Rossi: “serve etica e non si accettano richieste di amicizia dai pazienti”. Di Donato (CAO): l’informazione deve essere veritiera ed attenzione a non incorrere in violazioni deontologiche
I medici e dentisti sono sempre più presenti sui social media, ma la loro comunicazione online necessita di maggiore consapevolezza, etica e professionalità. È questo il messaggio lanciato dall’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Milano (OMCeOMI), che ha presentato il primo corso FAD dedicato al corretto utilizzo dei social da parte dei professionisti della salute.
Secondo un’indagine condotta dall’OMCeO Milano, il 90% dei medici e dentisti milanesi possiede un profilo social, ma solo uno su quattro lo utilizza in modo esclusivamente professionale. Tra gli obiettivi principali di chi è attivo online spiccano la divulgazione sanitaria (63%), la formazione continua (56%) e l’aggiornamento scientifico (51%). Tuttavia, il 65% degli intervistati ha ammesso di avere dubbi su privacy e deontologia, e solo il 25% si sente davvero preparato sulle implicazioni etiche della comunicazione digitale.
L’indagine è stata anche l’occasione per presentare una serie di raccomandazioni operative, pensate per guidare i professionisti nell’uso corretto dei social media.
Tra le indicazioni principali:
“Le informazioni diffuse devono essere fondate su basi scientifiche”, afferma in una nota il presidente dell’OMCeOMI, Roberto Carlo Rossi. “È fondamentale riconoscere le fonti attendibili e contrastare le fake news, che possono danneggiare la salute pubblica e la reputazione del medico”.
A sottolineare l’importanza del tema è anche Giampaolo Di Donato, odontoiatra e componente della Commissione Albo Odontoiatri di Milano:“Ci sono cose che si possono dire, altre che vanno evitate. Vietati i messaggi suggestivi, ingannevoli o denigratori. Obbligatorio invece fornire un’informazione veritiera, documentabile, sempre orientata alla tutela della salute pubblica. Attenzione quindi a non incorrere in violazioni che possono tradursi in sanzioni o conseguenze legali”.
Il corso rappresenta un vero e proprio cambio di paradigma. “Serve un salto culturale”, ha spiegato Fabrizio Gervasoni, medico e curatore dell’indagine. “Comunicare –dice- non significa banalizzare, ma saper tradurre la complessità in modo chiaro e responsabile. La reputazione online è parte integrante dell’identità del medico”.
Anche Angelica Giambelluca, social media manager dell’OMCeOMI, ha ribadito che la presenza online dei medici non è più opzionale: “È importante esserci, posizionarsi in modo autorevole e contribuire a una narrazione corretta dei contenuti sanitari. Una divulgazione che deve essere etica, rigorosa e coerente con la deontologia”.
Il corso
Il corso attivato dall’OMCeOMI affronta anche aspetti psicologici e cognitivi della comunicazione digitale. “Conoscere i bias cognitivi ci aiuta a comunicare in modo più efficace”, ha spiegato la psicologa Valeria Fazio. E Maria Teresa Zocchi, responsabile scientifica del corso, ha ricordato che “il medico è medico anche quando non sta svolgendo il proprio lavoro”.
Il corso, rivolto agli iscritti all’OMCeOMi, è disponibile dal 3/7/2025 al 31/12/2025 e fornirà 9 crediti ECM. Per iscriversi accedere con SPID o CIE all’area riservata del sito www.omceomi.it.
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