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29 Novembre 2018

Le criticità dell’esonero dall’obbligo di fatturazione elettronica, nella lettera ai soci del presidente ANDI Milano Lodi Monza e Brianza


Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera inviata ai soci ANDI Milano, Lodi, Monza Brianza da parte del presidente in tema di fatturazione elettronica. 


Cari Soci, 

Lunedì 26 novembre scorso la Commissione Finanze del Senato ha approvato l’emendamento che esonera dall’obbligo della fatturazione elettronica, per l’anno 2019, una serie di soggetti compresi noi dentisti. 
Sono necessari dei chiarimenti e cioè che l’esonero è legato, esclusivamente, alle fatture emesse nei confronti dei pazienti i cui dati sono da noi già inviati al Sistema Tessera Sanitaria.

Questa situazione apre una serie di problemi, legati al fatto che comunque noi dentisti, al pari di medici e farmacisti, rimaniamo obbligati a: 

  • Ricevere le fatture dei nostri fornitori esclusivamente con modalità elettronica 
  • Nel caso di collaborazioni o consulenze o attività di docenza siamo ugualmente tenuti a emettere fatture con modalità elettronica (in quanto i dati di queste fatture non rientrano tra quelli dovuti per il Sistema Tessera Sanitaria) 

La conseguenza di tutto questo è che comunque siamo obbligati a impegnarci, individualmente o con il sostegno di intermediari, in questa nuova incombenza della “fatturazione elettronica”. 

Rimane un aspetto, che ritengo sconcertante, che deriva dalla applicazione puntuale dell’emendamento e che riguarda la situazione in cui un nostro paziente si opponga alla trasmissione dei suoi dati al Sistema Tessera Sanitaria ai sensi dell’Art. 3 del decreto che ha introdotto appunto il STS: in questo caso, poiché i dati non sono inviati, noi siamo obbligati a fatturare con modalità “fatturazione elettronica”. 

Praticamente il legislatore italiano ha emanato due leggi in perfetta contrapposizione tra loro, in quanto una dà al cittadino la possibilità di scelta su un aspetto della propria privacy e l’altra gli nega questa possibilità, obbligando noi medici a inviare all’Agenzia delle Entrate i dati che lo riguardano, senza nessuna possibilità di interloquire con i nostri pazienti. 

Forse questo è un aspetto che il Garante per la Privacy ha messo sotto osservazione quando ha emanato il Provvedimento nei confronti dell'Agenzia delle entrate sull'obbligo di fatturazione elettronica. Mantengo comunque forti dubbi sul fatto che questa sorta di “Grande Fratello” elettronico possa concedere al cittadino una possibilità di scelta su aspetti inerenti il proprio privato, in barba all’enfasi con cui l’Europa ci ha imposto il GDPR. 

Ricordo infine che sono esentati totalmente da emettere fatturazione elettronica tutti i professionisti e le attività che operano in regime forfettario. Quindi i dentisti che svolgono la loro opera solo come collaboratori con partita iva, che hanno scelto questo regime fiscale. Un’ultima annotazione sul fatto che questo esonero è stato concesso solo per l’anno 2019. 

Domenico Di Fabio: presidente ANDI Milano Lodi Monza Brianza

 
 

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