Ieri primo luglio è entrato in vigore il primo tassello del regolamento UE sull’utilizzo dell’amalgama dentale, in realtà il regolamento riguarda la gestione dei rifiuti di mercurio in funzione della tutela dell’ambiente.
Ad interessare il settore odontoiatrico è l’articolo 10 che dal primo luglio 2018 obbliga i dentisti europei a non utilizzare otturazioni in amalgama per i denti decidui, sui ragazzi con meno di 15 anni e nelle donne in gravidanza o nel periodo di allattamento, sempre che il dentista non lo ritenga necessario per esigenze cliniche.
Attenzioni che i dentisti italiani devono rispettare da almeno 15 anni, visto che un decreto del Ministro della Salute Girolamo Sirchia imponeva già queste indicazioni, oltre al divieto di utilizzare l’amalgama dentale in forma diversa da quella incapsulata predosata.
Quest’ultimo obbligo, già in vigore per gli italiani, diventerà operativo per i dentisti UE solo dal gennaio 2019. Sempre il decreto italiano indica che non è possibile posizionare l'amalgama dentale in vicinanza di altri restauri metallici, al fine di evitare rischi di corrosione; evitare per prudenza la posa e la rimozione dell'amalgama in pazienti con allergia per l'amalgama, gravidanza, allattamento, bambini sotto i sei anni d'età, pazienti con gravi nefropatie; in caso di sopravvenute reazioni locali, in particolare di lesioni lichenoidi in vicinanza di un amalgama, o nei casi, sicuramente accertati, di allergia a tale materiale, è indicata la rimozione dell'otturazione.
Obbligo dei separatori di amalgama
I veri adempimenti, per i dentisti italiani, nasceranno il 1 gennaio 2019 (il regolamento europeo entra in vigore senza che gli stati membri lo ratifichino) quando dovranno garantire che il proprio studio sia dotato di separatori di amalgama per trattenere e raccogliere le particelle di amalgama (per almeno il 95%), incluse quelle contenute nell'acqua usata. Il regolamento indica che questo ausilio per prevenire l’inquinamento da mercurio deve essere adottato dagli studi che effettuano otturazioni in amalgama, la rimuovano, estraggono denti con otturazioni in amalgama.
Non viene indicato se l’ausilio deve essere montato su ogni riunito dello studio o, come avevano chiesto le associazioni odontoiatriche anche a livello europeo, solo su quello dove si “lavora” l’amalgama. Entro il primo luglio 2018 ogni Stato membro, attraverso i rispettivi Ministeri della Salute, avrebbe dovuto definire un piano nazionale con le misure che intende attuare al fine di eliminare gradualmente l'utilizzo dell'amalgama dentale.
Non ci risulta che l’Italia l’abbia ancora predisposto. Nel piano potrebbero, però, anche essere inserite tutte quelle indicazioni necessarie per rendere meno onerosa allo studio odontoiatrico l’applicazione del regolamento.
La palla passa, quindi, alle Associazioni di categoria ed anche all’Ordine che in meno di sei mesi dovranno riuscire a sensibilizzare il Ministero, anche attraverso il Gruppo Tecnico dell’Odontoiatria, e cercare un compromesso che da una parte offra tutte quelle garanzie per cui il regolamento stesso è nato –tutela dell’ambiente- e dall’altro non penalizzi eccessivamente i dentisti italiani.
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