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26 Aprile 2011

Un po’ di ordine: il rischio da esposizione

di Cosma Capobianco


La fisica in generale e, in particolare, quella nucleare non si presta molto all’attuale modo di fare informazione: numeri e simboli non modificabili, relazioni fisiche e leggi matematiche (forse le uniche veramente eguali per tutti) non sono certo in sintonia con gli operatori del giornalismo strillato che, per fortuna non troppo spesso, incorrono in strafalcioni come quello in cui è incorso il 16 marzo il sito dell’AGI, Agenzia Giornalistica Italia: “Contro la contaminazione, le uniche misure con una qualche efficacia sono il chiudersi in casa evitando il più possibile il contatto con l’aria esterna e l’assunzione di iodio, finalizzata a colpire le cellule ormai compromesse evitando che la contaminazione si diffonda nell’organismo.”

Il rischio da esposizione
Ecco i dati basilari per capire quale può essere il rischio di un’esposizione alle radiazioni ionizzanti.

Radiazioni ionizzanti:
mezzo fisico in grado di ionizzare un atomo; possono essere corpuscolate (a, β) o elettromagnetiche (raggi X e ?).
Dose assorbita:
rapporto tra l’energia della radiazione e la massa dell’organo o del tessuto esposto: si esprime in Gray (Gy).
Dose equivalente:
misura gli effetti dovuti ai diversi tipi di radiazioni in un organo o tessuto esposto: si esprime in Sievert (Sv).

Sugli effetti delle radiazioni ionizzanti spesso la confusione è proporzionale all’allarmismo, come capita sempre quando non esistono certezze. Per questo è bene ricordare che le radiazioni ionizzanti possono danneggiare gli organismi viventi agendo a diversi livelli: molecolare (enzimi, acidi nucleici), subcellulare (cromosomi, membrana), cellulare (morte, oncogenesi) e sistemico (danni a organi e tessuti ). A livello individuale le radiazioni ionizzanti possono causare la morte o ridurre l’aspettativa di vita; a livello generale possono danneggiare la popolazione modificando i caratteri genetici.
Gli effetti definitivi delle radiazioni ionizzanti non sono tutti prevedibili con certezza: esse possono provocare danni somatici nell’individuo esposto e/o danni genetici nella sua progenie ma, a fare la differenza, è soprattutto la modalità, deterministica o stocastica, con cui possono realizzarsi.


Effetti delle radiazioni
Effetti deterministici
• Si manifestano con dosi > 0,5 Gy.
• Seguono una relazione diretta tra dose e danno.
• Possono essere precoci o tardivi.
• Con dosi > 3 Gy il rischio di morte è di circa il 50%.

Effetti stocastici
• Non esiste una dose-soglia.
• Non c’è una relazione diretta dose-danno mentre esiste una relazione diretta dose-probabilità di danno.
• Si manifestano dopo anni dall’irradiazione.
• Sono tipici dei danni genetici.
• Sono probabilmente gli unici effetti possibili con dosi
< 0,1 Sv.


Numeri utili

  • 1,0 mSv Dose media assorbita in un anno a causa del fondo ambientale; a seconda del luogo (presenza di radon) può anche superare i 10 mSv.
  • 0,36 mSv Dose massima assorbita dalla tiroide durante una rX endorale (molari superiori) con protezione.
  • 1,01 mSv Dose massima assorbita dalla tiroide durante una rX endorale (molari superiori) senza protezione.
  • 12 mSv Dose assorbita con una Tac total body.
  • 400 mSv Dose approssimativa assorbita in un’ora nella centrale di Fukushima.
  • 20 mSv Dose massima annua consentita per esposizione occupazionale.

 
 

GdO 2011;5

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