HOME - Cronaca
 
 
27 Marzo 2010

“La solitudine dei numeri primi”

di Norberto Maccagno


Il titolo del Visto da Fuori cita il libro di Paolo Giordano (Mondadori), ma in realtà parafrasa l'editoriale di Dario Di Vico - pubblicato sul Corriere della Sera - che tanto ha "toccato" il settore, al punto che molti attori del dentale, noti e meno noti, si sono sentiti in dovere di scrivergli. Alcuni per far sapere che esistono anche loro, altri per portare realmente un contributo alla discussione. Di questi Di Vico ne ha pubblicati alcuni sul suo blog (http://generazionepropro.corriere.it/). Altri articoli nati a seguito della presentazione di alcune ricerche sulla salute orale degli italiani uscite in queste settimane hanno fotografato la professione dentale per quello che è: in crisi e alle prese con una trasformazione che potrà incidere, a seconda di come verrà gestito il momento, sul modello di gestione futura.
Di Vico oltre a sottolineare le difficoltà del dentista "accerchiato dalla globalizzazione" di adattarsi ai cambiamenti, vede la professione che, per effetto della concorrenza, degli investimenti fissi e della dipendenza dal mercato, assomiglia a un'impresa.
"Due terzi della famiglie - spiega - non vanno dal dentista nemmeno una volta durante l'anno; bisognerebbe invece inventare una consulenza a tutto tondo, capace di pianificare la prevenzione e di ampliare il campo d'intervento fino all'estetica del sorriso e alla cura dell'alitosi. In sostanza diventare professionisti di un terziario da Paese avanzato. È chiaro però che si tratti di una ricetta che può affascinare e mobilitare una fetta ristretta dei dentisti italiani. Non sarebbe comunque una cattiva partenza."
Nelle settimane successive, la ricerca prodotta dalla Key-Stone ha certificato il calo di richiesta di protesi nei laboratori italiani, l'Osservasalute 2009 ha confermato che i pazienti non frequentano gli studi dentistici italiani e durante il III Work Shop di economia in odontoiatria organizzato a Cernobbio a fine marzo, il rapporto realizzato dal centro studi Andi ha fotografato lo stato attuale della professione odontoiatrica. Su questa uscita del Giornale abbiamo cercato di riassumervi tutti questi numeri. Numeri che in pasto ai media generalisti hanno prodotto titoli del tipo "la crisi spegne il sorriso degli italiani". Fatto utile sia per spiegare ai cittadini che risparmiare sulla salute orale comporta spese future ancora più alte, ma anche per evidenziare alle istituzioni che il dentista non è più quello che non ha problemi. Il fisco è avvisato. Ma noi che siamo stampa di settore (con noi intendo questo Giornale e chi vi scrive) non possiamo non leggere in maniera differente, più realistica, i dati presentati dalle ricerche. Partiamo dalla realtà: cala la protesi e i laboratori odontotecnici, particolarmente i piccoli, rischiano l'estinzione, se non riusciranno a trovare nuovi modelli di gestione imprenditoriale. Ora sfatiamo qualche certezza dei colleghi generalisti. Non sembrerebbe vero che gli italiani vanno meno dal dentista. Se confrontiamo i dati presentati dalla Key-Stone nel 2002 e riportati nel dossier che tutte le associazioni del dentale portarono nel 2005 alle istituzioni, per richiederne un intervento, notiamo che in questi ultimi otto anni non c'è stato un calo dei pazienti negli studi dentistici ma un incremento dell'8%. Nel 2002 erano il 31% i cittadini italiani che si rivolgevano almeno una volta all'anno negli studi dentistici, oggi sono circa il 39%. Una montatura giornalistica?
Non credo; il Rapporto Andi indica chiaramente un calo dei ricavi per i dentisti italiani. Bisogna anche considerare che in questi otto anni sono aumentati i cittadini italiani e che l'incremento non è stato proporzionale all'aumento di pazienti; ma soprattutto quell'8% in più di cittadini che sono andati dal dentista si è spalmato sugli oltre quattromilacinquecento nuovi iscritti all'albo degli odontoiatri (nel 2002 erano 51.545 oggi sono 56.089) o, meglio, sugli oltre 6572 nuovi studi dentistici attivati, secondo i dati dell'Agenzia dell'Entrate (34.238 nel 2002, 40.810 nel 2007).
Ma il dato veramente interessante che emerge analizzando tutti questi numeri è quello che non c'è (in modo esplicito) e quello che fotografa come è strutturato lo studio dentistico. Incrociando i dati, sentendo le varie relazioni tenute durante il Work Shop di Cernobbio, parlando con i dentisti emerge una frattura generazionale nell'esercizio della professione, che si traduce poi in richieste di interventi diversi a chi dovrebbe governare la professione e il suo cambiamento.
Generalizzando, possiamo dire che i dentisti over cinquanta rappresentano la parte di professione tipica dell'odontoiatria italiana, quella con lo studio mono professionale, quella che oggi sembra aver subito meno gli effetti della crisi. Dall'altra parte ci sono gli under cinquanta che, proporzionalmente all'età, faticano a permettersi lo studio monoprofessionale. Di questi ultimi, probabilmente quelli nella fascia di età tra i 35 e i 45 anni lavorano in studi associati, quelli più giovani hanno solamente la partita iva per collaborare con altri studi o le cliniche dentali che stanno sorgendo in Italia, sia in franchising che no.
La richiesta dei primi, gli over cinquanta, è quella del "tirare a campà", di lottare per mantenere in vita l'attuale modello di gestione della professione. Quelle dei più giovani invece sono rivolte all'ampliamento della clientela, attivando tutti quegli strumenti che portino il 60% di cittadini che dal dentista non va nei loro studi.
Due esigenze che sembrano incompatibili, salvo che non si voglia attivare, come sembra essere emerso dal convegno di Cernobbio, un patto generazionale che impegni i "vecchi" dell'odontoiatria a sostenere i più giovani, dandogli un'alternativa al franchising, al service, al "grosso" che avanza.
Un patto generazionale che permetterebbe anche di dare un futuro agli studi mono professionali oggi attivi, destinati alla chiusura con il pensionamento del titolare. Baricco scriveva che non sempre i cambiamenti, i barbari, portano sventure; le portano se ci si difende dietro ai muri. Ovviamente questo è il punto di vista di chi, al contrario vostro, non vive direttamente la professione. I nostri figli vedranno come sarà andata a finire.
n.maccagno@d-press.it

 
 

GdO 2010; 5

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

Un dentista sempre più consapevole di prolungare nel tempo la sua professione (ma pronto ad impegnarsi in una sorta di patto generazionale con le nuove leve) in una società...


In termini di rapporto fiduciario, il dentista è considerato al pari del medico di famiglia: sono infatti nove su dieci (93%) gli italiani che ripongono la loro fiducia nel medico...


Se nove italiani su dieci hanno più fiducia verso il dentista che opera in uno studio privato italiano, non sorprende che otto su dieci (81%) si rivolgono, in esclusiva o quasi sempre, ad uno...


 
 

Un sito per i cittadini che aiuta i medici a rispondere ai dubbi dei pazienti con informazioni corrette e scientificamente provate. E' questo lo scopo di Dottoremaeveroche, il nuovo sito della...


La notizia che fa andare su tutte le furie il presidente CAO Giuseppe Renzo (nella foto) è quella dell'annuncio del possibile voto di fiducia al testo del Ddl Concorrenza così come...


Egr. Direttore,nei giorni scorsi sono comparsi su Odontoiatria33 due interventi di segno opposto in merito alla decisione della Consulta ENPAM della libera professione di non procedere ulteriormente...


 
 

Uno studio internazionale condotto anche a ricercatori italiani ha analizzato durata di utilizzo più importante di dose e veicolo di somministrazione


 
 

Una revisione scientifica aggiornata separa le evidenze dalle convinzioni diffuse e fotografa lo stato attuale delle conoscenze


La prof.ssa Nardi evidenzia che la salute orale si basa sulla gestione efficace del biofilm e sul mantenimento di un microbioma equilibrato, non sull’eliminazione indiscriminata...

di Prof.ssa Gianna Maria Nardi


Uno studio clinico pilota ha confrontato tre diverse soluzioni di uso comune per valutare la loro capacità di ridurre la contaminazione batterica delle setole dopo l'utilizzo quotidiano dello...


 
 

Altri Articoli

La prof.ssa Nardi esalta l’opportunità per l’operatore di rispondere in termini di efficienza ed efficacia per i protocolli operativi dedicati al debridment parodontale,...

di Prof.ssa Gianna Maria Nardi


Sono sempre più utilizzate ma quali sono i limiti normativi e deontologici? La discriminante rimane la questione del “suggestivo e promozionale”


Due giornate di confronto scientifico e una comunità sempre più partecipe: il Section Meeting di Palermo ha raccontato la vitalità della Sezione Italiana dell’International...


 
 

Per l’Ente di previdenza di medici ed odontoiatri vanno sempre conteggiate perché svolte sotto “la vigilanza e la direzione sanitaria dell’odontoiatra”


La svolta della General Assembly FDI sintetizzata da AIO dopo il World Congress FDI di Praga speigate dal presidente Musella e dalla delegata prof.ssa Segù


Se ne parlerà al 45° Congresso Internazionale AIOP. Abbiamo cominciato ad approfondire con il presidente AIOP, il presidente SIdP ed il dirigente AIOP odontotecnici


 
 

Come ogni anno ecco le informazioni per non farsi cogliere impreparati, le modalità per effettuare il versamento e cosa si rischia se non lo si versa


La CAO scrive ai Ministri competenti. Senna tariffe inadeguate rischiano di ridurre l’accesso alle cure nel SSN, necessario un approfondimento tecnico sui costi delle prestazioni...


AIO sostiene e rilancia in Italia la posizione europea per una digitalizzazione della sanità che favorisca l’innovazione senza indebolire la tutela dei pazienti


 
 

Tra i fattori modificabili che potrebbero contribuire alla prevenzione anche la salute orale: cosa dice oggi la ricerca


SIOD: “Una beffa dopo le sentenze del TAR. Così si mette in ginocchio la sanità convenzionata”


Insubria, San Raffaele, Link Campus e UniCamillus le università italiane selezionate nel biennio 2025-2026


 
 

Una ricerca conferma che i risultati in vitro sono promettenti, ma restano da affrontare le criticità operative della pratica quotidiana


Dott. Gianvito Chiarello: Coordinatore Nazionale SUSO

Un'anomalia normativa e burocratica oggi penalizza gli specializzandi delle Scuole delle scuole odontoiatriche. SUSO sostiene l’impegno della CAO Nazionale


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
chiudi