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04 Marzo 2025

CCEPS: l’inattività ed i rischi per noi pazienti. In 5 anni si è riunita solo 3 volte

di Norberto Maccagno


Corriere

Nei giorni scorsi le cronache, ed anche Odontoiatria33, hanno informato della vicenda della paziente “rovinata” da un medico iscritto all’Ordine di Bologna che le aveva effettuato degli interventi estetici con filler comprati in Asia. A seguito della denuncia della donna, il Gip ha sospeso dalla professione (per un anno) il medico. 

Il medico, riporta il Corriere della Sera di Bologna, in un altro procedimento era stato prosciolto dall’accusa di lesioni per l’utilizzo di “olio di silicone”. Sempre il Corriere informa che oggi sono quattro i pazienti che lo accusano di aver riportato gravi danni fisici a seguito dell’utilizzo da parte del medico di sostanze contraffatte o vietate. 

Per un'altra vicenda simile, informa sempre il Corriere, il medico era stato sospeso dall’Ordine di Bologna già otto anni fa, nel 2016. Cosa confermata al quotidiano dallo stesso presidente OMCeO Bologna, dott. Luigi Bagnoli. Bagnoli spiega al quotidiano che, però, il medico ha proposto ricorso in CCEPS e quindi il provvedimento disciplinare è stato sospeso in attesa del pronunciamento. 

La Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie (CCEPS), ricordo quanto indica il Ministero della Salute, “è un organo di giurisdizione speciale, istituito presso il Ministero della Salute. La Commissione Centrale esercita il potere disciplinare nei confronti dei propri componenti appartenenti alle professioni sanitarie e dei componenti i Comitati centrali delle Federazioni nazionali. La Commissione Centrale è preposta all'esame dei ricorsi presentati dai professionisti sanitari contro i provvedimenti dei rispettivi Ordini e Collegi professionali in determinate materie (iscrizione e cancellazione dall’albo, provvedimenti disciplinari di competenza delle Commissioni d’albo; operazioni elettorali). Contro le decisioni della Commissione centrale è ammesso ricorso alle sezioni unite della Corte di Cassazione per motivi attinenti alla giurisdizione e per violazione di legge ai sensi dell’art. 111 della Costituzione”. 

Da molti anni la CCEPS vive uno stallo che possiamo definire cronico che ha portato ad allungare i tempi delle decisioni sui ricorsi presentati e quindi l’applicazione (o meno) delle sanzioni comminate dalle rispettive Commissioni disciplinari provinciali. Una lentezza che “invita” l’iscritto sanzionato a presentare comunque ricorso per continuare a lavorare in attesa di sapere l’esito del ricorso, anche se palesemente la sanzione sarà confermata dalla CCEPS. E come dimostra il caso di Bologna, del tempo per continuare a esercitare ne passa. 

Per capire la situazione ho cercato dei dati da persone informate, che per mia scelta preferisco non citare. Già una volta un mio cortese e disponibile interlocutore si è visto aprire un procedimento disciplinare a seguito di quanto detto (nulla di che) ad Odontoiatria33. 

Mi raccontano che i problemi sono spesso legati alla nomina del giudice che presiede le riunioni; solitamente sono magistrati del Tar. Nel 2021, dopo un periodo di inattività per mancanza del giudice, il Ministero della Salute riesce a nominarne uno. Questi magistrati svolgono l’incarico in CCEPS nell’ambito di tutti gli altri incarichi già assegnati. Nel 2021 l’attività quindi riparte, ma si blocca nuovamente nel 2024 dopo le dimissioni del magistrato presidente. Nel novembre 2024 il Ministero sembrerebbe aver nominato il nuovo magistrato con funzioni di presidente, ma ad oggi la CCEPS non si è ancora riunita. 

Dal 2021, mi dicono, la Commissione che si occupa dei casi che interessano gli iscritti all’Albo degli odontoiatri si è riunita tre - quattro volte, mai nel 2024. In una riunione riescono a trattare al massimo sei-sette casi. Per ogni caso i componenti della Commissione devono leggere quanto deciso dalla CAO provinciale, le rimostranze dell’avvocato dell’iscritto, discutere e poi decidere. 

Quindi, in cinque anni sono stati trattati poco più di una ventina di casi. La priorità viene data ai casi di radiazione. 

Ad oggi sarebbero 500 i ricorsi pendenti che riguardano medici e dentisti. Alcuni riguardano fatti anche molto gravi. Una cinquantina i casi di radiazione ancora inevasi. 

Ciclicamente negli anni la FNOMCeO ha sollevato il problema chiedendo interventi strutturali. Nel dicembre 2024 l’allora presidente CAO Raffaele Iandolo intervenuto in Commissione alla Camera aveva chiesto di ristrutturare la Commissione, qualche giorno dopo anche il presidente FNOMCeO Filippo Anelli aveva chiesto al Ministro Schillaci d’intervenire. 

Nonostante il Governo sembra molto interessato a riformare il sistema giudiziario del nostro Paese, agli appelli di CAO e FNOMCeO non è arrivato non solo nessun segnale pratico ma nemmeno formale. 

Ministro Schillaci (ovviamente so che non mi legge ma faccio il gesto), guardando la foto della paziente sfigurata dal suo collega che il Corriere di Bologna ha pubblicato (e che ripropongo), non si sente in dovere di tutelare noi pazienti ma anche i componenti delle Commissioni Albo provinciali che ogni giorno fanno il loro dovere verificando il comportamento degli iscritti e sanzionandoli se non è conforme a leggi e regole deontologiche? Lavoro che viene vanificato dall’immobilismo e da un sistema evidentemente non funzionante e da riformare. 

Intanto i suoi colleghi, che sanno di essere in torto, in attesa di scontare le sanzioni ringraziano mentre i loro pazienti (ignari) credo proprio di no. 


Photo Credit: Corriere della Sera sezione di Bologna a questo link

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