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13 Maggio 2024

Affittare una unità operativa ad un collega: non sempre è possibile

Dipende dalla normativa regionale sulle autorizzazioni sanitarie ma non solo. Abbiamo chiesto un parere a Giovanni Migliano ed Andrea Tuzio 

Nor. Mac.

Tra gli annunci presenti nella sezione dedicata su Odontoiatria33 anche quelli che propongono l’affitto di unità operative (la stanza con il riunito) ad altri colleghi. Una soluzione scelta da odontoiatri che magari non utilizzano il proprio studio per tutti i giorni della settimana ed apprezzata dai colleghi che li prendono in locazione, potendo curare i propri pazienti senza dover avere uno studio proprio. 

Ma questo è sempre “consentito”? 

Non sempre, dipende dalla normativa regionale sulle autorizzazioni sanitarie e in alcuni casi anche dalla tipologia di presidio, soggetto o meno ad autorizzazione all’esercizio”, dice ad Odontoiatria33 Andrea Tuzio, esperto di normative sanitarie e consulente per l’OMCeO di Roma. 

In alcune Regioni - precisa Tuzio- soltanto se le attività esercitate non sono assoggettate ad autorizzazione sanitaria allora è possibile la locazione di una o più stanze all’interno dell’immobile. In altre, invece, è possibile addirittura l’alternanza in giorni diversi della settimana. In altre ancora ogni professionista presente deve richiedere una propria autorizzazione all’esercizio”.
La normativa presuppone generalmente che ogni odontoiatra, in forma singola, associata o STP, vanti un diritto reale di godimento rispetto all’immobile (diritto che può essere acquisito solo tramite la locazione, il comodato d’uso e altri contratti idonei) che consente di mantenere il possesso dei requisiti minimi richiesti: strutturali, tecnologici e organizzativi”.  

Frequentemente –continua Tuzio- vengono proposti contratti di fornitura di beni e servizi che per loro natura, invece, escludono la costituzione e/o il trasferimento di un diritto reale sull’immobile, prevedendo solo la concessione dell’utilizzo di uno spazio già predisposto ed attrezzato, oltre che la fornitura di specifici servizi (connessione ad internet, servizio fotocopie, segreteria). Nel contratto di servizi, difatti, ciò che riveste maggior importanza è proprio l’utilizzo dei servizi stessi che devono avere la priorità rispetto allo spazio. Bisogna valutare se il contratto di fornitura di spazi e servizi è da ritenersi compatibile o meno con la norma sanitaria regionale e, molto spesso, non lo è”.  

In uno studio odontoiatrico monoprofessionale prevale l’apporto del singolo professionista. Nella Regione Lazio non è possibile per il titolare di uno studio monoprofessionale affittare ad un altro collega l’unità operativa dove svolge la propria attività”, ricorda ad Odontoiatria33 Giovanni Migliano segretario CAO Roma e tesoriere AIO Roma. 
Si può invece affittare una stanza vuota ad un altro collega – continua Migliano - se la procedura amministrativa prevista per l’avvio dell’attività lo consente, ovvero possibilità consentita soltanto per gli studi non soggetti ad autorizzazione sanitaria”. 

Nella Regione Lazio, la D.G.R. 447/2015 richiede che il professionista trasmetta una specifica Comunicazione di inizio attività in caso di studio professionale, singolo, associato o STP, quando svolge attività considerata a minore invasività e perciò non soggetta ad autorizzazione all’esercizio. 

Quando più soggetti condividono lo stesso immobile – conclude Migliano - si configura il cosiddetto studio polimedico, cioè più studi medici nello stesso immobile, dove ogni professionista in forma singola, associata o di STP mantiene la propria individualità professionale, pur operando nello stesso immobile”.  

Ogni singolo medico (studio singolo) o più medici (studio associato o STP) che intende/intendono aprire uno studio non soggetto ad autorizzazione all’esercizio nel Lazio – ricorda infine Tuzio - deve/devono inoltrare apposita comunicazione all’Azienda USL territorialmente competente, allegando copia del contratto di locazione/sublocazione o comodato d’uso registrato del locale in uso nonché copia delle analoghe comunicazioni effettuate dagli altri professionisti eventualmente operanti all’interno della stessa unità immobiliare”.  


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