Ricordare i provvisori diagnostici in oro resina di Peter K. Tomas, con la sua caratteristica modellazione occlusale, molti dei quali ancora ancora conservati a Saluzzo e vendere il dott. Cesare Robello, figlio di quella scuola, armeggiare con scanner digitali e computer può sembrare una contraddizione oppure semplicemente il futuro che innova e porta profondi cambiamenti in tutte le professioni: anche in quella odontoiatrica.
Alla vigilia del III Congresso Internazionale della DDA abbiamo cercato di approfondire questo cambiamento che sta radicalmente mutando, più dal punto di vista mentale, due professioni: dentista ed odontotecnico.
Dott. Robello, cosa si intende oggi per odontoiatria digitale?
L'odontoiatria digitale è una definizione....indefinibile, tali e tanti sono i risvolti clinici che le tecniche digitali coprono e copriranno nei prossimi anni; certamente oggi possiamo pensare di limitare questa sezione a ciò che si esegue con tecniche innovative sostitutive delle tecniche analogiche tradizionali. La presa dell'impronta è l'esempio più emblematico: oggi può essere eseguita con le tradizionali paste oppure con uno "scanner intraorale"
Oggi l'odontoiatra e l'odontotecnico sono costretti a guardare al digitale?
Nessuno è costretto a farlo oggi, ma non farlo, oggi, significherà essere indietro di cinque anni l'anno prossimo. Oggi parliamo di Odontoiatria Digitale (OD) perchè esiste una fase di transizione, tra qualche anno molta odontoiatria sarà solamente digitale per cui sarà un controsenso parlarne.
Quali sono, oggi, i punti fermi dell'odontoiatria digitale?
La radiologia e tutte le pratiche di progettazione implantare hanno acquisito una precisione eccellente, la presa dell'impronta sull'elemento dentale singolo è un'altro cardine della moderna odontostomatologia. Le pre-visualizzazioni dei piani di trattamento, le protesi su impianti tipo overdenture ....Potrei proseguire con l'ortognatodonzia e altre discipline a me meno congegnali. La lista si sta allungando a dismisura.
Quali invece le questioni ancora critiche?
Una delle maggiori criticità è il costo delle attrezzature. Questo tema si inserisce in un contesto più ampio che ci porterebbe troppo lontano. Una realtà professionale come quella mediamente presente nel territorio nazionale, ovvero uno studio monoprofessionale con due postazioni lavorative, difficilmente muove volumi di lavoro tali da consentire grossi investimenti come quelli che attualmente sono necessari per acquisire apparecchiature digitali raffinate.
Certamente alcune tipologie di lavoro non sono ancora sufficientemente attendibili, ma stiamo parlando di aree sempre molto limitate e in via di definizione continua.
Per sintetizzare ci indica 5 punti a favore del digitale in protesi rispetto alle tecniche tradizionali ed i 5 punti a favore delle tecniche tradizionali rispetto a quelle digitali?
E' una domanda affascinante ma ci porterebbe troppo nel dettaglio. Voglio solo fare due semplici considerazioni. Con le tecniche digitali si può restaurare uno o più elementi singoli in una giornata. Il paziente perde solo mezza giornata di lavoro, si muove verso e dallo studio una volta sola, non sta con provvisori e quant'altro per settimane. Le tecniche tradizionali, nei lavori più complessi che implicano il coinvolgimento di molti elementi o di arcate dentarie complete, sono ancora oggi più affidabili. Si prestano però a soluzioni miste analogico-digitali. Ma è solo questione di tempo.
Pensa che l'avvento delle tecnologie digitali in protesi stia ridimensionando il ruolo dell'odontotecnico.
Questa domanda comporta una risposta polemica. A mio modesto parere, i sistemi digitali consentono all'odontotecnico di collaborare - più di prima e meglio di prima - con l'odontoiatra.
La collaborazione è e sarà diversa. Non è un caso che moltissimi odontotecnici sia siano dotati di tecnologie digitali ben prima degli odontoiatri. Per loro il cambiamento è epocale come per noi. Continuare a lavorare insieme è solo questione di volontà, bisogna cambiare i paradigmi di comportamento. A parte qualche sporadico caso, un odontoiatra che si sostituisca all'odontotecnico è anacronistico. Certamente, se l'odontotecnico vorrà collaborare con gli odontoiatri, dovrà "convertirsi" al digitale.
Quali sono i consigli che può dare a chi si vuole avvicinare all'odontoiatria digitale?
I consigli sono sempre figli della propria esperienza. Io ho affrontato l'argomento con curiosità giovanile, ho frequentato colleghi che avevano già intrapreso questa avventura, mi sono iscritto a giornate culturali e convegni. Alla fine, con entusiasmo e sacrificio, ho pensato di inserirmi nel flusso digitale. Non tornerei più indietro!
A Parma grazie al III Congresso Internazionale della DDA farete il punto sulle applicazioni odontoiatriche delle tecnologie digitali. Quali sono i punti di forza del congresso?
Il Congresso unisce esperienze nazionali e internazionali, odontoiatriche e odontotecniche. I migliori specialisti si confronteranno su tutti i temi più importanti; restauri indiretti anteriori e posteriori, riabilitazioni semplici e complesse. Ci saranno anche zone per corsi pratici, l'area sponsors avrà molte zone per fare esperienze dirette su ogni aspetto del digitale. Contiamo di ripetere almeno il grande successo dello scorso anno.
E' rivolto a dentisti ed odontotecnici già ferrati sulla materia oppure può essere utile anche per chi si avvicina alla materia?
Tutti troveranno stimoli e risposte a quello che cercano. E' proprio in questi contesti, dove si possono vedere le cose più semplici e quelle più complesse, che nascono gli stimoli per evolvere la propria professionalità. Tra non molto, non parleremo più di odontoiatria digitale perchè il digitale sarà l'odontoiatria.
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