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23 Giugno 2015

Il Tar ammette, definitivamente, i 1.000 ricorrenti a medicina ed odontoiatria. Altri 3 mila stanno attendendo una decisione


Un plico aperto, a Bari, e il codice a barre di identificazione a fianco del documento di identità in bella vista sul banco dei candidati durante i test in alcuni atenei sono i principali motivi con i quali gli avvocati dei circa 5 mila aspirati medici e dentisti che non hanno superato il test di ammissione hanno cercato di farli riammettere dal Tar.
 Alcune sentenze del Tar Lazio avevano permesso a molti di questi di iscriversi ai vari atenei e cominciare a frequentare in attesa di sentenza definitiva.
Sentenza definitiva che è arrivata ieri che consentirà a circa 1.000 studenti, ammessi con riserva in prevalenza a medicina, a studiare senza più il rischio di essere estromessi dalle lezioni.

Così il Coordinatore Nazionale UDU - Unione degli Universitari Gianluca Scuccimarra: "Attendevamo da un mese questa storica sentenza del Tar de Lazio che con il suo responso ha definitivamente sancito che i test d'ingresso al corso di laurea in medicina e chirurgia e odontoiatria 2014 è stato falsato, non solo per il plico mancante nell'aula 3 di Bari, ma anche per la violazione dell'anonimato verificatasi in quasi tutte le sedi in cui si è svolto il test d'ingresso che ha permesso una ulteriore fuga di notizie e trasmissione delle domande del test. Ora restiamo in attesa delle sentenze dei prossimi mesi che coinvolgeranno tutti gli iscritti con riserva in tutti gli altri atenei italiani, ma ormai l'indirizzo del tribunale amministrativo appare chiaro."

"Ora - continua Scuccimarra- che il Tar Lazio ha confermato le irregolarità del sistema d'accesso universitario la palla passa al Governo che potrebbe, con un'operazione di puro buon senso, anticipare le prossime sentenze del Tar andando a effettuare una sanatoria che elimini già da ora la riserva per tutti i ricorrenti ammessi con riserva. E dopo una vittoria così importante per il diritto allo studio non può più attendere un cambiamento vero del sistema d'accesso al mondo universitario, che parta dal confronto tra il ministero e gli studenti, e che miri a riformare profondamente l'attuale sistema non solo tramite slogan ma con i fatti. Se questo non accadrà la nostra battaglia andrà avanti senza interruzioni già a partire dai prossimi test di settembre."

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