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22 Gennaio 2021

Team odontoiatrico e vaccini: ennesima occasione persa

Marin (ANTLO): ognuno a caldeggiare le proprie necessità, perché non si è fatto fronte comune? Davanti alla salute, misero rivendicare distinguo sindacali


Gentile direttore, Odontoiatria33 in queste settimane ha correttamente fotografato il caos vaccini in atto nel nostro Paese per quanto riguarda il settore, con i problemi nati da un piano vaccinale mal scritto e la conseguente rincorsa di Ordine e sigle sindacali delle varie professioni di settore a cercare –separatamente- di sensibilizzare le Regioni per fare vaccinare anche odontoiatri, assistenti, igienisti dentali ed odontotecnici.

 Ed anche in questa occasione il comparto dentale sembra aver evidenziato le sue lacune ataviche: il voler correre da soli cercando di ignorare coloro con cui si collabora da sempre. 

Noi odontotecnici, mai presi in considerazione da Ordine ed Associazioni sindacali degli odontoiatri, abbiamo autonomamente formulato e motivato la nostra legittima richiesta di priorità alla vaccinazione in quanto categoria a rischio, offrendo al contempo piena collaborazione nell’azione di coordinamento alle istituzioni nazionali e regionali. In alcune Regioni sono stati vaccinati il personale amministrativo delle ASL, gli informatori farmaceutici, ed altre categorie con un rischio ben più basso del nostro.

Nei nostri laboratori, pur considerando i protocolli di sanificazione e disinfezione concordati ed applicati, giungono dagli studi odontoiatrici materiali e prodotti potenzialmente a rischio, nonostante gli odontoiatri e tutto il personale di studio, anche amministrativo, stiano ottenendo (per ora solo in alcune regioni) il vaccino. E poi possiamo filosofeggiare su profilo professionale, su quanto impone il regio decreto, ma sappiamo tutti, e bene, che l’odontotecnico viene chiamato giornalmente in studio per ritirare impronte, a confrontarsi con l’odontoiatria su varie situazioni, per verificare insieme all’odontoiatra la protesi sul paziente. In alcune Regioni le istanze degli odontotecnici sono state comprese e siamo stati inseriti tra le categorie che otterranno il vaccino in questa prima fase, altre Regioni non ci hanno ancora risposto. 

Ma il problema non è quando e se tutti gli odontotecnici italiani saranno vaccinati, come cittadini lo saremo prima o poi tutti, ma perché ancora una volta non si è voluto avanzare richieste come comparto odontoiatrico?

Neppure davanti alla possibilità di tutelare la salute di coloro con cui da anni si collabora, si è scelto di sostenere le sole proprie istanze. E questo nonostante il comparto odontoiatrico, e gli odontoiatri su tutti, siano stati bellamente relegati tra gli operatori sanitari non prioritari, quelli che non merita preservare ed evitare che si contagino.

Le associazioni odontotecniche rappresentative hanno investito, e continuano a farlo, risorse e tempo non certamente per ottenere chissà quali meriti, ma per partecipare attivamente alla risoluzione di un problema serio ed importante: tutelare la salute dei lavoratori e dei cittadini.

Come sempre anche in questo caso si sono evidenziate lacune, disinformazione e preconcetti verso la nostra categoria che ci impongono, come associazioni di categoria di proseguire, unitariamente, il lavoro di tutela e salvaguardia degli odontotecnici italiani. 

Mauro Marin: presidente nazionale ANTLO

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