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16 Ottobre 2024

Il trattamento precoce con Invisalign® First: le chiavi di successo per un trattamento predicibile

Caso clinico del Dott. Andrea Conigliaro e della Dott.ssa Federica Casella in cui viene mostrato come il sistema Invisalign® First risulti efficace nel raggiungimento degli obiettivi del trattamento di fase 1

Dott. Andrea Conigliaro e Dott.ssa Federica Casella

AutoriDott. Andrea Conigliaro e Dott.ssa Federica Casella

L’ortodonzia preventiva ed intercettiva mira ad eliminare i fattori eziologici delle malocclusioni dentarie per ripristinare la crescita fisiologica. Pertanto, si propone l’obiettivo di guidare lo sviluppo fisiologico delle basi ossee facciali e di fornire lo spazio adeguato per i denti permanenti in arrivo.  Il trattamento precoce può essere la scelta migliore per un paziente il cui problema, qualora non trattato nel tempo, potrebbe diventare più complesso.

Dal 2018, grazie all’introduzione del sistema Invisalign® First, è possibile trattare il paziente bambino migliorando l'estetica del suo sorriso con un impatto positivo sull' autostima. In questo, gli allineatori trasparenti Invisalign sono particolarmente indicati per i pazienti in crescita in modo da offrire un trattamento efficace e confortevole.

Il trattamento con Invisalign First, trattamento di fase 1, richiede che il paziente:

  1. Sia in dentatura mista precoce (bambini generalmente fra i 6 e 10 anni);
  2. Abbia i primi molari permanenti erotti ed almeno due incisivi erotti per i 2/3.

Le condizioni cliniche comunemente affrontate con Invisalign First includono lo sviluppo della forma d’arcata con espansione dento-alveolare e spaziatura/affollamento (allineamento anteriore).



Il paziente si presenta alla mia osservazione all’età di 7 anni accompagnato dai genitori per una prima visita ortodontica (Fig. 1-6).



Immagine1

Fig. 1



 
 

Foto 2

Fig. 2



Foto 3

Fig. 3



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Fig. 4



 
 

Immagina 5

Fig. 5



Foto 6

Fig. 6



Dall’analisi del viso in visione frontale si risconta una simmetria del volto con proporzioni armoniche ed una buona competenza labiale. (Fig. 7,8)



 
 

Foto 7

Fig. 7



Foto 8

Fig. 8



L’analisi del profilo denota un paziente con un profilo concavo, angolo naso-labiale corretto. I valori cefalometrici evidenziano normodivergenza delle basi ossee (SnaSnp^GoMe = 25,6°), I classe scheletrica con tendenza alla III classe ed angolo goniaco aperto. (Fig. 9,11).



 
 

Foto 9

Fig. 9



Immagina10

Fig. 10




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Fig. 11



 
 

L’analisi intraorale dell’occlusione evidenzia la presenza di crossbite posteriore, contatto testa a testa degli elementi anteriori, overjet ridotto, tendenza al morso aperto, estrusione degli elementi 36 e 46. (Fig 12-14).



Foto 11

Fig. 12



Foto 12

Fig. 13



 
 

Foto 14

Fig. 14



Dallo studio intraorale e dell’ortopantomografia si evince un’eruzione ectopica dei primi molari permanenti, in particolare degli elementi 1.6 e 2.6.


L’eruzione ectopica dei primi molari permanenti è un disturbo caratterizzato da un percorso mesiale eruttivo che blocca il dente permanente sotto il sottosquadro distale creato dal secondo molare deciduo. Questo fenomeno provoca differenti gradi di riassorbimento radicolare del dente deciduo. Questo quadro clinico può verificarsi unilateralmente o bilateralmente. (Fig. 15)



Foto 15

Fig. 15



 
 

In questo caso è presente un riassorbimento radicolare degli elementi 55-65 con rischio di esfoliazione precoce.


Per la decisione terapeutica e diagnostica è utile rifarci ad una classificazione (Young 1957):

1. The hold type (irreversibile): il molare permanente rimane bloccato sotto il molare deciduo provocandone nel tempo l’esfoliazione precoce.

2. The jump type (reversibile): l’eruzione ectopica si autocorregge consentendone la fisiologica eruzione.

In questo caso i vantaggi dell’utilizzo di Invisalign First lo rendono particolarmente efficiente; possiamo effettuare movimenti asimmetrici intra-arcata o inter-arcata (contrazione inferiore ed espansione superiore) e coordinamento delle arcate. (Fig 16-20)



Foto 16

Fig. 16



Foto 17

Fig. 17



 
 

Foto 18

Fig. 18



Foto 19

Fig. 19



Foto 20

Fig. 20



 
 

Il trattamento pianificato prevede l’espansione dento-alveolare dell’arcata superiore per riacquistare e ripartire in modo simmetrico attraverso la correzione del torque nei settori latere-posteriori. All’arcata inferiore si effettua una contrazione sfruttando gli spazi inferiori e lingualizzando gli elementi dentari.

È stata programmata una distorotazione e distalizzazione degli elementi 16 e 26, risoluzione del morso crociato anteriore e posteriore. Inoltre, è stato previsto di mantenere 55 e 65 il più a lungo possibile, utilizzandoli come mantenitori di spazio naturali. È necessario effettuare il prima possibile la risoluzione del contatto testa a testa tra incisivi superiori e inferiori che agisce come uno stop fisiologico per la crescita della mandibola. (Fig. 21, 22)



Foto 21

Fig. 21



Foto 22

Fig. 22



 
 

I risultati finali soddisfano tutti gli obiettivi prefissati nella prima fase di trattamento: risoluzione del morso crociato posteriore e del contatto testa a testa degli anteriori, Overjet corretto, intrusione di 36 e 46, fisiologica eruzione e distalizzazione di 16 e 26. (Fig. 23-33)



Foto 23

Fig. 23



Foto 24

Fig. 24



 
 

Foto 25

Fig. 25



Foto 26

Fig. 26



Foto 27

Fig. 27



 
 

Foto 28

Fig. 28



Foto 29

Fig. 29



Foto 30

Fig. 30



 
 

Foto 31

Fig. 31



Foto 32

Fig. 32



Foto 33

Fig. 33



 
 

I valori cefalometrici denotano un controllo dei valori sagittali e verticali con incremento positivo dei valori dentali. (Fig 34,35)



Foto 34

Fig. 34



Foto 35

Fig. 35



 
 

Conclusioni

La fase intercettiva del trattamento ortodontico risulta cruciale per migliorare l’efficienza della seconda fase del trattamento. Grazie ad Invisalign First, in modo predicibile è possibile ottenere, con un maggior confort e compliance del piccolo paziente, tutti gli obiettivi della fase 1:

1. Espansione dento-alveolare delle arcate con una buona riconformazione delle stesse;

2. Rimozione delle interferenze che possono ostacolare il corretto riposizionamento della mandibola;

3. Gestione ottimale degli spazi per garantire la permuta degli elementi permanenti.


Con il contributo non vincolante di Invisalign

Autori:

Dott. Andrea Conigliaro

Laurea in Medicina e Chirurgia (Università degli Studi di Catania), 2012.  Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria (Universidad Europea de Madrid), 2015.  Master di II livello in Ortognatodonzia (Università degli Studi di Palermo), 2018.  Certificazione Invisalign, 2014.     

Dott.ssa Federica Casella

Laurea in Odontoiatria e Protesi dentaria presso L’Università degli Studi di Catania nel 2020; ⁠Iscrizione presso l’Albo Provinciale degli Odontoiatri di Catania nel 2021.

 
 

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

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