HOME - Approfondimenti
 
 
09 Febbraio 2026

Bere caffè farebbe bene alle gengive

Una ricerca pubblicata sull’International Endodontic Journal dimostrerebbe il ruolo, benefico, della caffeina in condizioni infiammatorie orali simili alla parodontite e all’apical periodontitis...


caffe

Una moderata assunzione di caffeina potrebbe rallentare la progressione della parodontite e contribuire a preservare il tessuto osseo. È quanto emerge da uno studio pubblicato sull’International Endodontic Journal che ha indagato il ruolo della caffeina in condizioni infiammatorie orali simili alla parodontite e all’apical periodontitis. Secondo gli autori, un consumo equivalente a circa 2–3 tazzine di caffè al giorno mostra “un effetto antinfiammatorio e antiossidante capace di attenuare la perdita ossea”.

Lo studio, condotto su modello animale, ha combinato analisi istologiche, micro‑CT e approcci computazionali per comprendere in dettaglio i meccanismi cellulari coinvolti.

Caffeina come modulatore dell’infiammazione

Nel modello sperimentale, l’infiammazione cronica tipica della parodontite ha generato stress ossidativo, aumento della perossidazione lipidica e significativa perdita di collagene e di volume osseo. La somministrazione di caffeina, invece, ha portato a un netto miglioramento dei parametri biologici. Gli autori riportano che la sostanza “ristabilisce l’equilibrio redox, riducendo il danno ossidativo e preservando la struttura del tessuto”.Dal punto di vista molecolare, la caffeina agirebbe come antagonista dei recettori dell’adenosina A1 e A2A, modulando la risposta infiammatoria. Attraverso analisi di docking, lo studio mostra che la molecola “si lega stabilmente ai recettori adenosinici, supportando un ruolo nella regolazione dei processi infiammatori”. Questa modulazione contribuirebbe a contenere l’attivazione osteoclastica responsabile della distruzione del tessuto di supporto parodontale.

Meno perdita di osso e maggiore integrità del collagene

Le immagini microtomografiche (micro‑CT) mostrano una chiara differenza tra gli animali con infiammazione non trattata e quelli che hanno ricevuto caffeina.

Nel gruppo trattato si osservano:

  • Maggiore volume osseo residuo (BV/TV).
  • Numero di trabecole più elevato.
  • Minore porosità del tessuto osseoRiduzione del volume delle lesioni.

Gli autori sottolineano che “la caffeina ha mitigato la distruzione del collagene e preservato la microarchitettura ossea, riducendo significativamente il volume della lesione”. Si tratta, spiegano, di segnali importanti perché nella parodontite la degradazione del collagene e la rarefazione ossea sono i due principali indicatori di progressione.

Un potenziale ruolo clinico?

Sebbene gli autori ricordino che la caffeina non può sostituire le terapie parodontali convenzionali, e che servono ulteriori studi, suggeriscono che il suo ruolo come modulatore biologico meriti attenzione. Lo studio conclude che “un’assunzione moderata di caffeina potrebbe diventare un complemento utile nel controllo dell’infiammazione e nella protezione dell’osso alveolare”, soprattutto nelle fasi di mantenimento o nei pazienti con fragilità ossea.

Per approfondire: 

Integrative Computational and Experimental Approaches Reveal the Protective Role of Moderate Caffeine Intake Against Apical Periodontitis Induced Bone Loss 


Nota: immagine generata con IA

Se hai trovato utile questo articolo e non sei ancora abbonato ad Odontoiatria33, sostieni
la qualità della nostra informazione

ABBONATI

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

In occasione della Giornata contro il fumo celebrata domenica scorsa, la prof.ssa Nardi evidenza il ruolo centrale dell’igienista dentale nel motivare il paziente nella riduzione del rischio da...

di Prof.ssa Gianna Maria Nardi


Revisione e meta-analisi degli studi clinici sull’efficacia nella modifica della percezione cromatica dentale e sulla sicurezza delle formulazioni


Valutazione standardizzata della microdurezza dello smalto umano dopo trattamenti sbiancanti con protocolli ISO


Dalla 79ª edizione del Festival di Cannes, la prof.ssa Nardi osserva un cambiamento di tendenza verso la naturalezza imperfetta del sorriso dello star system, sottolineando che spesso il sorriso...

di Prof.ssa Gianna Maria Nardi


Obiettivo della ricerca è stato analizzare comparativamente le formulazioni disponibili per comprendere il loro potenziale nella gestione clinica non invasiva


Revisione delle evidenze relative all’ingegneria della AEP e analisi del potenziale della vitamina E come modulatore lipofilico nella prevenzione dell’erosione


Una ricerca indica come l’approccio non può più basarsi esclusivamente su criteri clinico‑istopatologici, ma dovrebbe integrare marcatori molecolari predittivi


Una ricerca ha valutato l’impatto ambientale della malattia parodontale invitando a considerare la malattia e la cura da una nuova prospettiva clinica


Presentato Check Up Odonto-Sportivo, lo applicherà in via sperimentale il Torino calcio. Le visite preventive fatte agli atleti hanno indicato criticità odontoiatriche. Prof. Testori: la salute...


Riduzione di sondaggio e infiammazione nel breve periodo, ma con limiti evidenti sulla durata dell’effetto terapeutico


Una campagna globale per mettere la salute orale al centro del benessere, la bocca come specchio della salute generale. Le raccomandazioni EFP da trasferire ai propri pazienti


Lo studio analizza criticamente gli studi clinici disponibili per confrontare l’impatto degli allineatori trasparenti e degli apparecchi fissi sui principali parametri parodontali


Altri Articoli

Dott.ssa Lucia Zugaro Segretario AIDIPRO

Le riflessioni del direttivo di AIDIPRO in merito alla sentenza del Tar sull’autonomia dell’igienista dentale


“The Digital Full-Circle” il post graduate al San Raffaele di Milano per approfondire riabilitazione implantoprotesica integrata con connessioni originali


Dai dati Isa delle dichiarazioni dei redditi 2025 (anno d’imposta 2024) stabile il fatturato ma calano gli studi. Il 58% rientra tra gli “affidabili” fiscalmente con un...


Dai dati Isa delle dichiarazioni dei redditi 2025 (anno d’imposta 2024) si sono persi quasi mille laboratori, cresce il fatturato


Il punto con l’AD Margherita Costa. Il futuro: sempre più integrazione tra biologia e tecnologia digitale, materiali personalizzabili e semplificazione dei protocolli clinici


Sulla sicurezza delle cure e compresenza l’Associazione porta i dati e le valutazioni giuridiche che confuterebbero il parere dei Giudici


I dati evidenziando le linee di sviluppo future tra digitalizzazione dei flussi clinici e mutamenti nei consumi degli studi e dei laboratori


L’Assemblea Elettiva ha tracciato la rotta per i prossimi due anni all’insegna della transizione e continuità. Questo il nuovo Consiglio in carica per i prossimi due anni


Per il sindacato il riconoscimento mantiene saldo il principio della distinzione tra atto clinico, esclusivo dell’odontoiatra e attività tecnico‑laboratoriale propria dell’odontotecnico


Attiva la piattaforma per presentare le domande. Rimangono ancora fuori i software in cloud


Ipoplasia mascellare e progenismo mandibolare nel paziente pediatrico: dalla diagnosi al trattamento è il tema del ciclo di incontri organizzati sul territorio


Il Governo approva uno schema di decreto sull’intelligenza Artificiale. Tra i principi enunciati anche quelli che interessano operatori sanitari e professionisti


La Corte di Cassazione conferma che la difettosa tenuta della documentazione clinica da parte del sanitario non può pregiudicare sul piano probatorio il paziente


Un confronto in vitro tra matrici animali e vegetali rivela nuove strategie per il controllo metabolico ed enzimatico dei patogeni orali.


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
chiudi