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18 Dicembre 2015

Pubblico e privato in odontoiatria. Deli (Soci): il punto fermo deve rimanere l'approccio etico


"Quello che oggi deve unire l'odontoiatria, che si parli di pubblico, di privato o di privato sociale, è un corretto rapporto, fondato sull'etica, tra il medico e il paziente, che deve essere messo in condizione di comprendere e partecipare alle scelte terapeutiche». Come riferisce Roberto Deli, presidente nazionale della Società di odontoiatria di comunità italiana (Soci) e direttore dell'Istituto di Clinica odontoiatrica dell'Università Cattolica di Roma, è questo uno tra i principali concetti emersi nel corso del VII Congresso nazionale della Società, che si è tenuto nei giorni scorsi a Roma.

"L'odontoiatria pubblica e privata non devono essere in antitesi - sostiene Deli - ma collaborare per offrire un risultato eticamente valido, sia che le prestazioni vengano pagate di tasca propria dal cittadino che attraverso un ticket".

L'odontoiatria pubblica tratta oggi una percentuale ridotta della popolazione: "sono quelli a cui vengono erogati i Lea (Livelli essenziali di assistenza) attraverso la scelta etica con cui lo Stato e le Regioni si accollano il carico economico, affinché anche le fasce più disagiate abbiano accesso alle cure odontoiatriche. Le aziende sanitarie locali si trovano però ad affrontare il difficile problema di dover far fronte a spese molto elevate, perché la maggioranza dei cittadini si rivolge al privato e chiaramente la prestazione sanitaria ha un costo che proporzionalmente risulta più difficile da ammortizzare con pochi pazienti".

Ma anche il settore privato si trova oggi davanti a sfide difficili e il presidente Soci rileva la confusione dei cittadini che spesso non capiscono come mai, per prestazioni apparentemente identiche, gli odontoiatri applichino tariffe a volte molto diverse tra loro.

"Sarebbe opportuno - a parere del professore romano - che gli odontoiatri si mettessero intorno a un tavolo per discutere di tariffari, nomenclatori e modalità di erogazione delle prestazioni. Se uno usa materiali particolarmente costosi è giusto che gli venga riconosciuta una prestazione ad alto valore aggiunto, così se uno è un grandissimo esperto è giusto che gli venga pagata questa esperienza, ma nello stesso tempo l'odontoiatria pubblica non deve essere il luogo dove, siccome ci vanno gli emarginati, si fanno prestazioni di scarsa qualità. In questo dualismo si sono poi inserite le catene di cliniche odontoiatriche, che fanno un discorso più speculativo e danno al paziente qualcosa di meno costoso rispetto all'odontoiatra privato ma comunque più caro rispetto al pubblico, suscitando molti dubbi riguardo alla qualità".

Tra odontoiatria pubblica e privata esistono comunque percorsi alternativi, come quello del cosiddetto "privato sociale", messo in campo proprio al Policlinico universitario Gemelli di Roma: "Siamo riusciti a creare nuove opportunità dando al paziente la possibilità di rivolgersi a un odontoiatra privato che però opera all'interno della struttura pubblica, dove si possono erogare prestazioni a costi più bassi; allo stesso tempo l'azienda incassa del denaro che può servire anche per i Lea. Insomma il sistema può e deve essere rivisto".

Renato Torlaschi

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