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26 Aprile 2011

Un aiuto ai ragazzi di Chernobyl

di Cosma Capibianco


La catastrofe naturale che ha colpito il Giappone e il conseguente disastro nella centrale nucleare di Fukushima ci hanno bruscamente riportato indietro di 25 anni, quando l’Europa si risvegliò con l’incubo di una nube radioattiva. Al problema dell’uso dell’energia nucleare e ai danni da radiazioni ionizzanti questo numero del Gdo dedica un articolo e lo Speaker’s corner del mese.
Con noi questa volta è Raffaele Pancini da Piacenza, che da molti anni ospita nella sua famiglia bambini e ragazzi di Cernobyl; a loro e agli altri ospiti fornisce anche assistenza odontoiatrica.

Dottor Pancini, partiamo dall’inizio…
L’inizio fu nel 1995, parlando
con una mia paziente della sua esperienza con i bambini di Cernobyl: sono rimasto colpito positivamente dal suo racconto e ho così deciso di contattare l’associazione “Voglio vivere”, comitato Help for Children di Brescia. Tramite loro sono arrivate Valentina e Galina, due bellissime gemelline di 8 anni, che hanno trascorso con noi due splendidi mesi estivi. La nostalgia era tanta che le abbiamo fatte tornare anche per Natale ed è stata una festa bellissima, ricca di sorprese, regali e meraviglie! L’anno successivo, Galina è stata ospitata da una famiglia di nostri amici che l’avevano conosciuta in dicembre e si erano innamorati di lei. Valentina invece non ci ha più lasciati e ha proseguito la sua esperienza italiana con noi per altri 10 anni, fino al compimento del diciottesimo anno.

E ora?
Ora continuiamo a tenere i contatti via telefono. Valentina sta studiando per diventare fisioterapista in Siberia, molto lontano da Cernobyl dove sembra che ci sia ancora qualche fuga radioattiva. Quando ci siamo sentiti questo inverno mi ha detto: “Papi, oggi l’università è chiusa e restiamo in casa perché fuori ci sono 44 gradi sotto zero”.

I ricordi più belli?
I ricordi sono tanti ma ci vorrebbero ore per raccontarli tutti. Valentina era una biondina gracile ma vivace, simpatica e instancabile. Da piccola amava molto giocare e soprattutto nuotare come un pesciolino, sia in piscina sia al mare.
Dopo un primo periodo in cui non voleva imparare l’italiano, a un tratto si è sbloccata e alla fine del mese si faceva capire benissimo. Ora parla fluentemente la nostra lingua; anche a distanza di molto tempo parte in quarta come se non fosse mai partita dall’Italia. La nostalgia è forte per una ragazza che era diventata come una figlia, con tutti i problemi che un figlio può dare: gioie e dolori, ma con un amore che non cancelleremo mai.

Com’è la salute orale dei bambini che ha avuto modo di curare? C’era qualcosa di particolare legato ai danni da radiazioni?
Dal punto di vista odontoiatrico non ho mai visto patologie riconducibili al calo di difese immunitarie che l’esposizione alla radioattività porta, solo una normale routine odontoiatrica tipica di quella età.

cosma.capobianco@tin.it

GdO 2011;5

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