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15 Gennaio 2024

ISCRO 2024: le novità dell’indennità per (qualche) lavoratore autonomo


La legge di bilancio 2021, n. 178 del 2020, ha istituito l'Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO) per gli autonomi in situazioni di difficoltà dovute a un forte calo di fatturato. La misura è sperimentale per il triennio 2021-2023 e si rivolge ai professionisti e lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS. 

L'ISCRO è un'indennità semestrale, richiedibile una sola volta nel triennio, pari al 25% dell'ultimo reddito dichiarato. 

La legge di bilancio 2024 stabilizza l'ISCRO, ampliando i requisiti di accesso per favorire una maggiore adesione, mentre l'importo e la durata rimangono invariati.
La misura mira a sostenere gli autonomi in situazioni di difficoltà economica, con una maggiore attenzione agli aggiornamenti personalizzati e un'apertura a un numero più ampio di beneficiari.

Possono accedere all’Indennità Iscro 2024 i soggetti iscritti alla Gestione separata, quindi per il settore dentale gli igienisti dentali, che esercitano per professione abituale attività di lavoro autonomo connesso all’esercizio di arti e professioni.

In aggiunta, i richiedenti devono: 

  • non essere titolari di trattamento pensionistico diretto e non essere assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie;
  • non essere beneficiari di Assegno di inclusione;
  • aver prodotto un reddito di lavoro autonomo, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, inferiore al 70% della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei due anni precedenti all’anno precedente alla presentazione della domanda;
  • aver dichiarato, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, un reddito non superiore a 12.000 euro, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati rispetto all’anno precedente la presentazione della domanda;
  • essere in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria;
  • essere titolari di partita IVA attiva da almeno tre anni, alla data di presentazione della domanda, per l’attività che ha dato titolo all’iscrizione alla gestione previdenziale in corso.  


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