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29 Maggio 2023

Medici estetici contro odontoiatri: sui social scatta la denigrazione

AIO chiede l’applicazione del Codice deontologico per chi pubblica sui social commenti lesivi alla reputazione degli odontoiatri. Savini: siamo tornati all’epoca degli “odontopuffi”?


Oltre alle critiche delle Società scientifiche in ambito medico estetico contro l’ampliamento delle competenze dei laureati in odontoiatria in tema di medicina estetica diventato realtà con l’approvazione definitiva del Decreto Bollette, il dissenso sbarca anche sui social da parte dei singoli medici estetici. Dei veri e propri haters, indica AIO che punta il dito verso alcuni video, pubblicati su Tik-Tok in cui, viene spiegato in una nota, “Medici Chirurghi estetici, alla legittima difesa della loro visione delle cose, antepongono dubbi sulla preparazione universitaria offerta nei corsi odontoiatrici. E si lasciano andare ad indignati sproloqui in cui mostrano di considerare la laurea in Odontoiatria una “laurea breve” e non esaennale quale è. Evocano un dentista che non ha mai visto dissezioni e lezioni di anatomia quando il livello delle suddette lezioni nelle aule dei corsi deve essere ed è uguale a quello di Medicina”. 

Video che per AIO, “potrebbero aver violato l’articolo 58 del Codice deontologico”, visto che l’articolo del Codice indica che “il Medico (il Codice di Deontologia medica intende con il termine “medico” anche l’odontoiatra NdR) impronta il rapporto con i colleghi ai principi di solidarietà e collaborazione e al reciproco rispetto delle competenze tecniche, funzionali ed economiche, nonché delle correlate autonomie e responsabilità”. 

AIO che segnala, attraverso una nota ufficiale, gli episodi al presidente della CAO nazionale. 

Video che, sostiene il segretario sindacale AIO Danilo Savinipretendono di asfaltare la legge 409 1985 e il Codice di deontologia che unisce Medici Odontoiatri e Medici Chirurghi affermando che gli Odontoiatri non sono Medici e non possono fare terapie che, oltre che ‘estetiche’, sono ‘curative’. Fa impressione che simili difese di rendite arrivino da giovani colleghi, che evidentemente nei corsi da loro frequentati non hanno preso alcuna lezione di deontologia. Deve finire questa campagna denigratoria, che ci riporta agli anni in cui i laureati in odontoiatria erano definiti odontopuffi”. 

Savini che, sempre nella nota, ricorda come “AIO sia stata l’unica associazione a porre dei dubbi sulle implicazioni medico-legali ed assicurative della misura contenuta nel decreto bollette, attirandosi persino critiche ingiuste nella battaglia per un giusto riconoscimento delle nostre competenze estetiche. Proprio per questo motivo rimandiamo al mittente considerazioni ineducate ed ‘ignoranti’ dove ci si dice da fuori chi siamo e che cosa saremmo autorizzati a fare in base alla nostra formazione. I nostri corsi di studi sono strutturati forse meglio di quelli di qualsiasi medico, veniamo laureati da Medici Odontoiatri così come in Medicina si viene laureati da Medici Chirurghi, e siamo educati a riconoscere i Medici Chirurghi come colleghi, cosa che in qualche caso a quanto pare non è reciproca”. 


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