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18 Luglio 2024

Laurea abilitante, arrivano i primi neolaureati

Prof.ssa Ottolenghi: una opportunità ed una sfida con l’obiettivo di consentire a tutti gli Atenei di arrivare alla scadenza del 2027/28 con lo stesso passo 

Norberto Maccagno

Istituita con la Legge 163/21, la laurea abilitante sta diventando una realtà anche per Odontoiatria.Gli Atenei avevano 7 anni per organizzarsi ed adeguare il programma formativo secondo le nuove regole, in prevalenza potenziando l’attività pratica degli studenti al sesto anno, ma alcuni abiliteranno i primi odontoiatri direttamente durante la prossima sessione estiva di laurea. La novità consiste proprio in questo, ottenere l’abilitazione all’esercizio della professione, necessaria per iscriversi all’Albo e quindi poter esercitare, già con l’esame finale del corso di studi. 

Ad oggi sono 12 gli Atenei già pronti a adottare la nuova normativa: Brescia, Genova, Messina, Milano Bicocca, Milano San Raffaele, Milano Statale, Pavia, Roma Sapienza, Salerno, Siena, Trieste,Varese. 

E’ una sfida che stiamo affrontando con molto impegno da parte di tutte le sedi italiane, lavorando per non lasciare indietro nessuno”, dice ad Odontoiatria33 la prof.ssa Livia Ottolenghi (nella foto), presidente della Conferenza permanente dei presidenti dei corsi di laurea in Odontoiatria e protesi dentaria. “Come Conferenza, insieme al Collegio dei Docenti, stiamo supportando tutte le Università per organizzarsi ed arrivare pronte al momento dell’attivazione”. 

Se la laurea abilitante ha come novità quella di intensificare e certificare la formazione pratica del futuro dentista, questo rappresenta anche la criticità che alcune sedi universitarie devono risolvere. 

Le tradizioni delle varie sedi universitarie italiane sono differenti così come le strutture a disposizione e l’organizzazione. Stiamo facendo un’analisi puntuale che consentirà anche di raccogliere le criticità, dove ci sono, e dare un supporto per risolverle. Stiamo organizzando gruppi di lavoro, linee guida, una serie di operatività e procedure comuni, per offrire soluzioni ai problemi. L’obiettivo è consentire a tutti di arrivare alla scadenza del 2028 con lo stesso passo, o comunque con un passo che si basi su standard qualitativi certi”, continua la prof.ssa Ottolenghi.“Vogliamo approfittare di questa novità legislativa per dare un impulso qualitativo di crescita importante al percorso formativo dei nostri studenti, perché è un'assunzione di responsabilità da parte dell'Accademia, ma anche per dimostrare la salute e la qualità del sistema di formazione odontoiatrica nel nostro Paese”.  

Incentivare la formazione pratica degli studenti in odontoiatria necessita pazienti da curare, cosa che non mancano nel pubblico, dove invece mancano spesso strutture e professionisti per farlo. 
La laurea abilitante potrà aiutare il Sistema Sanitario Regionale a dare risposte all’assistenza odontoiatrica pubblica? 

Questo non è un problema, le Università sono quasi tutte pronte, inserite in contesti ospedalieri assistenziali, molte hanno le loro cliniche universitarie. Il problema può nascere in alcune realtà nuove che devono trovare ancora una realtà assistenziale solida e dalle differenti situazioni dei vari SSR, dalla burocrazia, dalla mancanza di una cultura verso la salute orale degli amministratori pubblici. Si deve lavorare per fare capire quanto sia virtuoso il lavoro che i nostri studenti ed i loro tutor possono dare ai cittadini. Certamente il supporto che l’Università può dare all'odontoiatria pubblica è enorme, ma penso che sia importante – dice la prof.ssa Ottolenghi- trovare dei sistemi che diano delle risposte vere alle necessità di trattamento della salute orale della popolazione sul nostro territorio garantendo al tempo stesso la formazione dei nuovi professionisti”. 

Infine, il rapporto con l’Ordine, con l’Albo degli odontoiatri che la norma indica come uno dei componenti della Commissione d’esame che valuterà la formazione dei futuri dentisti. 

La legge lo prevede e stiamo lavorando di comune accordo con la CAO Nazionale per individuare percorsi operativi e linee guida. Poi questo dovrà essere applicato a livello territoriale nelle singole sedi di corso di laurea dalle Commissioni di Albo provinciali; saranno loro una delle componenti del processo di valutazione dei nuovi laureati”.   


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