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14 Dicembre 2023

Proventi illeciti: confiscati alloggi ad abusivo astigiano

Pavese (CAO Asti): un intervento che premia l’impegno condiviso nella tutela della salute pubblica e nel garantire che solo pratiche mediche odontoiatriche legittime vengano autorizzate ad operare 


Due alloggi con garage sono il patrimonio confiscato nei giorni scorsi ad un finto dentista astigiano al termine di un lungo procedimento giudiziario terminato con la sentenza della Cassazione penale che ha respinto il ricorso del finto dentista e della madre, l’intestataria degli immobili confiscati ma che secondo i giudici, in realtà, erano stati acquistati grazie ai “proventi derivanti dall'abusiva attività di odontoiatra”. 

Attività abusiva “certificata” da sette condanne come ricordano i Giudici nella sentenza a cui si deve aggiungere anche la denuncia per evasione fiscale per circa tre milioni di euro dal 2010 al 2015. 

Come Ordine dei medici chirurghi e degli Odontoiatri da sempre monitoriamo e segnaliamo le strutture sanitarie che operano al di fuori dei limiti legali essendo la tutela della salute dei cittadini la massima priorità”, dice ad Odontoiatria33 Marcella Pavese presidente CAO di Asti.“Il caso di questo finto dentista era diventato quasi un simbolo nella nostra città vista la sua ostinazione a continuare l’attività illecita nonostante le tante denunce e conseguenti condanne. La sua clinica operava da tempo nell’astigiano senza autorizzazione sanitaria e utilizzando personale non abilitato all’esercizio della professione odontoiatrica mettendo così a grave rischio la salute dei cittadini. E stata l’azione sinergica di Ordine, Nas e Procura a permettere l’accertamento degli illeciti e la chiusura della Struttura e la confisca dei beni del titolare frutto di anni di attività illecita”.  

Nei guai anche il direttore sanitario e gli odontoiatri abilitati che si sono prestati alla collaborazione. “L’odontoiatra Direttore sanitario della struttura dovrà rispondere del suo operato dinanzi alla Commissione disciplinare dell’Ordine di Asti per non aver vigilato come richiesto dalla sua qualifica favorendo l’esercizio abusivo della professione odontoiatrica”, anticipa la presidente Pavese.  

Ma la vera novità del caso è la confisca dei beni che sono stati “donati” al Comune di Asti che li destinerà ad un uso sociale. 

Un traguardo merito della Prefettura che ha voluto concentrare gli sforzi per superare gli ostacoli della burocrazia, intensificando negli ultimi tempi i rapporti con l'Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati, viene sottolineato ad Odontoiatria33. Beni confiscati al finto dentista che si aggiungono ai 24 già confiscati nell’astigiano a boss mafiosi o criminali ora destinati alla società civile. 

Questo intervento sottolinea l’impegno condiviso nella tutela della salute pubblica e nel garantire che solo pratiche mediche odontoiatriche legittime vengano autorizzate ad operare”, conclude la Presidente Pavese.  


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