HOME - Implantologia
 
 
08 Aprile 2019

Successo clinico degli impianti posizionati nella mandibola posteriore successivamente ad aumento osseo: studio prospettico



Da Dx: prof. Antinio Barone; dott.Simone MarconciniDa Dx: prof. Antinio Barone; dott.Simone Marconcini

L’implantologia moderna è definita “protesicamente guidata”, in quanto ha l’obiettivo di garantire le basi strutturali alla riabilitazione finale, valutando la distribuzione dei carichi, i profili di emergenza per le manovre di igiene orale, il supporto labiale e quindi l’estetica.

Gli impianti vengono, dunque, posizionati non solo dove c’è osso disponibile senza intaccare le strutture anatomiche nobili, ma anche in funzione alla progettazione protesica.

Per queste motivazioni, spesso vi è la necessità clinica di far ricorso a tecniche chirurgiche che mirino a compensare difetti ossei sviluppati in conseguenza alla perdita degli elementi dentari o alla presenza di patologie ossee.

D’altronde, tutto questo comporta, per l’implantologia, tempi chirurgici più lunghi e rischi di complicanze maggiori che non sempre è possibile accettare in pazienti anziani e/o con severe patologie sistemiche. Inoltre, le aspettative del paziente sono aumentate in termini di tempistiche ridotte e risultati sempre più performanti e a costo contenuto.

Per il clinico odontoiatra, una delle più grandi sfide chirurgiche è rappresentata dalle procedure di ricostruzione verticale delle creste alveolari atrofiche nel settore posteriore mandibolare.

Molti studi pubblicati in letteratura hanno valutato varie possibilità terapeutiche per il trattamento riabilitativo in questo settore registrando, tuttavia, una percentuale di fallimento medio del 20% dei casi1.

Una percentuale di successo così bassa obbliga deontologicamente i clinici e i ricercatori a sperimentare nuove tecniche in grado di ridurre la percentuale di fallimento ed essere quindi ritenute maggiormente predicibili.

La tecnica chirurgica valutata nel presente studio clinico del prof. Barone A. e del dott. Marconcini S. (Clinical success of dental impants placed in posterior mandible augmented with interpositional block graft: 3-year results from a prospective cohort clinical study. J Oral Maxillofac Surg 2019;77/2:289-98) si basa sull’osteotomia sandwich introdotta da Schettler nel 1976 e poi modificata da Marchetti nel 20072.

Essa consiste in un’osteotomia mesio-distale nella zona edentula posteriore mandibolare (1-3 mm dal nervo alveolare inferiore) e due osteotomie di rilascio verticali preservando il periostio linguale (1-3 mm da altri elementi dentari) per mantenere la vascolarizzazione, migliorandone la guarigione.

Il segmento osseo viene quindi dislocato superiormente e interposto un innesto osseo nel mezzo, da qui il nome “sandwich”.


Tuttavia, le tecniche di Schettler e Marchetti prevedevano l’uso di osso autologo prelevato rispettivamente da siti extra e intra-orali, influendo negativamente sulla morbilità e la compliance del paziente3.

Diversamente dagli autori citati, per ridurre le complicanze e i tempi chirurgici in questo caso è stato interposto un innesto in blocco xenogeno equino tra l’osso basale e il segmento di osso dislocato, ricoprendolo con particolato osseo xenogeno porcino e bloccando il tutto con placchette da fissaggio in titanio.

Lo scopo principale di questa valutazione clinica è stato di valutare il successo e la sopravvivenza implantare dopo un periodo di 3 anni. Gli impianti sono stati posizionati sommersi in mandibola posteriore 4 mesi dopo la procedura di ricostruzione ossea effettuata mediante la tecnica di osteotomia a sandwich modificata.

Il secondo obiettivo è stato proprio quello di valutare il guadagno osseo di questa tecnica ricostruttiva mediante TC cone beam e il livello di soddisfazione del paziente.

L’intervento ricostruttivo è stato eseguito su 23 pazienti in 29 siti in cui l’osso rimanente aveva uno spessore orizzontale di almeno 5 mm e un’altezza del sito dal nervo alveolare di 3-5 mm, non idonea per il posizionamento di impianti corti.

Una parestesia transitoria emilaterale del nervo mandibolare della durata di circa 1 settimana è stata riscontrata in tutti i pazienti; un soggetto ha riportato una frattura del corpo mandibolare 3 giorni dopo la procedura chirurgica. In tutti i casi, però, si è avuta guarigione completa registrando un aumento osseo che ha consentito l’inserimento implantare dopo 4 mesi di guarigione con un guadagno radiologico medio di 5,09±0,8 mm. L’85% dei pazienti consiglierebbe questo intervento.

Le percentuali di sopravvivenza implantare dopo 3 anni sono del 95,5% e di successo del 90,9%.

Sintesi del dott. Saverio Cosola


Lavoro originale a cura di: Simone Marconcini, Ugo Covani, Enrica Giammarinaro, Eugenio Velasco-Ortega, Daniele De Santis, Fortunato Alfonsi, Antonio Barone

Per approfondire
1Esposito M, Grusovin MG, Coulthard P, Worthington HV. The efficacy of various bone augmentation procedures for dental implants: a Cochrane systematic review of randomized controlled clinical trials. Int J Oral Maxillofac Implants 2006 Sep-Oct;21(5):696-710. Review.

2Schettler D. Sandwich technic with cartilage transplant for raising the alveolar process in the lower jaw. Fortschr Kiefer Gesichtschir 1976;20:61-3.

3Marchetti C, Trasarti S, Corinaldesi G, Felice P. Interpositional bone grafts in the posterior mandibular region: a report on six patients. Int J Periodontics Restorative Dent 2007 Dec;27(6):547-55.

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

Una ricerca italiana ha confrontato diverse geometrie di Ti-base, incluse nuove configurazioni anatomiche derivate dai rapporti tra cresta ossea e giunzione amelo-cementizia, per valutarne la...


Gli autori hanno sviluppato e testato una procedura basata su impronta, digitalizzazione e confronto tridimensionale per valutare la compatibilità tra differenti connessioni implantari


Uno studio internazionale ha analizzato workflow, usabilità, costi, requisiti tecnici e librerie protesiche dei principali software per la pianificazione implantare guidata, valutandone...


Una ricerca ha valutato l’impatto della segmentazione CBCT basata su AI sulla precisione della chirurgia implantare robot-assistita 


Indagine retrospettiva sulla correlazione tra condizioni parodontali di impianti e denti controlaterali fino a 20 anni dopo terapia e inserimento implantare


Altri Articoli

Una revisione scientifica aggiornata separa le evidenze dalle convinzioni diffuse e fotografa lo stato attuale delle conoscenze


Uno studio evidenzia come l'integrazione tra Lean Management e strumenti digitali possa migliorare l'organizzazione dei laboratori odontotecnici, riducendo errori, stress e tempi...


La parodontite resta strettamente legata al tabacco, se ne parla in un approfondimento dell’ European Federation of Periodontology


Dal primo settembre iniziano le lezioni del semestre aperto, queste le novità fino ad ora attivate


EDRA lancia i Summer Edra ECM, una promozione speciale che consente di accedere a tutti i corsi del catalogo formativo ECM con il 20% di sconto, fino al 25 agosto


La prof.ssa Nardi evidenzia che la salute orale si basa sulla gestione efficace del biofilm e sul mantenimento di un microbioma equilibrato, non sull’eliminazione indiscriminata...

di Prof.ssa Gianna Maria Nardi


Regione Piemonte e Consulta delle Fondazioni di Origine Bancaria finanziano progetto screening neonatale e odontoiatria solidale


Straumann ha chiesto dei suggerimenti da dare ai lettori della stampa generalista dati alla dott.ssa Laforì. Suggerimenti che, se condivisi, possono essere replicati ai vostri...


Il presidente della Commissione Albo Odontoiatri Andrea Senna interviene sui social per ricordare ai professionisti un adempimento spesso trascurato ma previsto dalla normativa e...


Uno studio clinico pilota ha confrontato tre diverse soluzioni di uso comune per valutare la loro capacità di ridurre la contaminazione batterica delle setole dopo l'utilizzo quotidiano dello...


L’esperienza del prof. Marco Martignoni con le soluzioni di imaging Dürr Dental: semplifica la selezione del protocollo e l’esecuzione dell’esame, riducendo la complessità...


Focus sulle novità del Decreto Sicurezza. ANTLO ricorda le regole e le responsabilità per titolare di laboratorio e studente. Un ripasso che può essere utile


Lo studio ha analizzato gli interventi riabilitativi basati sugli esercizi orali e gli strumenti impiegati per misurarne l’impatto sulle funzioni del cavo orale. Questi gli allenamenti da insegnare...


Ogni giorno medicina e odontoiatria fanno passi avanti sviluppando nuovi approcci terapeutici e tecnologie che consentono di proporre ai pazienti riabilitazioni sempre più veloci e...


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
 
 
 
 
chiudi