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12 Giugno 2014

L'etica della cura, colloquio con il presidente del CIC Gianfranco Carnevale che ricorda: l'odontoiatra non vende protesi


Nelle scorse settimane è stato approvato il Codice di deontologia medica FNOMCeO, spesso visto, soprattutto dal punto di vista odontoiatrico, come una serie di norme per regolamentare l'esercizio della professione dal punto di vista della pubblicità, dell'abusivismo ma non dal punto di vista clinico. Per capire le implicazioni cliniche e quali siano i doveri deontologici ed etici del dentista nel curare i propri pazienti abbiamo intervistato il dott. Gianfranco Carnevale presidente del CIC, il Coordinamento delle società scientifiche odontoiatriche italiane.

Dott. Carnevale, l'etica è anche clinica?

Etica è sinonimo di "morale" quindi direi che tutto il comportamento umano deve essere morale. Ancora di più se il soggetto in questione è un medico che interviene su un bene supremo di un altro individuo cioè la salute. Direi che la domanda quindi è pleonastica: è implicito che l'attività clinica venga dettata in primis dall'etica.

Per curare un paziente un odontoiatra ha a disposizione molte soluzioni. La scelta è spesso condizionata da fattori clinici ma anche da fattori come le possibilità economiche del paziente e le sue aspettative. Come si deve comportare un odontoiatra di fronte a queste varianti?

Il paziente si colloca al centro della terapia quindi l'odontoiatra deve tenere ben presente quello che si aspetta e può affrontare un paziente economicamente, consigliando e indirizzando la terapia verso la soluzione più giusta per quel paziente nella sua individualità.

Le faccio un esempio. A volte curare un dente può costare di più che toglierlo ed inserire un impianto. E' una soluzione etica?

La soluzione etica è quella più conveniente per la salute del paziente. Se curare un dente aumenta molto il rischio di un fallimento nel tempo è certamente più etico usare un impianto; ma per l'impianto, allo stesso modo, vanno calcolati i rischi immediati ed a lungo termine ed in un altro caso può essere più etico curare il dente. Diciamo in modo neutrale che, sempre rispettando le aspettative del paziente,  la decisione sulla terapia  è dettata da una molteplicità di fattori che individuano per il clinico la terapia corretta per quell'individuo: le informazioni fornite dalla letteratura scientifica, la situazione locale, la capacità di usare una metodica da parte del dentista.

Altro esempio. Due selle parzialmente edentule con elementi finali mancanti. Le soluzioni possono essere quelle di una protesi rimovibile o fissa. Si devono prospettare tutte e due le soluzioni e lasciare decidere al paziente oppure, come consigliano gli esperti di marketing odontoiatrico, proporre la soluzione che ci sembra più consona a seconda della condizione sociale del paziente?

Mi rendo conto che uno studio odontoiatrico è una piccola impresa, dal punto di vista gestionale ed economico, ma è fondamentale che tutti ci ricordiamo che non vendiamo un prodotto. Non vendiamo nè la protesi fissa nè quella rimovibile. Dobbiamo prospettare la cura che reputiamo più corretta per ciascun paziente e dobbiamo conquistare la sua fiducia in modo che si senta libero di discutere con noi i risvolti e le eventuali difficoltà economiche da affrontare. Sarà di nuovo compito nostro indirizzarlo nella scelta più giusta per lui.

Oggi le nuove tecnologie offrono varie soluzioni di riabilitazione e la differenza tra protesi fissa o mobile diventa labile. Spesso si presentano protesi su impianti in resina con faccette come protesi definitive o protesi mobili su impianti come protesi fisse. Eticamente come ci si deve comportare?

Raccontare fandonie non è etico, quindi se si propone e si presenta un lavoro per quello che non è, un tale comportamento non può essere giudicato solamente non etico ma va condannato come una truffa a carico del paziente.


Mantenersi aggiornato è un dettato deontologico e credo anche etico nei confronti del proprio paziente. Però molti dentisti sembrano ignoralo e neppure l'obbligo attraverso il sintema ECM sembra convincere. Qual'è il parere del CIC sull'argomento?

Il parere del CIC sull'importanza dell'aggiornamento continuo per un comportamento corretto e deontologico nell'esercizio di una professione medica è fuori dubbio ed è sancito in tutti gli statuti delle Società Scientifiche che lo compongono. Noi facciamo del nostro meglio, durante i nostri congressi e corsi, per indirizzare i colleghi, associati e non, verso un'odontoiatria basata sull'evidenza e sul rispetto del paziente; quindi verso un'odontoiatria etica. Vigilare il comportamento dei dentisti riguardo all'aggiornamento non è invece compito del CIC ma della Federazione degli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri.

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