Tra le novità presentate durante il recente Forum ECM c'è la possibilità per i liberi professionisti di ottenere crediti ECM frequentando lo studio di un collega più esperto.
Una novità importante che permette da una parte al professionista di seguire una formazione pratica direttamente "sul campo" e più mirata alle proprie esigenze formative, e dall'altra, per il professionista "esperto, di poter giustificare la presenza nel proprio studio di colleghi sia dal punto di vista infortunistico che fiscale.
Un risultato ottenuto grazie all'impegno del dott. Valerio Brucoli Coordinatore della sottocommissione per la Libera professione all'interno della Commissione Nazionale per la Formazione Continua al quale abbiamo chiesto di spiegarci cosa è e come funziona il training individualizzato per i liberi professionisti?
Il training individualizzato non è altro che la Formazione sul campo. Fino ad oggi era una modalità formativa difficilmente accessibile per i liberi professionisti perché c'erano degli ostacoli legati al posto dove poteva essere erogata: nello specifico mancava la possibilità di poterla fare presso uno studio privato. La sperimentazione che è stata avviata permette invece al libero professionista di seguire uno stage presso un collega più esperto anche se questo opera in una struttura che non fa parte del SSN/SSR o sia accreditata. La formula della sperimentazione è stata scelta per superare alcune limitazioni presenti nell'Accordo Stato Regioni e che auspico saranno rimosse nella prossima rivisitazione: per ora solo Ordini, Collegi e Associazioni Riconosciute che siano Provider (nella determina presa lo scorso 10 ottobre sono definiti Organi Competenti) potranno accreditare questo tipo di formazione. La cosa importante era però avviare questo percorso anche se molto dovrà essere fatto per arrivare a regime.
Ma come funziona? Cosa deve fare un dentista che vuole fare il tutor organizzando un percorso formativo per altri colleghi?
La procedura di validazione del training individualizzato (per questo tipo di formazione il rapporto tutor/discente è di 1/1) e il successivo riconoscimento dei crediti prevede 4 step:
1. Il libero professionista "discente" concorda il training individualizzato con il collega presso cui voglia andare a formarsi, il "tutor", che deve abilitato all'esercizio della professione da almeno cinque anni.
2. A questo punto, ai fini della validazione del progetto, il discente e il tutor redigono il cosiddetto "Format per l'approntamento del progetto di training individualizzato" (tra pochi giorni saranno messi online i vari moduli) che deve essere presentato all'Organo Competente presso cui il tutor è iscritto.
3. L'Organo Competente provvederà alla valutazione di coerenza del progetto di training individualizzato con le vigenti disposizioni in materia di ECM e ne comunicherà l'esito agli interessati.
4. Terminata l'attività di training individualizzato, per avere il riconoscimento dei crediti ECM, il libero professionista presenterà sempre al medesimo Organo Competente il "Registro del progetto" e il "Rapporto conclusivo del progetto ad opera del responsabile scientifico/tutor". Arrivati qui, per terminare l'iter, rimane solo che l'Organo Competente rapporti l'evento tramite il sistema informatico ECM - Agenas, nella sezione 'Eventi Definitivi'.
Le spese di accreditamento chi le paga? L'Ordine per accreditare il corso chiede un contributo?
Le spese di accreditamento le pagherà l'Organo Competente. Nella determina è fatto specifico riferimento ad un passaggio dell'Accordo Stato Regione secondo cui si accede ad un pagamento ridotto se l'evento formativo validato dall'Organo competente:
a) abbia finalità di interesse pubblico;
b) non comporti oneri in capo al discente;
c) non sia oggetto di sponsorizzazione;
d) riguardi aree o professioni sanitarie carenti di specifiche offerte formative.
E' questo uno dei motivi per cui si è deciso per l'avvio di una sperimentazione, qualsiasi altra formula avrebbe comportato costi eccessivi.
Quali caratteristiche devono avere i corsi?
La durata del singolo evento dovrà durare da un minimo di un mese ed un massimo di sei mesi continuativi e la frequenza minima dovrà essere di 16 ore al mese. E' importante questa regolarizzazione perché, se da una parte si legittima la presenza in studio di un collega in caso di controlli della Guardia di Finanza o dell'Ispettorato del Lavoro, dall'altra bisogna evitare abusi.
A fronte della frequenza il discente potrà acquisire 0,33 crediti ECM/ora. Il massimo dei crediti che si potranno ricevere per ogni evento FSC sarà di 30 e comunque, anche in caso si dovesse decidere per un nuovo evento FSC, i crediti assegnati non potranno superare i 50 crediti/anno.
Anche per i Tutor (o Responsabile scientifico) sono previsti dei crediti che saranno erogati in ragione di 4 per mese di tutoraggio (fermo restando il limite massimo del 60% del monte crediti triennale comprensivo delle altre attività previste nel "Documento assegnazione crediti attività ECM").
Quanti dentisti possono seguire i corsi di un singolo "tutor"?
Non c'è un limite, dipende dall'Organo Competente che, nell'ambito di un unico Progetto FSC per i liberi professionisti, accrediterà un tot numero di singoli eventi in funzione delle richieste, stante il margine (mi immagino in una prima fase applicato in maniera flessibile) dei più o meno 50% previsti dalla normativa.
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