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19 Aprile 2018

Profilo dell’odontotecnico. ANDI: finalmente si parla di ruolo e non di mansioni in studio

Prada a Federodontotecnica: disponibile al dialogo


Gentile direttore 

Le chiedo spazio per commentare la posizione di Federodontotecnica in merito al profilo dell’odontotecnico che ho letto su Odontoiatria33. Sono contento che per una volta si riesca a cogliere il senso della questione: il futuro ruolo dell’odontotecnico nel Team odontoiatrico. Da sempre parlare di profilo dell’odontotecnico diventa motivo di scontro tra i Sindacati odontoiatrici e quelli odontotecnici, ma la vera quesitone è quella che da tempo ANDI pone e che leggo, con piacere, ora sia condivisa anche dal sig. Vito Lombardi, presidente della neonata associazione odontotecnica, che non ho ancora avuto il piacere di conoscere e mi attiverò al più presto per farlo. La vera questione è quali debbano essere le competenze dell’odontotecnico per migliorare la salute dei nostri pazienti.  

Chiunque non può che essere d’accordo che una professione regolamentata da una legge del 1928 vada rivista, ma quel profilo vecchio di cento anni penalizza l’odontotecnico non certo perché gli impedisce di effettuare manovre cruente ed incruente nella bocca del paziente, bensì perché non lo tutela di fronte alle nuove realtà, in un mercato che si è evoluto ed ampliato, diventando globale. 

Al tempo del Regio decreto le corone erano stampate adattando un disco di metallo con un martello, ora vengono progettate al computer e realizzate da una stampante

Migliaia di dentisti e migliaia di odontotecnici giornalmente collaborano secondo le proprie competenze per riabilitare i pazienti. E lo fanno rispettando le regole, con professionalità. Con i mezzi di comunicazione attuali anche la questione di analizzare insieme le caratterizzazioni di un dente non può più essere considerata una scusa plausibile affinché l’odontotecnico chieda di essere “professione sanitaria”.  

Ma quanti sono gli odontotecnici che vorrebbe andare in studio per ottimizzare ogni lavoro che consegnano all’odontoiatra? Senza neppure avere la certezza di essere pagati per questo.  

Certo essere legittimato a farlo farebbe comodo a chi non opera correttamente: all’odontotecnico titolare di Srl con annesso il “fido” complice prestanome, che si vedrebbe giustificare le manovre abusive che pratica in bocca degli ignari pazienti, e farebbe comodo al dentista prestanome che mentre il tecnico “ottimizza” al posto suo fa altro.  

All’odontotecnico oggi serve, come giustamente ammette il presidente di Federodontotecnica, un percorso di studi che lo prepari alle vere sfide del futuro, all’uso delle nuove tecnologie e dei nuovi materiali e non certo spacciarsi per un piccolo dottore-dentista di serie “D”. 

ANDI vuole collaborare a rafforzare la figura dell’odontotecnico fabbricante di dispositivi protesici prescritti dall’odontoiatra, vuole tutelare la legalità e contrastare la possibilità che alcuni dentisti senza scrupoli si facciano realizzare protesi in Cina, senza i necessari controlli e garanzie per il paziente.

Chi invece immagina o vuole fare altro troverà in questa ANDI un duro oppositore. 

Dott. Gianfranco Prada Presidente Nazionale ANDI

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