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15 Febbraio 2008

Odontoiatria e responsabilità individuale

di C. Guastamacchia


È davvero spiacevole dover constatare come vengano a scontrarsi tra loro, quotidianamente, due principi che, invece, dovrebbero essere
sinergici. Infatti la Carta Costituzionale della Repubblica Italiana sancisce in modo chiarissimo il “diritto alla salute” (primo principio), con tutta la successiva serie di dettagli che ne istituiscono le modalità di realizzazione. D’altra parte è anche motivo di sacrosanto orgoglio, per la nostra legislazione, ostentare come il perno intorno al quale ruota tutta la giustizia sia la “responsabilità individuale” (secondo principio). Lo scontro tra i due principi si verifica quando il diritto alla salute, tradotto fiscalmente in “tassa salute” (!!!), ignora totalmente la responsabilità individuale, quale pietra angolare nella gestione della (propria!) salute.
Si verifica così il fatto, indiscutibile e micidiale, che il totale menefreghismo del singolo verso la propria salute si traduce, in modo pesantissimo, in costi che la collettività deve affrontare; ciò, a sua volta, è fatale presupposto dell’aumento della “tassa salute”. Questo contrasto, per qualcuno, si può tranquillamente (?) aggirare facendo appello a una mirabile “solidarietà” che, ad una analisi appena appena attenta, ci ricorda tanto la favola della cicala e della formica. Quando, poi, rivolgiamo specificamente lo sguardo al nostro mondo odontoiatrico, tutto questo assume caratteristiche drammatiche; nella bocca il danno si realizza, quasi totalmente, per la persistente mancanza di ogni responsabilità individuale, dato che l’attenzione verso bocca e denti si attiva soltanto quando arriva il dolore. Il dolore fisico, ineluttabilmente, si traduce in “dolore” economico, a sua volta seguito da scandalizzate lamentele riguardanti la costosissima odontoiatria.
Bene ha fatto, dunque, il Ministro della Salute Livia Turco (ispirata da analoghe decisioni estere) ad introdurre, al punto 3 dell’ultimo disegno di legge, il concetto di “chiamata in causa della responsabilità della singola persona”. Pur con le prevedibili difficoltà di ricevimento, di attuazione e di controllo, è già un passo avanti di enorme portata che questo sia diventato il centro nodale della salute del singolo. Finalmente si potrà così sperare che si possa giungere, a buon diritto, a pronunciare la realistica frase: “Non si lamenti dei costi odontoiatrici, cara signora, perché la responsabilità è sua, non nostra, e solo a sé stessa deve dare la colpa di tutto ciò che le è accaduto e di quanto lei oggi deve spendere”.



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