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14 Giugno 2018

No “ministeriale” alle modifiche all’indennità per inabilità temporanea ai dentisti

AIO chiede di estendere le tutele a favore degli iscritti Quota “B” e minaccia la “mobilitazione” mediatica

Nor. Mac.

“A più di tre anni da quando la Consulta della Libera Professione ENPAM sottopose agli uffici la richiesta di introdurre misure a sostegno della categoria per i momenti di maggior bisogno, dobbiamo registrare il secondo stop delle proposte della Fondazione da parte dei ministeri vigilanti”. A ricordarlo è il presidente AIO Fausto Fiorilee Giulio Del Mastro (Consultore quota B) in una nota inviata ad ENPAM. 

Il nuovo rinvio, spiegano da AIO, arriva dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e da quello del Lavoro che hanno nuovamente mosso rilievi in merito alla proposta all’introduzione di nuove misure a tutela dell’inabilità temporanea a favore degli iscritti alla quota B. 

“La politica boccia ancora una volta una misura di equità per gli odontoiatri contribuenti in quota B”, commenta Angelo Sodano (nella foto), già segretario Aio e presidente della quota B nella precedente legislatura. 

“Per la nostra categoria –continua- in caso di malattia o infortunio con conseguenze prolungate hanno un ruolo chiave nell’alleviare i problemi una pensione di invalidità permanente e una di invalidità temporanea. Per la prima, accertata dalla commissione medica dell’Ordine d’iscrizione, è riconosciuto un assegno anticipato fino a 10 anni prima del momento in cui si può andare in pensione per vecchiaia. Se invece si pensa di tornare in pista, per l’invalidità temporanea c’è un sussidio di euro 2.100 mensili indicizzati. Chi va incontro a un intervento pesante e una lunga riabilitazione può fare domanda anticipata fino a 90 giorni prima, altrimenti dopo un sinistro si può subito far domanda”. 

Rispetto ad altre categorie, Sodano evidenza come per gli odontoiatri ci siano alcuni svantaggi.  

Per medici di famiglia e specialisti, spiega, sono previsti soli 30 giorni di franchigia mentre il sussidio per i liberi professionisti è erogato dal 61° giorno. Ma soprattutto, per i professionisti della quota B il sussidio è erogato solo se il reddito del nucleo familiare non supera 6 volte l’importo del trattamento minimo Inps, pari a 39mila euro annui per una famiglia mononucleare o 46mila per una famiglia di due persone, mentre per i colleghi dei Fondi Speciali l’indennità è agganciata al reddito.  

“A nostro avviso –dice Sodano- si dovrebbe tutelare anche, e sono la maggioranza, liberi professionisti con redditi superiori i quali, in caso di malattia o infortuni nemmeno tanto lunghi, possono avere seri problemi economici”. 

Le risorse ci potrebbero essere, sostiene l’ex presidente quota B. “Il fondo quota B negli anni ha accumulato un tesoretto destinato alle prestazioni assistenziali.  Lo scorso 19 maggio il CdA ENPAM ha approvato nuove regole che trasformano l’attuale sussidio in una vera misura previdenziale legata ai contributi versati, prevedendo l’erogazione dell’80% del reddito dichiarato in quota B e la copertura dal 31° giorno di invalidità, fino a un tetto massimo di euro 4.958,72 al mese”. 

Dopo l’ennesimo stop l’AIO è pronta a sostenere ulteriori passi di ENPAM.  

“Rimarchiamo, a sostegno dell’impegno della Fondazione, l’inderogabile necessità che i Liberi Professionisti possano dotarsi di uno strumento che superi la logica del mero sussidio per aggiornare le prestazioni assistenziali, al pari di quanto già previsto per Colleghi afferenti ad altri fondi dell’ENPAM, in una logica previdenziale strettamente legata ai contributi versati”, scrivono Fiorile e Del Mastro.  

“Qualora fosse necessaria una mobilitazione mediatica dei Contribuenti, a sostegno della pur incisiva azione della Fondazione, riteniamo possibile e auspicabile attivare i sindacati attraverso ogni canale di comunicazione possibile, dalle tradizionali newsletter a comunicati stampa, oppure attraverso i social network”.  



 
 

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