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17 Aprile 2023

Cementi bioattivi: il nuovo Eldorado endodontico?

Per il prof. Gagliani potrebbero essere di grande utilità, a patto che vengano utilizzati in modo consono per non vanificare un materiale della caratteristiche uniche

di Massimo Gagliani


Non è la prima volta che giro attorno ai cosiddetti cementi endodontici “bioattivi”; sono veramente il nuovo Eldorado – luogo immaginifico di alcune civiltà pre-colombiane – della disciplina più fastidiosa per l’odontoiatra medio (non lo dico io, lo dicono i sondaggi di costume…)?  

I principi che generarono questi materiali sin dalla fine del secolo scorso furono, come spesso accade, tra il casuale e l’annunciato: ai primi tempi del Mineral Trioxide Aggregate (MTA), materiale prodigioso che ha cambiato la prognosi di molta endodonzia, ci fu chi andò dal “magutt” (muratore in milanese) di fronte a casa a farsi dare del cemento per edilizia, da cui il MTA era derivato. In questo contesto sono stati anche lungimiranti due ricercatori italiani, il professor Prati e la professoressa Gandolfi, che sui cementi calcio silicati hanno prodotto una vasta letteratura. Oggi assistiamo a un proliferare insistente di prodotti commerciali a riguardo e i primi risultati non sono malvagi, anzi.  

Ma qui arriva il bello.   Sempre per citare le mie origini, ricordo perfettamente mio padre che mi rammentava una pasta miracolosa degli anni cinquanta: TRIO. “Pasta TRIO vai con Dio!” era lo slogan che accompagnava quell’endodonzia legata alle paste per l’otturazione canalare. Poi venne l’ondata della guttaperca riscaldata e oggi, quasi fossimo in una perfida altalena, ritorniamo alle paste, nobilitate col termine di cementi bioattivi.  

La paura che questa sia un’oscillazione della moda endodontica attanaglia i più conservatori, affascina gli innovatori e scatena i compromessi.  

Ho sviluppato una modesta esperienza a riguardo e sono sinceramente fiducioso che questa innovazione possa essere di grande utilità alla disciplina endodontica a patto che non venga trattata come la gonna delle signore; un omaggio alla trasgressiva Mary Quant.   Come sempre saranno i modi corretti di attuazione del protocollo a darci le risposte; date per scontate le capacità di questi cementi, cerchiamo di utilizzarli nella pratica con modi consono, altrimenti, mescolando tecniche e usi, vanificheremo un materiale che ha delle caratteristiche uniche, utilissime alla salute dei pazienti.  

Sul tema il prof. Dino Re ha dedicato un suo Clinical Arena con il dott. Mario Lendini ed il prof. Nicola Grande. Lo potete vedere a questo link.  

 
 

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