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01 Ottobre 2014

La conservativa può aiutare l'odontoiatra (ed il paziente)  a superare la crisi? Il parere del presidente dell'AIC Francesca Manfrini


Il prossimo 25 Ottobre, a Catania, l'Accademia Italiana di Conservativa ospiterà la settima edizione del Simposio d'Autunno, la cadenza è triennale.
A incuriosirci è stato il titolo dato all'evento: La moderna conservativa: ricetta per un'odontoiatria in crisi.
Ne abbiamo parlato con il presidente del'Accademia la dott.ssa Francesca Manfrini.

Dott.ssa Manfrini perchè sostenente che la conservativa può essere una risorsa per combattere la crisi?

La conservativa è la pratica odontoiatrica mirante alla conservazione e al massimo rispetto dei tessuti dentari. Qualsiasi manovra di terapia restaurativa deve essere preceduta dalla cura della malattia cariosa che prevede l'identificazione ed eliminazione dei fattori di rischio. La conservativa come tale é la branca che si pone come principale obiettivo quello di restaurare l'elemento dentale conservando il tessuto dentale residuo al fine di procrastinare il più possibile trattamenti più invasivi come quelli protesici: le cure conservative sono meno invasive, hanno una buona durata e costi più contenuti rispetto a quelle protesiche.
Probabilmente qualsiasi paziente, informato dell'esistenza di protocolli meno invasivi o di metodiche di prevenzione in grado di preservare i denti, sceglierebbe sicuramente questo tipo di approccio. Se si tiene conto, poi, che la carie é una patologia che interessa circa il 90% della popolazione, si può facilmente desumere come la conservativa possa sì servire al paziente per evitare esborsi maggiori per affrontare trattamenti costosi in futuro, ma anche al dentista per essere  occupato con interventi, sì meno redditizi  rispetto ad altri, ma decisamente più frequenti . Perché le cure conservative sono meno invasive, hanno una buona durata e costi più contenuti rispetto a quelle protesiche.

I pazienti cercano prestazioni a minor costo. E' possibile contenere le tariffe mantenendo una buona qualità delle cure?

Si può constatare che a costi alti non corrisponde necessariamente una prestazione di elevata qualità. Tuttavia sono convinta, considerata la mia esperienza clinica, i costi del lavoro e di tempistica delle procedure, che a tariffe così dette "low cost" sia difficile erogare una prestazione di qualità. Il fattore "tempo" dedicato alla terapia è quello che più influisce sulla prestazione erogata, certamente più dei materiali. Quello che si può fare é agire maggiormente sull'eziopatogenesi della malattia, intervenendo in maniera seria e personalizzata, sugli  stili di vita e abitudini a rischio dei pazienti.

La tecnologia, le nuove soluzioni merceologiche possono aiutare in questo senso chi si occupa di conservativa?

Si certamente: i concetti di mininvasività, favoriti dall'efficacia dei sistemi adesivi, la presenza sul mercato di presidi favorenti l'individuazione precoce delle lesioni, lo spazio che sembra sia riconosciuto doverosamente alla prevenzione, testimoniano che l'orientamento dell'odontoiatria di oggi è quello di rispettare sempre più il tessuto dentale. Questo approccio consente  al paziente di conservare per sempre  i  propri denti, riducendo la necessità di affrontare terapie invasive  e  costose ed al dentista di praticare la professione in modo onesto, serio,  proficuo rendendo un servizio riconosciuto al paziente .   

Oltre agli strumenti anche la conoscenza è alla base di un'ottima cura anche in termini di scelta? La necessità di un continuo aggiornamento è fondamentale?

Lo stato dell'arte dell'Odontoiatria, a mio parere, non può prescindere dal connubio tra il costante aggiornamento, scientifico e merceologico e l'esperienza clinica ,  per riuscire ad arricchire in modo critico il nostro "bagaglio" terapeutico e renderlo sempre più  efficace allo scopo di recuperare l'elemento dentale conservandolo.

Una conoscenza che deve essere condivisa e comune con tutto il Team odontoiatrico?

In uno studio dove operano più professionisti reputo assolutamente non solo necessaria ma indispensabile la conoscenza ed una condivisione delle problematiche:  questo deve valere  anche per il personale ausiliario, non solo per quello che ci assiste in poltrona ma anche per personale di segreteria  cui è delegato il compito dei richiami e dell'importante ruolo di mediazione con il paziente.

Quali sono i punti di forza del vostro Congresso itinerante in programma a Catania?

La scelta è quella portare il messaggio di AIC qui in Sicilia:  soci attivi di AIC si sono adoperati  affinché il programma per gli odontoiatri e quello per il personale ausiliario risulti accattivante per un pubblico che per ragioni geografiche con difficoltà riesce a seguire i nostri eventi. Mi piace pensare di trasmettere che  il termine "conservare" è imperativo nella visione di una moderna  odontoiatria che interessa  peraltro   tutti i campi della nostra attività  : conservare l'elemento dentale , in un tessuto di supporto sano deve essere sempre il nostro primo obiettivo. L'odontoiatria è soggetta a rapidi cambiamenti, sia di ordine scientifico, sia di ordine merceologico: ci troviamo frequentemente a rispondere come, quando e perché, espletare determinati trattamenti, cosa sia meglio utilizzare alla luce dei continui sviluppi tecnologici. Non da ultimo l'odontoiatria è interessata  dai mutanti stili di vita sociale che influenzano anche l'aspetto sanitario in generale.
AIC con i suoi soci attivi, cultori della materia, ha l'ambizione di catturare l'attenzione dei colleghi siciliani.

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