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04 Aprile 2011

Conciliazione obbligatoria: ecco come l’Ordine si sta preparando

di Francesca Giani


Un regolamento valido su tutto il territorio e un'intesa con il Consiglio nazionale forense in modo che gli Omceo interessati possano accreditarsi come Organismi di mediazione, nonché un corso unico di formazione per preparare i conciliatori sulle tematiche della sanità, dal risk management ai danni biologici e alla deontologia. Questo il programma che la Fnomceo ha avviato in preparazione dell'entrata in vigore del dispositivo giuridico della conciliazione obbligatoria, avvenuto il 21 marzo. Un meccanismo che, secondo le stime del ministero della Giustizia, dovrebbe contribuire allo smaltimento di 600mila processi all'anno e garantire, laddove si concluda con successo, la chiusura del contenzioso entro i quattro mesi posti come limite dal legislatore, con un esborso che potrebbe rilevarsi per il cittadino, almeno secondo quanto stima la Fnomceo, molto più basso.
L’accordo con il Consiglio nazionale forense potrebbe concludersi già ad aprile. “L’intenzione” fa sapere sul sito della Federazione Gabriele Peperoni, segretario della Fnomceo e delegato per la materia, “è arrivare al riconoscimento in capo al medico della funzione di mediazione che gli è propria. Pensiamo ai casi di danno biologico, in cui solo questa figura può dare una risposta”.
Ma una volta concluso l’accordo, “serviranno mesi e probabilmente anni” perché il meccanismo della conciliazione si affermi e perché ci sia una situazione stabile ed uniforme in tutto il Paese. “Però, finalmente, può iniziare a diffondersi una cultura della mediazione di cui abbiamo tutti bisogno”.
E d’altra parte, secondo la Fnomceo, sono ancora parecchi i nodi da risolvere.
In primo luogo il ruolo dell’assicurazione, di fatto il soggetto pagante, che però non è obbligato dalla legge a partecipare alla mediazione. Poi il fatto che spesso il lavoro del medico si svolge, sia a livello ospedaliero sia territoriale, in équipe. Cosa succede se non tutti sono d'accordo? E come ci si comporta verso la multidisciplinarità? Altro tema è la territorialità. L’organismo di conciliazione di riferimento è quello dove risiede il cittadino, ma il fatto può essere avvenuto altrove.

GdO 2011;4

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