Razionalizzazione ed efficientamento delle regole, anche relative ai criteri di assegnazione dei crediti, per favorire l’adesione alla formazione, spinta al Dossier formativo - individuale o di gruppo -, valorizzazione dell’autoformazione, implementazione di indicatori di misurazione dell’outcome della formazione ricevuta, per verificarne effetti concreti e ricadute sul cittadino, aumento delle visite di verifica sugli eventi accreditati ECM. Sono solo alcune delle principali novità sulla “Formazione continua nel settore salute”, che emergono dalla due giorni di lavori organizzata dalla Commissione nazionale Ecm, con il supporto di Agenas, nel corso della quale sono stati presentati anche il "Manuale sulla formazione continua del professionista sanitario" e il "Manuale nazionale di accreditamento per l'erogazione di eventi Ecm", pubblicati a inizio dicembre.
Le novità sono espressione di “un triennio di innovazione e ammodernamento del settore”, incentrato su “razionalizzazione e semplificazione delle regole, nonché realizzazione di percorsi formativi tarati sul fabbisogno di conoscenza di ciascun operatore sanitario”, come hanno spiegato in una nota Luca Coletto, Presidente Agenas, e Francesco Bevere, Direttore Generale Agenas.
Ma, solo nell’ultimo periodo, da settembre a oggi, si sono susseguite, da parte della Commissione nazionale ECM, una serie di delibere - quali quella che ha aumentato i crediti per l’autoformazione e ha esteso al 2019 la possibilità di mettersi alla pari con gli obblighi del triennio precedente (come ci aveva anticipato Stefano Almini, Componente della CNECM) -, che sono andate nella direzione di rendere più flessibile il sistema così da favorire l’adesione alla formazione.
Da ultimo, c’è stato il provvedimento di modifica dei criteri di assegnazione dei crediti, votato nella riunione del 25 ottobre e operativo per gli eventi validati dal 1° gennaio, che, tra i vari punti, ha esteso anche alla Fad l’incremento di 0,3 crediti all'oragià previsto per le attività che trattano argomenti su tematiche specifiche di interesse (regionale e/o nazionale) in caso di formazione residenziale classica, training individualizzato Fsc, Gruppi di miglioramento Fsc. Tra tali tematiche, quella di più recente individuazione, di interesse anche per l’odontoiatra, è l’antimicrobico-resistenza (dal 25 settembre).
Ora, ha chiarito Marco Maccari, Segretario della Commissione Nazionale Formazione Continua, “la nuova sfida sarà quella di lavorare per aiutare le strutture sanitarie e i professionisti sanitari a programmare la formazione desiderata, anche attraverso lo strumento del Dossier formativo, nonché di implementare indicatori di misurazione dell’outcome della formazione ricevuta, per verificarne effetti concreti e ricadute sul cittadino”. Non a caso, aggiunge, Rossana Ugenti, Direttore Generale delle professioni sanitarie e delle risorse umane del SSN del Ministero della Salute, “l’impegno della Commissione Nazionale per la Formazione Continua è diretto a rendere possibile l’individuazione di obiettivi formativi mirati, affinché ciascuna figura professionale abbia le migliori conoscenze e abilità per rispondere ai nuovi bisogni e alle nuove sfide del nostro Servizio Sanitario Nazionale». D’altra parte, «grazie alla legge sul riordino delle professioni sanitarie del 2018, la formazione continua nel settore salute amplia la sua platea di riferimento. Come noto, anche per le nuove professioni sanitarie individuate dalla legge sussiste l’obbligo formativo che deve tenere conto della specificità di alcuni ambiti lavorativi con conseguente adeguamento dell’offerta formativa”.
Perno della riflessione, è stato il commento di Maria Grazia Cannarozzo, presidente nazionale COI-AIOG, presente all’evento, “è stato innanzitutto il principio che la formazione, per il professionista sanitario, non è un obbligo, ma un dovere. Possono essere letti in questa direzione le modifiche che tendono a rendere il sistema più adattabile alle esigenze dei professionisti, semplificandolo e aumentando anche la percentuale di fabbisogno formativo a cui si può rispondere tramite formazione individuale (autoformazione, tutoraggio, ricerca scientifica, formazione all’estero) o docenza”.
E l’altro aspetto di rilievo “è la ricerca del dialogo con i diversi stakeholder, l’apertura al confronto per cogliere criticità e esigenze di tutti gli interessati”. Infine, per quanto riguarda i Manuali, anch'essi approvati nel corso della riunione del 25 ottobre della Commissione e in vigore dal primo gennaio, è stato rilevato come siano stati frutto di un percorso di condivisione con stakeholder e professionisti, che hanno potuto presentare osservazioni durante la consultazione pubblicai di questa estate.
Nello specifico del Manuale nazionale di accreditamento per l'erogazione degli eventi Ecm, va osservato che ci saranno modalità diverse di applicazione a seconda delle casistiche: “per le regioni o province autonome che non hanno adottato un proprio manuale regionale, le disposizioni del manuale nazionale si applicano dal 1° gennaio, mentre per le altre regioni o province autonome, fatta salva la possibilità di adottare manuali regionali secondo le procedure dell'Accordo Stato-Regioni del 2017, le disposizioni dovranno essere recepite entro il 30 giugno”.
In riferimento ai provider, “le disposizioni del manuale nazionale si applicano dal 1° gennaio per quelli nuovi, mentre per i provider accreditati provvisoriamente, standard o rinnovati standard le disposizioni che prevedono ulteriori o differenti requisiti per l'accreditamento o ulteriori adempimenti soggetti a verifiche da parte della Commissione e dei suoi organismi ausiliari dovranno essere recepite sempre entro il 30 giugno”. Tra le varie tematiche al centro della riflessione, con un dibattito che è stato aperto al confronto, c'è stato anche il dossier formativo e lo sviluppo dei sistemi di controllo, verifica e valutazione della formazione accreditata Ecm da parte della Commissione.
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