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14 Aprile 2023

L’equo compenso è legge ma permangono i dubbi per l’odontoiatria

Potrebbe regolamentare il rapporto di convenzione tra odontoiatri ed i fondi e le assicurazioni ma c’è l’incognita Società di capitale e manca il tariffario indicativo


Via libera definitivo della Camera che, in seconda lettura ha approvato (213 sì, 59 astenuti, nessun no), la proposta di legge riguardante disposizioni in materia di equo compenso delle prestazioni professionali introducendo il principio secondo il quale ad ogni prestazione professionale debba corrispondere un compenso commisurato alla prestazione svolta. 

In realtà l’applicazione pratica di questo principio presenta molti limiti, soprattutto per il settore odontoiatrico a cominciare da chi dovrà rispettarlo. Infatti vengono regolamentati solo i contratti tra professionisti (anche in forma associata o societaria) e imprese bancarie ed assicurative “nonché delle loro società controllate, delle loro mandatarie e delle imprese che nell'anno precedente al conferimento dell'incarico hanno occupato alle proprie dipendenze più di cinquanta lavoratori o hanno presentato ricavi annui superiori a 10 milioni di euro”. 

La norma potrebbe quindi interessare i rapporti contrattuali tra odontoiatri e fondi o assicurazioni per quanto riguarda la sanità integrativa, mentre difficilmente potrà essere applicata ai contratti di collaborazione con i Gruppi odontoiatrici. 

Altro punto critico la questione società odontoiatriche

Come aveva sottolineato ad Odontoaitria33 il Segretario AIO Danilo Savini, la possibilità di esercitare l’attività odontoiatrica attraverso le società di capitale e non solo delle Stp come invece per le altre professioni, potrebbe comportare la scelta di assicurazioni e fondi di abbandonare le convenzioni con gli studi odontoiatri tradizionali per orientarsi verso le società in mano al capitale, quindi non sotto il controllo dell’Ordine e quindi non tutelate da questa legge. Altro punto critico per l’odontoiatria, i tariffari di riferimento che la normativa affida per la loro definizione agli Ordini professionali.

Ad oggi la FNOMCeO non ha ancora ufficializzato un tariffario minimo, peraltro richiesto da tempo anche in ambito medico legale. Inoltre la normativa non solo rende nullo il contratto tra professionista ed impresa se non rispetta il compenso minimo ma prevede anche la sanzione del professionista che firma contratti con compensi al di sotto di quella soglia. Sanzioni che dovranno essere definite dai singoli Ordini.  


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