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18 Luglio 2016

Progetto EASY Test, conclusa la prima fase di sperimentazione sul test salivare. Polizzi (San Raffaele), ottime indicazioni per la prevenzione dell'epatite C


Attivare comportamenti di prevenzione adeguati ai fini della salute nelle diverse condizioni di vita, grazie a campagne di sensibilizzazione diventa un momento di discussione concreta ed educativa sulle modalità di trasmissione delle più comuni malattie virali, come il virus dell' HCV.

Il progetto EASYT est ha come obiettivo proprio quello di educare e sensibilizzare i pazienti anche attraverso odontoiatri ed igienisti dentali adeguatamente formati ad utilizzare un test che possa individuare i pazienti affetti ed effettuare una attività informativa per stimolare una corretta igiene comportamentale, intesa come primaria fonte di cura di se stessi e del proprio corpo, dal momento che le sane abitudini di vita sono il primo passo per preservare la propria salute, promuovendo così la prevenzione della malattia.

Il progetto è stato attivato in collaborazione di ricerca tra il dipartimento di Malattie Infettive (Direttore prof. Lazzarin) e il Dipartimento di Odontoiatria (Direttore prof. Gherlone) e svolto all'interno del Centro di Igiene Orale e Prevenzione del cavo orale (Responsabile dott.ssa Polizzi) promosso dall'IRCCS Ospedale San Raffaele Gruppo Ospedaliero San Donato, e il sostegno di Anlaids, EpaC e ASL Milano.

L'EASY Test è un test rapido su saliva per l'individuazione di anticorpi specifici dei virus HCVche consente di fornire ai pazienti una risposta entro pochi minuti dal prelievo salivare.

Il test salivare rileva in 20 minuti gli anticorpi presenti nella saliva.

"La diagnosi è fondamentale per identificare eventuali pazienti a rischio di infezione, per stili di vita e per promuovere la prevenzione", spiega ad Odontoaitria33 la dott.ssa Elisabetta Polizzi (nella foto).

L' obiettivo comune è incaricarsi dell'utente dalla fase di sensibilizzazione ed educazione, procedendo per la fase di identificazione della risposta immunitaria e nel caso di positività, grazie alla collaborazione stretta con il Centro di Malattie Infettive l'affido del paziente per assicurare un transito "fast track" per la conferma della diagnosi attraverso il prelievo ematico.

"La cura della salute -continua la dott.ssa Polizzi- in generale include inevitabilmente la crescita di autostima, sviluppo sociale e comunicazione positiva delle emozioni.

Attivare comportamenti di prevenzione adeguati ai fini della salute nelle diverse condizioni di vita, grazie a campagne di sensibilizzazione diventa un momento di discussione concreta ed educativa sulle modalità di trasmissione delle più comuni malattie virali, come il virus dell' HCV".

Una corretta e precoce informazione è alla base di un'azione mirata e più efficace contro l'infezione da virus dell'epatite C (HCV).
"In un momento in cui abbiamo farmaci efficaci per tutti i pazienti , sorge la necessità di aumentare la consapevolezza alla patologia e della necessità di screening".

Informazione necessaria visto che ben 2 italiani su 3 ammettono una scarsa e inadeguata conoscenza dell'epatite C un'infezione di cui non percepiscono la diffusione (solo il 26% pensa che le persone affette siano circa 1 milione) e rispetto alla quale il 91% non sa che si manifesta senza sintomi evidenti.

Inoltre, l'88% della popolazione pensa che l'epatite C possa colpire solo alcune categorie di persone.

Il progetto ha permesso, dal 13 aprile 2015 al 13 novembre 2015,di eseguire l'EASY Test su di un numero di pazienti, adeguatamente informati e volontari, in visita presso il reparto di odontoiatria del San Raffaele di Milano, sono stati informati a riguardo l'infezione da HCV e offerta loro l'opportunità di eseguire l'EASY TEST.

In totale sono stati 2.097 i volontari ammissibili, che hanno eseguito test HCV su saliva e completato l'intervista.

In 22 casi, il test ha mostrato la reattività positiva.

21 soggetti su 22 casi (circa l'1% del campione esaminato) era a conoscenza di essere affetto da HCV e il test ha confermato il loro status (reattività positiva) in tutti i 21 casi (senza falsi positivi).

1 soggetto è stato identificato come un nuovo caso affetto da infezione da HCV.

Dopo aver ottenuto il consenso al trattamento dei dati personali, i pazienti sono stati invitati a fornire la motivazione del rifiuto, attraverso una domanda aperta. 1.426 soggetti hanno accettato di compilare il questionario anonimo circa il livello di soddisfazione dell'iniziativa.

1.388 questionari sono risultati utilizzabili e completi, mentre gli altri sono stati invalidati, a causa delle carenze delle risposte.

I dati estratti da 1.388 questionari validi sono stati utilizzati per descrivere il ritratto della popolazione rispondente all'iniziativa dell'easy test.

La popolazione dominata da cittadini italiani (96%), con distribuzione di sesso omogenea (45% maschi e 55% femmine), età > di 50 anni (44%), con un livello medio-alto di istruzione (alto livello di istruzione 44%, 33% laureati, 13% titoli post-laurea) e l'81% con una posizione professionale stabile (8% dirigenti; 15% lavoratori autonomi; 25% impiegati; 14% con altra occupazione; 16% pensionati; 3% lavoratori).

65% dei soggetti (905 soggetti su 1388, 45% maschi e 55% femmine) ha risposto che non erano mai stati sottoposti a test per l'HCV.

La gran parte dei soggetti aveva più di 40 anni: 423 soggetti (31% dell'intero campione) un' età > 50 anni e 182 soggetti (13% dell'intero campione) compresi tra i 41-50 anni. Questo risultato è probabilmente dovuto al fatto che i test per l' HCV non sono stati mai prescritti a controllo durante la gravidanza o nella medicina del lavoro, fino a pochi anni fa.

Tra i soggetti più giovani il numero di pazienti che non erano mai stati testati per HCV tendono gradualmente a diminuire e solo 46 soggetti (3% dell'intero campione) - tra i soggetti di età 26-30 anni - non erano mai stati testati per HCV.

Tuttavia, considerando il sottogruppo di adolescenti e giovani adulti (18-25 anni), 71% di loro (134 oltre 187 giovani adulti) non era mai stato testato per l'HCV.

Dopo un'infezione acuta, l'epatite C cronica si verifica nel 54-86% dei soggetti.

Dopo la cronicizzazione, progressione di epatocarcinoma è più rapida nei soggetti con i seguenti aspetti: i maschi, > di 50 anni, alcool >50 gr/gg; il diabete e l'infezione da HIV.

Nello studio l'Easy test è stato eseguito tramite fluido orale. "L'uso di fluido orale -continua la dott.ssa Polizzi- è un'attraente alternativa basata sul fatto che la raccolta di campioni di plasma o siero richiede attrezzature e formazione oltre che più tempo. Pertanto, i pazienti appaiono più disposti ad eseguire il test".

Nonostante le campagne di prevenzione e di informazione sull'importanza della diagnosi precoce, che dovrebbe essere meglio attuata da persone con un livello di istruzione appropriato, c'è ancora una percentuale significativa di persone altamente istruite che - ancora oggi - non sono mai stati testati per l'epatite C.

Un aspetto da non trascurare, spiega la Polizzi, è il trattamento di pazienti positivi che viene confinato nelle ultime ore della giornata lavorativa - una pratica altamente discriminatoria che è difficilmente conciliabile con il concetto di "umanizzazione" della cura.

"Tradizionalmente, i pazienti con infezione da HCV sono stati "discriminati" dai dentisti, soprattutto medici privati; soggetti a cure solo in determinati orari o giorni, organizzati apposta per evitare la loro vicinanza a soggetti sani o per ovviare un'eventuale contaminazione".

Il progetto è servito anche per promuovere la consapevolezza della malattia fra i soggetti sani ed ha contribuito ad abbattere il tabù esistente.

"I pazienti odontoiatrici -conclude la Polizzi- grazie a questo progetto, hanno acquisito nuove conoscenze sulla possibile catena di contagio, riguardo la sicurezza negli studi dentistici e beneficiato dell'ulteriore possibilità di essere sottoposti a diagnosi precoce dell'HCV.

È da questi presupposti che si è concertato di proseguire l'iniziativa che è in essere  dal 6 luglio dove con l'obiettivo di estendere il progetto anche agli ambulatori dove sono in vigore i LEA (livelli minimi di assistenza gratuiti) previsti dal Servizio sanitario nazionale per le cure odontoiatriche.

Ci aspettiamo, così, di confrontarci con una popolazione diversa da quella dei solventi, con componenti di differente estrazione socio-economica, di nazionalità e culturale".

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