A seconda degli ingredienti che contengono i collutori orali possono essere usati sia per ridurre il carico microbico nella cavità orale, nei casi di gengivite e per controllo della placca sopragengivale nei casi di interventi chirurgici e parodontali, come estrazioni o inserimento di impianti (prima e dopo il trattamento), sia a livello "cosmetico", sostanzialmente per rinfrescare l'alito. La mucosa orale viene a contatto con il collutorio quando si eseguono i risciacqui; in particolare nei casi di lesioni il collutorio viene a contatto anche con il tessuto connettivo gengivale sottostante, ecco perché è bene sapere se i prodotti possano avere degli effetti citotossici. Anche se raramente riportati in letteratura, gli effetti collaterali derivanti dall'uso dei collutori sussistono e possono riguardare anche reazioni allergiche vere e proprie.
Le formulazioni standard dei collutori sono integrate con clorexidina digluconato, etanolo, oli essenziali e detergenti. Possono contenere anche glucocorticoidi anti-infiammatori e aloe vera, anestetici come lidocaina e morfina, nistatina antifunginea, antistamina difenildramina e antimicrobici vari.
Possono anche essere contenute sostanze chimiche, quali la glicerina come umettante, il benzoato di sodio come tampone, aromi, coloranti e emulsionanti che servono come stabilizzatori. A causa del complesso cocktail di sostanze contenute generalmente nei collutori ben poco si sa, di sperimentato scientificamente, sulla citotossicità e sull'attività antimicrobica degli stessi.
La clorexidina è un potente antibatterico che ha particolare efficacia su microrganismi come Actinomyces naeslundii, Veillonella dispar, Prevotella nigrescens, e gli streptococchi. La clorexidina CHX si è visto che possiede anche una certa citotossicità per i fibroblasti gengivali umani come riportato da John et al. nel 2014. L'etanolo è parzialmente efficace contro i microrganismi orali e nello specifico ha mostrato un'attività antimicrobica contro le cellule planctoniche di Streptococcus mutans sulla superficie dei bracket ortodontici. Il sodio dodecil solfato invece è un detergente senza attività antibatterica riportata e gli altri componenti, come pegilati idrogenati e oli, sono detergenti utilizzati nell'industria cosmetica con nessuna attività antibatterica riportata [Jang 2015], ma con un impatto negativo sulla vitalità dei cheratinociti [Maupas 2011]. Anche il cloruro di cetilpiridinio, che ha una certa attività antimicrobica, ha un impatto negativo sulla vitalità del fibroblasto L929 [Fromm-Dornieden 2015].
In un recente studio pubblicato su BioMed Research International Volume 2017 vengono presi in considerazione gli effetti antibatterici e la citotossicità di alcuni collutori orali. Tre differenti linee cellulari, inclusi fibroblasti gengivali primari, cellule epiteliali e cellule L929, sono state esposte a una dozzina di differenti collutori. Gli effetti antibatterici sono stati studiati utilizzando cinque diversi microrganismi orali associati a malattia parodontale (Actinomyces naeslundii, Streptococcus gordonii, Porphyromonas gingivalis, Fusobacterium nucleatum e Tannerella forsythia).
I collutori testati sono stati i seguenti:
I risultati emersi da questo studio sono stati i seguenti.
Le cellule sono rimaste tutte vitali dopo l'esposizione a collutori orali utilizzati solo per scopi cosmetici. Effetti citotossici moderati sono stati osservati per collutori contenenti 0,05% di clorexidina, etanolo o olio di ricino idrogenato pegilato e dodecil solfato di sodio. Altri risciacqui orali contenenti 0,2% di clorexidina e cocamidopropil betaina hanno mostrato una forte attività citotossica e antimicrobica. Forte citotossicità ma moderata attività antimicrobica sono state notate nei collutori contenenti cloruro di cetilpiridina.
I dati in vitro di questo studio mostrano che i rischi orali sono eterogenei e che è bene che l'odontoiatra conosca gli effetti citotossici dei collutori che prescrive.
A cura di: Lara Figini, Coordinatore Scientifico Odontoiatria33
Bibliografia
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