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01 Ottobre 2025

Legge delega sui compensi dei liberi professionisti

L’obiettivo è quello di predisporre una revisione organica e aggiornata delle tariffe professionali applicabili dagli iscritti ad Albi o Ordini professionali


Parlamento camera

Ha iniziato il 24 settembre 2025 il suo Iter alla Camera dei deputati una nuova proposta di legge delega sulla definizione dei compensi ai liberi professionisti che potrebbe portare ad un sistema aggiornabile che si basa su tariffe minime sotto alle quali non i professionisti non possono scendere. Il testo (A.C. 2456) era stato depositato il 12 giugno 2025, ed è ora all'esame della commissione Giustizia in sede referente.

Il provvedimento punta rivedere i criteri di determinazione dei compensi per i liberi professionisti iscritti ad Albi o Ordini professionali.

L'obiettivo principale, si legge nel testo che accompagna il DDl, è aggiornare e riorganizzare le tariffe professionali, tenendo conto delle attuali condizioni economiche e sociali, dell'inflazione e delle crescenti responsabilità dei professionisti. La proposta, delega il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi per attuare questa riforma. 

Perché è necessaria una revisione?

La proposta di legge nasce dalla consapevolezza che il sistema attuale, basato su parametri di riferimento introdotti con il "decreto liberalizzazioni" del 2012. Secondo il testo, sebbene quel regime fosse coerente con la liberalizzazione del mercato, ha sollevato problemi riguardo all'adeguatezza e all'equilibrio economico delle prestazioni professionali. I liberi professionisti oggi svolgono funzioni sempre più complesse e articolate, e il disegno di legge intende colmare le lacune normative, viene sottolineato.

Chi è interessato e come funzionerà la riforma?

Questa delega riguarda tutti i liberi professionisti iscritti ad albi o ordini professionali. Il Governo, entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge, dovrà adottare uno o più decreti legislativi per rivedere i criteri di calcolo dei compensi.

Questi i principi guida per questa riforma, indicati all'articolo 2 del disegno di legge:

  • Equità e adeguatezza: I compensi dovranno essere equi, adeguati e aggiornati, considerando il tasso di inflazione ISTAT e le evoluzioni del mercato.
  • Parametri di riferimento: I compensi saranno determinati sulla base di parametri di riferimento specifici per ogni professione, da stabilire con decreti ministeriali. Tali parametri dovranno prevedere un aggiornamento periodico, anche automatico, in base agli indicatori economici nazionali.
  • Coinvolgimento degli Ordini: Sarà obbligatorio il coinvolgimento dei consigli o collegi nazionali degli ordini e delle professioni nella predisposizione dei decreti ministeriali attuativi. Si prevede inoltre l'istituzione di commissioni tecniche, composte da esperti e rappresentanti degli ordini, per la revisione dei parametri.
  • Trasparenza e vigilanza: I parametri di riferimento dovranno essere pubblici e trasparenti per garantire certezza nella determinazione dei compensi. Ai consigli nazionali sarà affidata la funzione di vigilanza e l'adozione di poteri disciplinari, con la possibilità di sanzionare o segnalare condotte che prevedono onorari inferiori ai minimi stabiliti.


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