L'università come punto di riferimento non solo per la formazione del futuro dentista, ma anche per l'assistenza odontoiatrica dei cittadini. La proposta era stata avanzata dall'ex presidente del Collegio dei docenti, la professoressa Elettra De Stefano Dorigo, durante una tavola rotonda sull'odontoiatria sociale.
Sintetizzando, la professoressa Dorigo parte da una considerazione semplice: "le università hanno bisogno di pazienti per far fare pratica agli studenti, i pazienti hanno bisogno di cure odontoiatriche; quindi perché non aprire le clinche universitarie all'assistenza pubblica?"
In realtà questo, in alcuni atenei italiani, è già una realtà anche se il problema sono sempre i finanziamenti, scarsi, che non consentono di ampliare i servizi, il numero delle prestazioni da erogare. Finanziamenti, indica la professoressa Dorigo, che possono essere trovati attraverso prestazioni a pagamento rese a cittadini che non rientrano nelle categorie protette dal Ssn.
Per trovare i fondi necessari a garantire una formazione pratica appropriata durante il corso degli studi, alcune università, con modalità differenti, hanno attivato modelli gestionali che permettono l'attività pratica degli studenti, ai cittadini Lea di ottenere assistenza odontoiatrica, agli altri cittadini di ottenere cure a prezzi calmierati e alle casse dell'ateneo di evitare il "rosso".
Una di queste è la Clinica odontoiatrica e stomatologica di Trieste, che da pochi mesi gode di una nuova struttura all'interno dell'Ospedale Maggiore, in pieno centro. La clinica può contare su 41 riuniti odontoiatrici, una sala operatoria dedicata, 4 posti letto per degenze ordinarie e 2 per day hospital.
A garantire il suo funzionamento vi sono 11 tra medici e strutturati universitari convenzionati o ospedalieri, con loro collaborano 15 specialisti in formazione di chirurgia orale, 9 in ortognatodonzia, 8 tutori odontoiatri 4 tutori igienisti. Il personale paramendico è composto di una caposala, 10 infermieri professionali, 19 tra infermieri generici, Ota e Oss, 1 amministrativo ospedaliero, 3 persone tecnico-amministrativi universitari, 2 odontotecnici. Circa 100, gli studenti che svolgono, in clinica, il loro tirocinio pratico sui pazienti.
14 sono i posti disponibili per anno al corso di laurea in odontoiatria e 15 a quello di igiene dentale. Per capire come funziona ne abbiamo parlato con il professor Roberto Di Lenarda direttore della Clinica odontoiatrica e stomatologica.
Professor Di Lenarda, quali sono le prestazioni che la clinica universitaria offre?
La clinica odontoiatrica, anche a seguito di una delibera della Regione Friuli Venezia Giulia che di fatto non ha individuato i soggetti vulnerabili come previsto dai Lea, offre in convenzione tutte le prestazioni di pronto soccorso odontoiatrico, odontoiatria conservatrice, endodonzia, chirurgia orale e maxillo facciale, patologia e medicina orale, pedodonzia, igiene e prevenzione, protesi mobile e rimovibile, gnatologia.
Per tutte queste prestazioni il paziente è tenuto al pagamento del ticket (se dovuto) e, limitatamente alle protesi, è richiesto il rimborso del costo "vivo" delle stesse. Tutti i pazienti, al di là del reddito, possono accedere a queste prestazioni, anche se, all'interno di un gruppo di lavoro regionale presso l'Assessorato regionale alla Salute, stiamo ragionando su un sistema di cluster che unisca valutazioni di vulnerabilità sociale e sanitaria, non tanto con il fine di ridefinire la possibilità di fruire delle prestazioni, quanto con quello di guardare all'entità del pagamento/rimborso spese.
A quanto ammonta il rimborso da parte del Ssn per queste prestazioni?
Purtroppo, ancora oggi e almeno per qualche anno, il rimborso regionale all'azienda ospedaliero-universitaria "Ospedali Riuniti di Trieste" da parte della Regione avviene su base storica indipendentemente dal volume delle prestazioni erogate. La clinica invece lavora in un sistema di budget concordato annualmente con la direzione strategica dell'azienda finalizzata al raggiungimento di obiettivi economici e sanitari. Certamente queste prestazioni sono in perdita, ovvero quanto rimborsato non copre le spese sostenute per erogare la prestazione.
Fornite delle prestazioni extra Lea a pagamento diretto degli assistiti?
A partire dal 2006 è stato attivato il progetto Prestazioni a pagamento ideato e applicato allo scopo di poter erogare, a costo zero per l'azienda, prestazioni non contemplate nella storica offerta assistenziale della clinica odontoiatrica. Prestazioni necessarie per la formazione degli studenti dei corsi di laurea e di specializzazione e nel contempo per dare una risposta assistenziale ai soggetti vulnerabili. Concettualmente il progetto prevede il pagamento delle prestazioni a un costo poco inferiore alle tariffe libero professionali. Sulla base di vulnerabilità sociale (certificata attraverso i modelli Isee) e sanitaria (sistemica per gravi patologie concomitanti o odontoiatrica per patologie specifiche gravi e/o complesse) i pazienti sono tenuti al pagamento delle sole spese vive o, in casi molto selezionati, di nulla.
Con gli incassi dei pazienti "paganti" sono coperte le spese generali dell'azienda, il costo di materiali, laboratorio, personale di supporto e i costi sostenuti per gli esenti. Il personale medico che lavora fuori orario è retribuito, poco più che simbolicamente, se il risultato economico del progetto lo consente.
Devo dire che il progetto ha riscosso un ottimo successo da parte dei cittadini e anche dal punto di vista economico si è rivelato vincente. Le prestazioni per ora contemplate sono i trattamenti di ortodonzia e d'implantologia osteointegrativa, ma stiamo valutando di ampliare l'offerta.
Quante prestazioni effettuate l'anno?
Nel 2008, pur con le difficoltà legate al trasferimento nella nuova clinica ristrutturata che ha determinato molti disagi a operatori e pazienti abbiamo eseguito 70 mila prestazioni all'interno dei Lea, cui vanno aggiunte quelle del progetto prestazioni a pagamento, i pazienti ricoverati in degenza ordinaria, day surgery e day hospital, l'attività di consulenza con i degenti in altri reparti del nostro ospedale (molto attiva la collaborazione con la Cch, cardilogia, diabetologia, oncologia, radioterapia, rianimazione per il tirocinio anche degli studenti in igiene dentale ecc.) e l'attività sul territorio (case di riposo e scuole).
GdO 2009; 13
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