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03 Giugno 2020

Da DentalPro i 10 consigli per rassicurare i pazienti

Baruch: fondamentale informare e formare i pazienti, la loro collaborazione sarà determinante in questa fase


Dopo l’avvio graduale, anche gli studi odontoiatrici di DentalPro hanno oramai ripreso l’attività nel post coronavirus adattando i protocolli alle regole per garantire la sicurezza ad operatori e pazienti. Per illustrare alla stampa “il nuovo percorso Covid-safe che attenderà il paziente al suo ritorno nello studio dentistico, in questo new normal post lockdown”, ed ovviamente anche parlare del Gruppo e dei suoi obiettivi, è stata organizzata una conferenza stampa virtuale per spiegare come avviene oggi una visita odontoiatrica, alla luce delle indicazioni operative emanate dal Ministero della Salute per gli addetti ai lavori, e che cosa cambia, in concreto, per il paziente e quali precauzioni deve prendere. Molte delle indicazioni date sono quelle già anticipate ad Odontoiatria33 dall’AD del Gruppo Michel Cohen e da Samuele Baruch, Direttore Medico-Scientifico Gruppo DentalPro.

Sul fronte protocolli di sicurezza messi in campo nelle cliniche del Gruppo è stato confermato come queste rispettino le indicazioni ministeriali e per certi versi siano “ancora più stringenti di quelli raccomandati dagli Enti preposti, perché un’azienda sanitaria strutturata come la nostra deve accertarsi che tutti i suoi centri presenti sul territorio nazionale seguano scrupolosamente procedure omogenee”, ha ricordato Cohen informando di aver stanziato fino alla fine dell’anno 2,5milioni di euro garantire la sicurezza in tutti i 175 centri sul territorio nazionale. Maggiori costi che l’AD Cohen ha assicurato alla stampa, “saranno interamente assorbiti dall’azienda e non andranno a ricadere sul costo delle prestazioni”.

Conferenza stampa che è stata anche l’occasione per presentare la check-list del paziente, redatta dal Comitato Medico-Scientifico DentalPro, che in 10 punti fornisce indicazioni pratiche, utili a chiarire i dubbi e a rassicurare chi ancora ha timore a recarsi in uno studio dentistico: 

1.

Nel momento in cui si contatta la struttura, verificare che gli operatori procedano con un triage telefonico (domande relative allo stato di salute, ad eventuali contatti con pazienti positivi ecc.). Informarsi eventualmente sulla possibilità di effettuare un videoconsulto di orientamento con l’odontoiatra, utile a comprendere le esigenze e il livello di priorità della visita, in particolare nel caso di soggetti fragili o con difficoltà a recarsi fisicamente in studio.


2.

Recarsi presso lo studio non accompagnati. Se si necessita di assistenza, avvisare preventivamente il personale e chiedere al proprio accompagnatore di attendere all’esterno.


3.

Controllare di avere con sé la mascherina e indossarla prima di entrare. Assicurarsi che tutto il personale (amministrativo e sanitario) della struttura la indossi.


4.

Quando si arriva in struttura, accertarsi che il triage venga eseguito nuovamente, che sia rilevata la temperatura e vengano date indicazioni sull’igienizzazione delle mani e le procedure da seguire nel corso della permanenza nello studio.


5.

Consegnare i propri oggetti personali alla reception e portare con sé in sala d’attesa il minimo indispensabile.


6.

Prima di accomodarsi in sala di attesa, verificare che non vi siano troppe persone e mantenere sempre il corretto distanziamento fisico (1,5-2 metri).


7.

Controllare che in sala d’attesa e negli spazi comuni non vi siano riviste o altri oggetti non indispensabili, in quanto potenziali veicoli del virus.


8.

Accertarsi che, dopo ogni paziente, vengano igienizzati gli ambienti e sterilizzati tutti gli strumenti di lavoro.


9.

Verificare che il dentista e gli operatori sanitari indossino mascherina filtrante, occhiali o visiera, cuffia, camice protettivo, guanti.


10. Alcune problematiche richiedono una visita in tempi brevi: in presenza di mal di denti, infiammazione della mucosa, ascesso, trauma dentale, distacco o rottura della protesi, non rimandare le cure necessarie, per il timore di recarsi in una struttura sanitaria. Gli attuali protocolli di sicurezza tutelano pazienti e operatori.

 

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