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04 Aprile 2023

Puglia: la regione italiana con più alto numero di medici aggrediti

Il sindacato odontoiatrico SUSO scrive ai colleghi vittime e alle Istituzioni chiede più attenzione, protezione e campagne di sensibilizzazione 


Lo scorso 16 Marzo 2023 si è verificata un’aggressione ai danni di un medico del Pronto Soccorsodell’Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII di Bari da parte di un genitore che avrebbe rotto con un pugno la porta dell’ambulatorio e avrebbe cercato di aggredire il medico rimasto ferito al volto da una scheggia. Pochi giorni dopo, il 19 marzo un episodio simile è avvenuto al quartiere San Paolo ai danni di una dottoressa del presidio ospedaliero, che ha riportato un trauma cranico. Sono solo alcuni degli ormai troppi episodi di cronaca locale, fatti che non fanno quasi più notizia. Ai colleghi aggrediti va la solidarietà del nostro Sindacato.

I dati del 2022 confermano la Puglia come la regione con più alto numero di aggressioni ai medici: in 7 casi su 10 sono le donne medico ad essere vittime di violenza. Il numero di guardie mediche che hanno subito aggressioni è aumentato nel 2022 del 70% e più della metà degli operatori sanitari non si sente al sicuro. Nel 62% dei casi non è presente video sorveglianza. Sono dati che confermano l’inefficienza organizzativa del sistema sanitario pugliese. Ma va anche stigmatizzato il comportamento aggressivo di chi non si rende conto del difficile lavoro dei medici in prima linea. Se gli attacchi verbali non vengono neanche trascritti, a breve non faranno più notizia neanche le aggressioni fisiche gravi, tant'è vero che alcuni colleghi si stanno attrezzando in proprio, frequentando corsi di autodifesa personale. Eppure i medici nell'esercizio delle loro funzioni sono dei pubblici ufficiali, la cui aggressione è punita, secondo l'art.336 del Codice Penale, con la reclusione da 6 mesi a 5 anni. 

SUSO si rivolge alle Istituzioni Regionali, chiedendo il potenziamento del personale medico e infermieristico, la riprogrammazione degli insostenibili turni di lavoro, la presenza di un sevizio d’ordine nei presidi di prima accoglienza sanitaria e, ove questo non fosse possibile, l'installazione di sistemi di videosorveglianza e di allertamento della forza pubblica.Ma chiediamo anche che vengano attivate campagne di sensibilizzazione della popolazione nei confronti del lavoro dei sanitari, per far comprendere le oggettive difficoltà di chi svolge questodelicato compito di alto impatto sociale. E la tranquillità delle interazioni fra medici e cittadini passa anche attraverso il miglioramento del servizio di accoglienza al cittadino che possa essere guidato e assistito nelle sale di attesa di un pronto soccorso o di una guardia medica, dove è difficile controllare lo stress emotivo di unasituazione critica di salute propria o di un familiare. 

I dati della Ragioneria dello Stato evidenziano che tra il 2012 e il 2018 oltre 40mila professionisti del Servizio sanitario (infermieri e medici) sono andati via per stipendi fermi e inadeguati e contratti bloccati.Dai dati del 2022 dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, si evince che in Italia c'è perennecarenza di medici: 33 medici ogni 1000 abitanti contro 80-90 della Scandinavia e 60 di Francia eRegno Unito.

Un'ultima considerazione ideale: bisognerebbe investire di più nelle carriere e nella qualità del lavoro, così da poter cambiare il concetto di "tempo di cura” in “cura del tempo” e potersi riappropriare della vera figura del medico come dispensatore di salute, a discapito di quella diburocrate.

Il Consiglio Interprovinciale SUSO Ba Br BAT

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