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03 Ottobre 2016

La Fdi raccomanda attenzione al circuito idrico per prevenire le infezioni. Quaranta (ADDE), l'industria offre strumenti idonei


Il circuito idrico che alimenta gli strumenti odontoiatrici è un punto critico per il controllo delle infezioni correlate all'assistenza.

Nel corso del recente Congresso mondiale di Poznan, in Polonia, la Federazione mondiale dei dentisti (Fdi) ha emesso uno statement in merito, ricordando che pazienti e operatori sono esposti all'acqua e agli aerosol generati nei riuniti, anche se oggi queste apparecchiature sono studiate appositamente per ridurre al minimo i rischi.
Nessuno studio scientifico ha ancora stabilito con precisione quali patogeni (batteri, funghi, protozoi...) e in quali concentrazioni, se presenti nel sistema idrico, siano in grado di causare infezioni.
Per i pazienti in buono stato di salute, con rischi di infezione normali, le raccomandazioni sono di solito simili a quelle che valgono per l'acqua potabile (< 500 cFU /ml).

"Tuttavia - scrive la Fdi - per i pazienti ad alto rischio di infezione (per esempio quelli affetti da fibrosi cistica, granulocitopenia o immunosoppressione) e per tutti quegli interventi che comportano ferite che poi vengono richiuse, il consiglio è di utilizzare soltanto soluzioni sterili".

È ribadita la necessità di prestare un'attenzione regolare al circuito idrico con una scrupolosa manutenzione del riunito, per disinfettarlo e rimuovere i biofilm. Per esempio, ogni mattina e dopo ogni paziente, si consiglia un flussaggio di due minuti nei riuniti privi di metodo autosteril: è una di quelle pratiche che devono far parte delle abitudini di ogni studio e che sono in grado di ridurre in maniera significativa la quantità di batteri eterotrofi e quindi le possibilità di una loro trasmissione. Un'altra operazione da eseguire regolarmente è il monitoraggio della carica batterica nel riunito.

Si tratta solo di alcune delle pratiche che devono entrare nella routine dell'odontoiatra, che dovrà seguire scrupolosamente tutte le raccomandazioni del fornitore riguardo alla corretta gestione e manutenzione del riunito. Ma la Fdi rivolge una raccomandazione anche ai produttori che, ricorda, "sono responsabili di realizzare le apparecchiature con materiali adatti alla disinfezione, che prevengano o almeno riducano al minimo la formazione di biofilm batterici".

"I produttori da tempo hanno messo a punto sistemi di disinfezioni che riducono fino ad annullare i rischi legati alla infezioni", commenta Maurizio Quaranta vice presidente ADDE (nella foto), l'associazione che rappresenta i distributori di prodotti odontoiatrici in Europa.

"Come già avviene in altri settori, e qui valga su tutti l'esempio del settore automobilistico, se il legislatore ritiene di non introdurre alcuna norma cogente sui dispositivi legati alla sicurezza, questi accessori anche se spesso già esistono, vengono proposti agli utilizzatori finali sempre e solo come optional. Così era stato, proprio per le autovetture, con le cinture di sicurezza e la cosa è durata sino a quando non sono diventate obbligatorie per legge. Anche nel settore odontoiatrico la distribuzione, da tempo, dispone di sistemi di disinfezione efficienti ed efficaci da integrare sui riuniti e, sempre da tempo, li consiglia al professionista, ma glieli offre solo come optionals, tesa com'è nel corpo a corpo quotidiano sul prezzo dei riuniti base, lasciando al professionista l'autodeterminazione sul loro eventuale acquisto. Tutto ciò anche se di recente qualche noto marchio odontoiatrico ha coraggiosamente deciso di offrire al cliente nel prezzo base del riunito sia il sistema di disinfezione che il filtro antilegionella".

"Credo- continua Quaranta- che questi marchi siano ben consci di esser diventati più etici nelle loro proposte commerciali, ma meno aggressivi rispetto allo street price dei concorrenti, che restano invece saldamente rallyè al prezzo del riunito naked; bella parola inglese che sempre nudo e senza accessori vuole continuare a significare".

"In merito a quanto afferma FDI -conclude- devo dire che, tralasciando al solito ed a malincuore ciò che avviene quasi per autoregolamentazione nei paesi del Nord Europa, gli odontoiatri italiani sono tra i più attenti alla sicurezza dei propri pazienti se paragonati ai colleghi dei paesi del Sud Europa, a cominciare dalle autoclavi in classe B e dai processi di sterilizzazione".

Adelmo Calatroni - Norberto Maccagno

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