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26 Maggio 2023

Le Società scientifiche di medicina estetica compatte contro l’apertura agli odontoiatri dei trattamenti al volto

Per le Società scientifiche si apre uno scenario di rischi e di incertezza anche su molti elementi tecnici ed amministrativi


A seguito del voto di fiducia con la conversione in legge del DL Bollette, il Collegio delle Società Scientifiche di Medicina Estetica - composto da Agorà, Sies e Sime – si ritrova nuovamente unito per contestare vivacemente la scelta di Governo che conferisce agli odontoiatri la possibilità di eseguire trattamenti di medicina estetica anche in aree che erano di appannaggio esclusivamente del Medico Estetico. La questione è da tempo dibattuta e spesso trattata da chi non conosce il settore come l’etimologia della parola o il significato sul vocabolario.
In anni recenti, lo sviluppo della Medicina Estetica è aumentato per rispondere alle esigenze di un’utenza sempre più attenta a curare, prevenire e correggere i vari inestetismi con l’obiettivo di renderli il più possibile in armonia con il resto del corpo.  

La Medicina Estetica quindi si occupa di migliorare la qualità di vita del paziente per rispondere al suo benessere psico-fisico, non solo attraverso l’intervento estetico richiesto, ma principalmente contribuendo a rimuovere e a curare la causa direttamente collegata all’insorgenza dell’inestetismo stesso. Per questo, la Medicina Estetica non è solo la mera esecuzione di un trattamento ma è considerata una medicina preventiva, correttiva, restitutiva e riabilitativa, e quindi una medicina anche a sfondo sociale.  

Il mondo scientifico composto dalle più importanti Società Scientifiche del settore è quanto più unanime ed ha aderito all'alert lanciato dal Collegio.

Tra queste troviamo: Adoi – Associazione Dermatologi Venereologi Ospedalieri Italiani e della Sanità Pubblica; Aicpe – Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica; Aida – Associazione Italiana Dermatologi Ambulatoriali; Aideco – Associazione Italiana di Dermatologia e Cosmetologia; Aigef – Associazione Italiana di Ginecologia Estetica e Funzionale·; Aiteb – Associazione Italiana Terapia Estetica Botulino; Isplad- International-Italian Society of Plastic-Regenerative and Oncologic Dermatology·; Sicpre – Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva rigenerativa ed EsteticaSidapa – Società Italiana di Dermatologia Allergologica Professionale e AmbientaleSidemast – Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente TrasmesseSitri – Italian Society for Hair Science and Restoration 

“La questione è semplice: quale competenza specifica a livello formativo ha un Odontoiatra in Medicina Estetica? Pensiamo ai trattamenti che ora sono permessi agli Odontoiatri e focalizziamoci sull'area del terzo superiore del volto ambito anatomico che non ha nulla a che vedere con quello di interesse dell'odontoiatra e poniamo l’esempio di una blefaroplastica non chirurgica che interessa l’area della palpebra per eliminare la cute in eccesso sia nella zona superiore sia in quella inferiore: per eseguirlo ci vuole appunto una specifica formazione teorica e pratica che nel percorso formativo dell’Odontoiatra non è inclusa.In tutto questo campo di battaglia di competenze a farne le spese è la sicurezza del paziente. E’ quanto mai assurdo che si sia giunti a fornire competenze mediante l’approvazione di una legge e non dietro una relativa e corretta formazione di aree di competenza con un confronto tecnico! E ‘quanto mai assurdo che il fulcro di decisioni politiche non sia il benessere e la sicurezza del paziente”, commenta il prof. Alberto Massirone – Presidente Agorà-Società Scientifica Italiana di Medicina ad Indirizzo Estetico. 

Perchè si vogliono spingere gli odontoiatri ad occuparsi di medicina estetica e di medicina estetica addirittura del terzo superiore del volto?Quale è il disegno sotteso? 
Perchè non si affrontano le criticità relative all'accesso alle cure odontoiatriche della popolazione o altre spinose criticità proprie di quel settore? 

Il tema della sicurezza
 è quanto mai il fulcro centrale del dibattito che sta animando le Società Scientifiche del settore. 

“La norma di fatto, non comporta nessun adeguamento del sistema formativo, pertanto, il gap rimane appunto in termini delle differenti competenze cliniche del Medico Chirurgo rispetto al laureato in Odontoiatria che quindi continua a risultare privo di una formazione adeguata al di fuori delle proprie aree di competenza. Non di meno però, da anni il Collegio di Medicina Estetica lavora per una reale e idonea sinergia fra Medicina Estetica ed Odontoiatria. Una sinergia che è ben rodata e consolidata tra i professionisti che rispettano il proprio ambito di competenza ma che ora apre nuovi quesiti: cosa determina l’invasività o meno dei trattamenti di medicina estetica effettuati dall’odontoiatra? Dove e quali sono i limiti delle aree di competenza? E soprattutto quanto, alla luce di tutto questo, sono stati presi in considerazione i temi di sicurezza e trasparenza nei confronti dei pazienti che si troverà ad essere trattato indistintamente dall’Odontoiatra o dal Medico Estetico? ”, conclude il Prof. Massirone. 

Agorà insieme al Collegio ed alle società scientifiche del settore continuerà la sua attività di sensibilizzazione alle istituzioni ed alle forze politiche considerando che si apre uno scenario di rischi e di incertezza anche su molti elementi tecnici ed amministrativi, dall'impiego dei device alle autorizzazioni delle strutture sanitarie, non indifferenti. 

A cura di: Ufficio Stampa 

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