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28 Giugno 2016

Laurea in odontoiatria ottenuta in Romania. Il Ministero della Salute può richiedere misure compensative per le lauree conseguite dopo il 2003


Il Consiglio di Stato con la sentenza 2681/16 riconosce al Ministero della Salute la possibilità di rifiutare il riconoscimento automatico del titolo di laurea rilasciato da un'università rumena dopo il primo ottobre 2003 subordinando il riconoscimento al rispetto di misure compensativa (tirocinio o superamento prova attitudinale).

A dare notizia della sentenza l'ufficio legislativo della FNOMCeO che evidenza come i giudici abbiamo ritenuto che "il diniego di automatico riconoscimento del titolo professionale è ampiamente motivato con riferimento alle criticità del corso di studi seguito dall'appellato, che, attese le anomalie riscontrate, hanno impedito di ritenere adeguato il livello formativo raggiunto alle «condizioni minime di formazione», di cui all'art. 21 della Direttiva 2005/36/CE e all'art. 31 del D.lgs. n. 206 del 2007, che costituisce attuazione della direttiva, presupposto per il riconoscimento automatico del titolo rilasciato da una università rumena agli iscritti dopo il 1° ottobre 2003".

Sempre i giudici sottolineano nella sentenza che l'art. 61 della Direttiva europea, come modificato dalla Direttiva 2013/55/CE, consente allo Stato di applicare la deroga al regime di automatico riconoscimento dei titoli di formazione professionale in "odontoiatria" conseguiti all'estero, al fine di accertare le conoscenze, competenze e abilità effettivamente acquisite dallo studente italiano all'estero. Tale deroga è stata sostanzialmente autorizzata dalla Commissione europea con la nota del 23 aprile 2015, la quale ha ritenuto che «le autorità italiane potrebbero esaminare in base al regime generale quelle (domande) in merito alle quali nutrono ancora dubbi fondati per quanto concerne la conformità della formazione dei dentisti ai requisiti minimi».

Ricordiamo che l'Ateneo che ha rilasciato il diploma di laurea allo studente italiano l'Università "Titu Maiorescu" di Bucarest era tra quelli che in una nota di alcuni anni fa il Ministero della Salute aveva classificato come "da verificare".

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