Luci ed ombre dall'indagine EduCarie dell'Accademia Italiana di Odontoiatria Conservativa e Restaurativa (AIC) presentata durante il 19° Congresso Internazionale CONSEURO recentemente conclusosi a Bologna.
Aumenta il ricorso alle cure odontoiatriche: negli ultimi 12 mesi, 9 genitori su 10 dichiarano di essere stati o aver accompagnato i propri figli dal dentista almeno una volta per un controllo o uno specifico problema dentale, ma è ancora troppo scarsa la conoscenza delle regole di prevenzione della carie e troppo poche le diagnosi precoci e corrette. Sul fronte odontoiatri solo il 30% dei dentisti impiega regolarmente le mini RX che hanno la più alta accuratezza diagnostica ed appena il 20% dei dentisti usa la diga.
Dall'indagine realizzata su mille genitori di under 14 emerge che, anche se il 90% afferma di essere andato dal dentista e averci portato i propri figli almeno una volta nel corso dell'ultimo anno, molte sono le questioni non chiare legate alla salute orale.
Oltre il 50% ignora che l'eccesso di zuccheri o una scarsa igiene orale siano fra i maggiori responsabili della carie, il 64% non sa che questa può evolvere in pochi mesi. Appena il 20% sa che la carie, che ha i suoi picchi di incidenza a 6, 25 e dopo i 70 anni, può presentarsi a qualsiasi età e non solo nei bambini; oltre il 50% non sa che i denti da latte cariati, un problema per 640 milioni di under 6 nel mondo e per almeno 1,5 milioni di bimbi italiani, devono essere curati per il mantenimento della salute orale.
Ma dall'indagini emergono criticità anche verso i dentisti.
"Troppo poche tuttora le diagnosi corrette e tempestive, ma gli italiani non sanno quale sia il percorso giusto per arrivare a riconoscere le carie bene e in tempo" evidenziano da AIC sottolineando come i risultati dell'indagine mostrano che il 52% ritiene che la diagnosi di carie possa essere fatta al meglio con una visita e una radiografia panoramica.
"Non è vero: la visita da sola non "vede" la maggioranza delle carie, soprattutto quelle piccole e fra dente e dente. La bocca poi deve essere pulita, asciutta e ingrandita per poter davvero valutare lo stato dei denti: se per esempio prima non viene rimossa la placca è come se un carrozziere cercasse di valutare un danno all'auto senza prima lavarla - spiegano Federico Ferraris, responsabile del progetto hAICarie e Giovanni Sammarco, membro della commissione del progetto - Anche la panoramica, utilizzata dal 70% dei dentisti, non ha una sufficiente accuratezza perché ha un coefficiente di distorsione e ingrandimento del 15-30% e soprattutto sono sempre presenti sovrapposizioni di strutture dentali. Gli esami radiologici più efficaci sono le piccole radiografie endo-orali che oggi usa solo il 30% dei dentisti, da ripetere regolarmente (ogni 6 o 12 mesi), o più di rado in base al grado di rischio di sviluppare carie del singolo paziente: in questo modo si possono vedere anche le piccole carie superficiali, per interventi che poi risultano poco invasivi, più semplici e meno costosi rispetto a dover risolvere una carie profonda. Importante anche la diga, per intervenire in sicurezza su denti ben visibili e asciutti, ma anche in questo caso purtroppo solo il 20% dei dentisti la impiega: ecco perché spiegare quali sono e modalità corrette per la diagnosi precoce della carie è il cuore del nostro progetto hAICarie, che da qui alla fine dell'anno porterà in tutte le Regioni corsi di formazione di 4 ore ciascuno dedicati ai dentisti".
Alla fine dell'anno saranno circa 4000 gli odontoiatri formati con l'obiettivo che un numero sempre maggiore di colleghi adotti le tecniche che possono identificare le carie sempre più precocemente, così da garantire ai pazienti cure migliori, meno dolorose e meno invasive, ricordano da AIC quanto anticipato dal presidente Stefano Patroni ad Odontoaitria33.
Questi alcuni dei dati rilevati dall'indagine:
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