEE inferiore ai 15.500 euro.
Torniamo al progetto Dental Clinic, quali sono le potenzialità?
Enormi. Ad oggi solo la struttura San Raffaele effettuava oltre 30 mila prestazioni all'anno, quanto il progetto sarà a regime raddoppieremo abbondantemente il numero di prestazioni erogate.
Per darle un altro parametro le dico che le cliniche odontoiatriche San Donato nel 2014 hanno inserito 13.000 impianti.
E quanto entrerà a regime il tutto?
Il lavoro che stiamo facendo non è semplice. Da gennaio cominceremo gradualmente l'attività clinica secondo il modello organizzativo individuato e penso che entro la fine del 2016 saremo pienamente operativi.
Però non pensa che questo progetto vada in concorrenza con i dentisti privati?
Assolutamente no, anzi è proprio il contrario. Questo progetto è da intendere come una apertura alla libera professione. Quanto attivato dal Gruppo San Donato combatterà il low-cost, i centri che offrono prestazioni di bassa qualità. Le nostre cliniche saranno poi aperte a tutti quei liberi professionisti che vogliono lavorare in strutture all'avanguardia dal punto di vista delle dotazioni tecnologiche applicate alla clinica, che cercano un conforto con colleghi di livello. Colleghi, ovviamente, adeguatamente retribuiti e non vessati come capita spesso in altre strutture.
Il modello che stiamo cercando di organizzare non deve essere visto come un pericolo per la libera professione ma come incentivo. Sarà un nuovo modello di assistenza verso le persone socialmente deboli, e di opportunità per la libera professione.
Finalmente nasce l'odontoiatria sociale di qualità. Il vero grande gol che ci siamo prefissati di fare è quello di creare un network di alto livello per le cure odontoiatriche al quale possono afferire anche le persone socialmente deboli.
In questo progetto rientreranno anche gli studenti che frequentano il vostro Ateneo?
Certo, stiamo reclutando il numero di tutor adeguati per seguirli e le cliniche del network saranno utilizzate, insieme alla Dental Clinic del San Raffaele, per la formazione pratica prevista per gli studenti del sesto anno. Formazione pratica che, da noi, è la conclusione di un percorso formativo professionalizzante che parte già dal primo anno con gli stage all'estero, passando poi per l'attività clinica sui manichini, sui cadaveri e quella professionalizzante in collaborazione con la CAO nazionale e l'ANDI, i corsi di comunicazione e gestione dello studio.
I dentisti che escono dal nostro corso di laurea devono saper fare i dentisti e non essere costretti a continuare un percorso di formazione per poter iniziare a lavorare. Questo è l'obiettivo che ci siamo dati quando con la proprietà abbiamo deciso di attivare il corso di laurea in odontoiatria. Non abbiamo cercato di fare una copia di un ateneo italiano ma di creare, in Italia, un Ateneo simile a quelli che si trovano oltre Oceano.
Le cliniche del nostro network saranno poi per i nostri neo laureati, per chi lo vorrà, una opportunità per crescere professionalmente, anche economicamente, senza dover scendere a compromessi clinici ed economici.
Ma la cosa veramente importante è che gli stessi operatori eccellenti e riconosciuti a livello clinico scientifico ed accademico in tutto il mondo, saranno a disposizione delle varie tipologie di pazienti nei vari percorsi clinici con stesse strutture protocolli capacità e mezzi operativi.
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