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15 Aprile 2026

Clorexidina e pressione arteriosa: cosa dice la letteratura

Una ricerca ha indagato se l’uso quotidiano di collutori alla clorexidina possa influenzare la pressione arteriosa in adulti normotesi, valutando dati da studi randomizzati e osservazionali


collutorio

L’uso di collutori alla clorexidina non avrebbe un impatto sui valori di pressione arteriosa. È quanto emerge da una revisione sistematica e meta‑analisi pubblicata sull’International Journal of Dental Hygiene,2026 che ha analizzato in modo rigoroso la letteratura disponibile per chiarire un interrogativo sempre più discusso: i collutori con clorexidina possono alterare la pressione arteriosa in soggetti adulti normotesi?

La clorexidina rappresenta da decenni il gold standard della terapia chimica antiplacca, ma il suo effetto sul microbiota orale — in particolare sui batteri nitrato‑riduttori coinvolti nella produzione di ossido nitrico — ha sollevato dubbi su possibili ripercussioni sistemiche. Proprio per questo, i ricercatori spiegano di aver voluto “valutare se il risciacquo con CHX‑MW possa modificare la pressione arteriosa, confrontandolo con collutori di controllo o con l’assenza di risciacqui”.

Cinque studi analizzati

Dai 100 studi inizialmente individuati, solo cinque hanno soddisfatto tutti i criteri di inclusione. I lavori selezionati presentavano campioni composti esclusivamente da adulti normotesi, in salute e non in terapia farmacologica.

Due studi — Kapil et al. (2013) e Tribble et al. (2019) — hanno riportato variazioni statisticamente significative dei valori di pressione arteriosa dopo una settimana di utilizzo di CHX. Nel primo studio, gli autori descrivono un aumento dei valori pressori osservato entro un giorno e mantenuto per la durata dell’intervento.

Nel secondo, l’uso di CHX due volte al giorno è risultato associato a un incremento dei valori sistolici. Negli altri tre studi, invece, non sono state riscontrate variazioni significative. In particolare, nei trial randomizzati inclusi, il collutorio alla clorexidina non ha mostrato differenze rilevanti rispetto al placebo.

La meta‑analisi: effetti minimi e clinicamente trascurabili

La successiva metanalisi, che ha integrato i dati disponibili in modo comparabile, ha fornito risultati rassicuranti: non sono state osservate variazioni significative della pressione arteriosa dopo l’uso di CHX MW. La differenza media registrata è stata di soli 1,56 mmHg per la pressione sistolica e −0,10 mmHg per quella diastolica, valori ampiamente rientranti nei normali margini di variabilità degli strumenti automatici di misurazione.

Gli autori evidenziano inoltre che, anche negli studi che avevano riportato aumenti significativi, i valori pressori sono rimasti all’interno dei limiti normali per soggetti normotesi. Per avere rilevanza clinica, un incremento pressorio dovrebbe superare i 20 mmHg per la sistolica e i 10 mmHg per la diastolica, soglie mai raggiunte nei lavori analizzati.

Perché il microbiota conta

Alla base delle ipotesi su un possibile effetto della clorexidina sulla pressione c’è la relazione tra batteri orali, metabolismo del nitrato e produzione di ossido nitrico, una molecola chiave per la vasodilatazione. Il collutorio può ridurre temporaneamente la quota di batteri nitrato‑riduttori, interferendo con la conversione salivare da nitrato a nitrito e, di conseguenza, con la fisiologia vascolare. È un meccanismo biologicamente plausibile, ma la revisione mostra che l’effetto clinico, nei soggetti sani, è irrisorio.

Come spiegano i ricercatori, “qualsiasi eventuale aumento della pressione arteriosa indotto dalla CHX appare molto probabilmente insignificante o di piccola entità”.

L’impatto clinico

Il messaggio per i professionisti odontoiatrici è chiaro: la clorexidina può continuare a essere prescritta con tranquillità nei pazienti normotesi, quando clinicamente indicata. Le variazioni pressorie riscontrate sono rare, minime e prive di rilevanza clinica. Resta invece aperta la questione del suo impatto in popolazioni con ipertensione, fattori di rischio cardiovascolare, o in protocolli di utilizzo prolungato oltre le 1–2 settimane raccomandate.

Per approfondire:  

The Effect of Chlorhexidine Mouthwash on Blood Pressure: A Systematic Review and Meta-­ Analysis.

Autori: Lars S. J. Toonen, Mark F. Timmerman, Bregje W. M. Van Swaaij, Dagmar Else Slot, Melissa L. Vagevuur, Fridus (G. A.) Van der Weijden. 


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