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10 Novembre 2014

La Commissione Nazionale ECM ci spiega le novità in tema di Dossier formativo e Formazione sul campo. Valerio Brucoli (CNFC): ancora da sciogliere il nodo detrazioni


Dal 24 al 25 novembre a Roma il Ministero della Salute organizza l'annuale Conferenza Nazionale sulla Formazione continua. Tra i vari temi di approfondimento anche il resoconto dei lavori della Commissione sulla libera professione presieduta dal dott. Valerio Brucoli, presidente CAO di Milano, che abbiamo sentito alla vigilia dell'appuntamento.

Dott. Brucoli, durante il Forum Ecm lei farà il punto sulla formazione continua dei liberi professionisti. Quali sono le novità che presenterà?

Direi che le novità sono sostanzialmente due, una che investe tutti gli operatori ed una che riguarda specificamente i liberi professionisti.
La prima riguarda la messa a punto del Dossier Formativo Individuale alla cui compilazione potranno accedere tutti i professionisti. E' importante questo passaggio perché introduce un cambio di filosofia nel Sistema che, da quantitativo (acquisizione di qualunque tipo di credito), diventa qualitativo (acquisizione di crediti inerenti il proprio ambito professionale).
La seconda novità pone rimedio ad una macroscopica mancanza nel paniere formativo dei liberi professionisti che è quella della Formazione sul campo. Questo significa che il Sistema riconoscerà crediti a chi vorrà frequentare lo studio (studi privati e non solo accreditati) di un collega più esperto, che è classicamente uno dei modi più efficaci per imparare la professione. In questo modo si risolve anche il problema dello status del frequentatore in caso di controlli dell'Ispettorato del Lavoro o della Finanza.

Dopo anni i liberi professionisti cominciano ad essere agevolati nella Formazione ECM. Quale è il bilancio del lavoro del vostro gruppo di lavoro?

Più che agevolati. Direi che stiamo riuscendo a far recepire tutta una serie di proposte che danno senso a quel concetto di flessibilità più volte richiamato nell'Accordo Stato Regioni. Ricordo che il Sistema ECM inizialmente sembrava fosse indirizzato ai soli operatori del SSN e certamente penalizzava chi, come i liberi professionisti, opera in un contesto di confronto continuo nell'ambito del cosiddetto "libero mercato". E' per questo che le varie rappresentanze libero professionali, compresa la CAO Nazionale che nella CNFC rappresento, hanno sempre guardato l'ECM con occhio critico.
E' una flessibilità che comunque deve presupporre (lo ricorda anche il suddetto Accordo) un alto senso di responsabilità perché siano mantenuti gli obiettivi della qualità e dell'equità, punti critici in un mondo condizionato dal mercato e dalla cultura del sottocosto. E' una cultura, questa, che molte volte corre sulle gambe del cavallo di Troia (molto veloci a dispetto del fatto che la tradizione le volesse di legno) degli accordi al ribasso e della pubblicità: ne abbiamo discusso con relatori di altissimo livello nel convegno che come CAO di Milano abbiamo organizzato lo scorso 25 ottobre e di cui avete già parlato.
Andando al bilancio del Gruppo che coordino è sicuramente positivo: abbiamo ottenuto che l'acquisizione dei crediti sia svolta nel triennio invece che annualmente, il riconoscimento dell'autoformazione, adesso la possibilità di ottenere crediti facendo stage negli studi privati e così via.  Detto questo sono cosciente che quello che interessa di più a tutti noi è il bilancio dell'intero sistema, su cui andrebbe fatta una profonda riflessione.

Almeno ci indichi quali le cose ancora da fare?

Volendo ricollegarmi al discorso precedente, la cosa più importante che andrebbe fatta purtroppo non attiene alla CNFC e nemmeno al Ministero della Salute, ma al Ministero dell'Economia: parlo della possibilità di detrarre i costi della formazione, questione che più volte come CAO Nazionale abbiamo posto trovando sempre porte chiuse.
Ci sono anche altre questioni che in quota parte travalicano le competenze della CNFC ma di cui è sempre più necessario trovare una soluzione, come una definizione di libero professionista sempre più sfumata, che va anche a coincidere con figure classicamente ospedaliere; il rapporto tra liberi professionisti e SSN/SSR, considerato che molte volte il SSN detta politiche sanitarie per tutti, senza però interagire con chi ne è fuori; il rapporto tra liberi professionisti e Ordini ecc. (sono loro che li riconoscono) anche alla luce di una normativa che ha associato all'obbligatorietà dell'ECM un regime sanzionatorio che non è proprio in linea con una filosofia ordinistica rivolta più a premiare che non a punire.
Andando invece al paniere formativo dei Liberi Professionisti rimane da definire il discorso delle Best Practice

Lei è anche presidente CAO, qual è il reale ruolo delle OMCeO nella formazione ECM?

Il ruolo degli Ordini in questo Sistema è nodale, essendone sia garanti che armonizzatori quando si palesino carenze. In pratica questo significa avere più funzioni che devono essere esercitate con lo stesso grande senso di responsabilità di cui dicevo prima, rispettosi di tutte le realtà presenti sul territorio, ma anche consapevoli che esistono argomenti importanti, come la patologia orale, che sono poco trattati perché poco appettibili economicamente. Così ci siamo mossi alla CAO di Milano.

Ordine come verificatore ed organizzatore, non è un conflitto d'interesse?

Se, come dicevo prima, gli Ordini sono in termini generali i garanti del Sistema, quando si entra nelle singole funzioni bisogna specificare.
Parlando delle funzioni di controllo, queste sono della CNFC e di tutte le sue varie articolazioni e non certo dei singoli Ordini che, nel caso siano provider, sono loro stessi sottoposti a controllo al pari degli altri.
La stessa certificazione dell'avvenuto aggiornamento da parte degli Ordini Provinciali viene fatta partendo da elementi validati che arrivano direttamente dalla banca dati del Cogeaps e lo stesso dicasi, senza voler entrare in dettagli, per la funzione registrante.
Obiettivamente non vedo come si possano esercitare abusi.

Da qualche mese è entrato a regime lo strumento del Dossier formativo, cosa serve e perchè è importante?

L'introduzione del Dossier Formativo Individuale, al di là del fatto che è uno strumento che potrà essere sicuramente perfezionato, avvia un cambio di filosofia del Sistema che da quantitativo diventa qualitativo, ne abbiamo parlato prima.
Nell'ultima riunione della CNFC sono state approvate le regole applicative, un passaggio importante per renderlo uno strumento effettivamente utile, non solo in termini di serietà dell'aggiornamento, ma anche come valido aiuto alla programmazione per i provider.

Sull'argomento leggi anche:

7 Novembre 2014: Le regole ECM per i liberi professionisti per i prossimi tre anni. La Commissione nazionale fa il punto

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