Era atteso da parecchio tempo e ora, dopo una lunga fase di gestazione, è finalmente giunto ai nastri di partenza. Alla fine dello scorso gennaio è stato formalmente costituito E.bi.pro, l'ente bilaterale del comparto degli studi professionali.
Si tratta di un nuovo organismo che per molti lavoratori italiani (dipendenti o autonomi, odontoiatri compresi) rimane ancora un oggetto misterioso tutto da scoprire.
Ma è un organismo che nasce con una missione molto importante, stabilita in un accordo siglato ben cinque anni fa e ribadita, poi, nel Contratto collettivo nazionale del settore delle libere professioni, rinnovato alla fine del luglio 2008.
E.bi.pro è, infatti, una delle tante creature portate in dote dalla legge n.30 del 2003, cioè la riforma del lavoro ideata da Marco Biagi, il celebre professore universitario assassinato dalla Brigate rosse esattamente sette anni fa. La riforma Biagi, e i successivi decreti attuativi, prevedevano la creazione, in diversi settori, di alcuni enti bilaterali: organismi partecipati in maniera paritaria dai rappresentanti sindacali e da quelli dei datori di lavoro.
I compiti assegnati a questi nuovi enti sono molteplici: in primis, quello di fornire servizi per l'assolvimento degli obblighi in materia di sicurezza, di assistenza e di formazione sui luoghi di lavoro. Ma non solo. Gli enti bilaterali si occupano (e si occuperanno sempre di più in futuro) della contrattazione di secondo livello, cioè di tutti gli accordi tra le parti sociali che stanno ‘a valle’ del Contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl), di cui rappresentano un'integrazione o una specifica applicazione. Inoltre, l'ente bilaterale tratterà un'altra importate materia: l'apprendistato professionalizzante, cioè il processo di formazione sul lavoro dei dipendenti (rivolto alle persone di età compresa tra i 18 e i 29 anni), un utilissimo strumento per la gestione del personale impiegato nello studio (strumento di cui i professionisti italiani non si sono finora avvalsi a causa della mancanza di una disciplina ad hoc e di specifici accordi tra le parti).
Quest’organismo tratterà, inoltre, di ammortizzatori sociali, cioè delle politiche a vantaggio dei lavoratori che perdono la propria occupazione. Rappresenterà anche l'interlocutore diretto di tutte le regioni per studiare interventi economici a sostegno dell'innovazione tecnologica e della certificazione di qualità negli studi. E.bi.pro, insomma, è nato con un agenda già fitta d'impegni. Ne è convinto anche il neopresidente, Mario Canton, un professionista che arriva dal mondo dell'odontoiatria.
L'ente nasce da un accordo stipulato tra le maggiori sigle sindacali (Cgil, Cisl e Uil) e Confprofessioni, il principale organismo di categoria dei liberi professionisti e avrà una presenza capillare su tutta la Penisola. La struttura sarà finanziata in maniera paritaria dai contributi versati sia dai datori di lavoro sia dai dipendenti degli studi professionali, attraverso un versamento mensile (o una trattenuta sullo stipendio) di 2 euro.
E.BI.PRO: CHE COS'È
E.bi.pro è l'ente bilaterale del settore delle libere professioni. È un organismo composto dai rappresentanti dei sindacati e dalle maggiori associazioni di categoria dei liberi professionisti. È un ente dove sindacalisti e datori di lavoro operano assieme per fornire servizi per:
Si occuperà di:
COME NASCE
La nascita degli enti bilaterali nel settore terziario era prevista già dalla legge n. 30 del 2003 (riforma Biagi) e dai successivi decreti attuativi. Le associazioni dei professionisti hanno poi ribadito la necessità della fondazione di un ente bilaterale per il loro settore, durante un accordo siglato nel 2004 e dopo il rinnovo del Contratto collettivo di lavoro per i dipendenti degli studi, firmato a luglio 2008. La costituzione di E.bi.pro è avvenuta formalmente a gennaio 2009.
CHI PARTECIPA
Partecipano a E.bi.pro i rappresentanti delle principali organizzazioni sindacali dei dipendenti degli studi professionali:
Per i professionisti partecipano:
COME SI FINANZIA
L'ente riceve un contributo mensile di 2 euro dal professionista datore di lavoro e un contributo di 2 euro trattenuto sulla busta-paga del dipendente, per un totale di 4 euro ogni 30 giorni.
GdO2009; 5
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