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05 Febbraio 2023

L’importanza di spiegare al paziente

Un paziente non soddisfatto del lavoro del suo dentista si rivolge al prof. Gagliani per un consulto. Il lavoro era stato fatto bene ma non era stato condiviso con il paziente e lui era quindi scontento. Un Agorà del Lunedì per riflettere

di Massimo Gagliani


Il Professor Luca Pani, in occasione del decennale di EDRA (auguri!), ha fatto un intervento, come spesso gli accade, illuminante; portando alla ribalta le stupefacenti tecnologie di cui il mondo medico dispone, non ha perso l’occasione di ritornare sul tema della cosiddetta “Medicina delle Quattro P”, ovvero Predittiva, Preventiva, Personalizzata, Partecipativa. Essi rappresentano i capisaldi di un modello di medicina clinica, che offre concrete opportunità volte a modificare il paradigma sanitario: tra esse, la partecipazione del singolo diventa chiave di volta per mettere in pratica gli altri tre aspetti su ciascun paziente.  

L’altro giorno si è presentato alla mia osservazione, per una “second opinion”, un paziente che non era soddisfatto dell’operato di un collega. A suo dire si era ritrovato tutti i denti dell’arcata superiore in una “fissazione”, termine antico per definire un manufatto protesico che comprendesse elementi dentali contigui connessi, senza il suo consenso… il lavoro, peraltro, sembrava, ed era, ben fatto.  

Come una persona non sia partecipata di questo evento mi risulta strano, a meno che non venga proditoriamente addormentato; ma questo episodio, tuttavia, sancisce ancora una volta l’importanza della comunicazione (e qui so di solleticare il mio amico Tamà Guastamacchia) nel gestire il rapporto medico-paziente.  

Un’errata comunicazione – sia essa nei modi o nei contenuti, non fa differenza – compromette un lavoro che, riguardo le precedenti voci, era stato condotto in modo Preventivamente, “Predittivamente” e Personalmente idoneo.  

Che sia stato usato un linguaggio poco chiaro? Che il paziente abbia detto di capire, senza averlo realmente fatto?  

Rimane il fatto che il paziente si sia rivolto ad altro collega e che, fortunatamente, siano risultati assenti aspetti di tipo medico legale; il tutto per non aver speso qualche parola in più al fine di coinvolgerlo in una scelta che determinava un cambiamento radicale nella sua vita?  

È una strana riflessione di questi tempi ove la tecnologia offre montagne di documenti mentre l’Odontoiatria dei nostri padri aveva solo disegnini su fogli bianchi.


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