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17 Giugno 2016

Laser Si laser No. Il presidente SILO commenta la presa di posizione del presidente SIdP


Continuano a giungere in redazioni commenti a quanto affermato da SIdP sul tema dell'efficacia dell'utilizzo del laser nella cura della parodontite.

Questa volta a chiederci di dare voce al commento del suo presidente, Paolo Vescovi (nella foto) è la SILO (Società Italiana di Laser in Odontostomatologia).

Gentilissimo dott. Gatti,

è inutile dirti che il comunicato ANSA "Laser per curare le gengive, gli esperti invitano alla cautela" a cura della SIdP ha suscitato un certo stupore, non tanto nella popolazione dei potenziali fruitori, quanto nel mondo odontoiatrico.

Per questo motivo, come Presidente della SILO (Società Italiana di Laser in Odontostomatologia), facendomi portavoce dell'intero Direttivo societario, al cui interno mi piace sottolineare la presenza anche di colleghi che fanno parte del Board della European Division della WFLD (World Federation for Laser in Dentistry), desideriamo congiuntamente puntualizzare alcune considerazioni in relazione alla tua suddetta nota.

Da un'analisi condotta sul database di ricerca più diffuso (PubMed) abbiamo reperito 1433 articoli internazionali indexati (il primo del 1970) inerenti l'impiego del laser in parodontologia. I lavori presenti nella letteratura internazionale, comprese le metanalisi, non sono esattamente concordi, come spesso accade in ogni campo medico specialistico nella gestione terapeutica di qualunque patologia. Il giudizio lapidario circa l'assoluta inutilità della tecnologia laser nel campo gestionale delle patologie del parodonto e delle perimplantiti ci pare assolutamente azzardato e non corretto come messaggio sia per i pazienti, sia per gli odontoiatri "non esperti" nei nostri reciproci ambiti. La letteratura specialistica è ricchissima di studi in vitro, ex vivo e su animali, molti effettuati tra l'altro da parodontologi appartenenti ad Università e gruppi di ricerca italiani, europei e statunitensi, che confermano l'effetto battericida di numerose lunghezze d'onda sulle speci parodontopatogene, la loro azione su cellule endoteliali, cheratinociti, fibroblasti e osteoblasti e l'induzione di diversi fattori di crescita.

Nessun lavoro serio in letteratura scientifica internazionale ha mai sostenuto nell'uomo, la superiorità del solo laser sui trattamenti convenzionali nella terapia causale delle parodontopatie. La stragrande maggioranza degli studi, la quasi totalità aventi gruppi controllo, sancisce che il laser, nel campo della terapia fotodinamica e della biomodulazione, rappresenta un ausilio aggiuntivo alla terapia meccanica non chirurgica ed alla terapia chirurgica. Conveniamo senz'altro con te che nell'ambito della serietà scientifica, non possano rientrare tutti quegli articoli, anche se pubblicati su riviste con impact factor, che gridano a cure miracolistiche per puro intento di mercato

Alla luce dei reiterati richiami che giungono dalla WHO (Antimicrobial resistence. Global report on surveillance. 2014) e dal Centro nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell'Istituto Superiore di Sanità (report febbraio, aprile, giugno 2016) sul preoccupante trend della antibiotico resistenza, la possibilità di avere a disposizione uno strumento che, se

correttamente utilizzato, è in grado di ridurre la carica batterica locale è da ritenersi un supporto di utilità da non sottovalutare a priori.

Il solo principio di "equivalenza" tra una qualsiasi terapia medica additiva (sistemica o locale) e il laser permetterebbe di supportare senza dubbio questa opzione terapeutica scevra da effetti collaterali, allergie e limitazioni nella selezione dei pazienti.

Siamo convinti che lo sviluppo scientifico e tecnologico nel campo laser, senza inseguire sterili "modernismi", abbia portato e porterà a dei vantaggi sempre maggiori per i pazienti e per gli stessi operatori.

Sono numerosi i dentisti che in Italia utilizzano un laser come supporto alle terapie odontoiatriche incluse quelle parodontali e non posso pensare che siano tutti millantatori spinti da un miraggio di marketing e di facile guadagno. La SILO ha sempre sostenuto l'assoluta necessità di una corretta formazione culturale per gli utilizzatori di questa tecnologia e ribadito con fermezza che l'impiego di un laser non crea il "buon parodontologo" come il buon endodontista o chirurgo orale. Abbiamo sempre rifiutato di coinvolgere nella nostra Società e nei nostri eventi scientifici chi propagandava risultati miracolistici o chi proponeva soluzioni tecnologiche legate ad interessi aziendali. Riteniamo però che chiunque impieghi il laser in odontoiatria con competenza ed assoluta onestà intellettuale (e sono tanti appartenenti alla nostra come alla vostra Società Scientifica), supportato dall'esperienza di specialisti nazionali e internazionali e dalla conoscenza della letteratura, debba essere assolutamente tutelato.

Avremmo certamente apprezzato che la SIdP avesse considerato di realizzare unitamente alla SILO, una risposta comune per offrire alla popolazione ed agli stessi dentisti, un'informazione più oggettiva e corretta.

Rimaniamo, insieme ai colleghi del Direttivo della SILO, a disposizione per confrontare le reciproche posizioni in merito alla questione dibattuta, confidando che questo episodio possa rappresentare la base di partenza per realizzare un proficuo percorso comune di approfondimento delle reciproche conoscenze scientifiche scevro da inutili pregiudizi.

Sull'argomento leggi anche:

8 Giugno 2016: Parodontite e laser, scoppia la polemica tra SIdP e LEAD. Utile o non utile il suo utilizzo?

| 10 Giugno 2016: SIdP risponde alla polemica sul Laser. Gatti: siamo aperti alle novità ma attenzione a''restare abbagliati'' dal nuovo se non validato scientificamente


15 Giugno 2016: Laser Si laser No. Anche AIOLA critica le affermazioni di SIdP

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